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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN
GRUPPO DI FEDELI DI LAMEZIA TERME
Castel Gandolfo - Domenica, 16 agosto 1987
Vi ringrazio cordialmente per questa visita. Possiamo dire che, in un certo
senso, ora i conti sono regolati: dopo la mia visita a Lamezia Terme, il 5
ottobre 1984, voi siete venuti oggi qui. Ma tra le due circostanze ci sono delle
differenze. La mia visita a Lamezia Terme è stata più breve e poi non ci sono
stati né canti né chitarre. La vostra visita invece è molto ricca: ricca di
canti, ricca di pensieri, di contenuti e per questa “sovrabbondante”
restituzione della mia visita io vi ringrazio.
Ringrazio il vostro vescovo i sacerdoti e tutte le persone che prendono parte a
questo incontro. La vostra diocesi di Lamezia Terme è venuta qui in quello che
possiamo dire il suo nucleo centrale, il suo nucleo ecclesiale apostolico e ha
portato soprattutto qui il movimento apostolico. Sappiamo bene che il movimento
apostolico è iniziato nel cenacolo; e così ogni movimento apostolico deve
iniziare nel cenacolo. Voi venite dopo aver celebrato il Congresso Eucaristico
della vostra diocesi: cenacolo vuol dire Eucaristia, giovedì santo; cenacolo poi
vuol dire, movimento apostolico, Pentecoste. Così il legame è chiaro. Io vi
auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo
e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a
Maria. Sappiamo bene che Maria era presente nel cenacolo nella giornata della
Pentecoste, della discesa dello Spirito Santo, che era presente nel momento
della Chiesa nascente. Giustamente avete ricordato questa sera l’annunciazione,
la prima volta che lo Spirito Santo è disceso su una persona, per dare inizio
all’incarnazione del Verbo Divino. Ma questo inizio era già l’inizio dell’altra
discesa dello Spirito Santo, di quella nel cenacolo di Pentecoste, quando lo
Spirito Santo, dopo la morte e la risurrezione di Cristo, ha dato inizio alla
Chiesa. La prima discesa, la prima inaugurazione, quella dell’incarnazione in
Maria, e poi l’altra inaugurazione, quella della Chiesa in presenza di Maria,
con la sua partecipazione materna sono temi particolarmente a noi vicini,
soprattutto in questo Anno mariano, specialmente in questi giorni: oggi, è il 16
agosto, la domenica dopo l’assunzione della Vergine in cielo, il giorno dopo la
solennità di Maria assunta.
Vi saluto cordialmente come diocesi di Lamezia Terme, come movimento apostolico
che in questa diocesi cerca di riprodurre il primordiale movimento apostolico
nato nel cenacolo, nato dall’Eucaristia e nato alla presenza materna di Maria
Vergine, Madre di Cristo e Madre della Chiesa. Io vi auguro di continuare così,
di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede:
l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo
impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non
solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo
aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. Ecco la
missione della Chiesa e la missione dei buoni cristiani nella Chiesa. Vi auguro
ancora di approfondire questa missione, di vivere questa missione, di amare
questa missione: solo così è possibile realizzare se stessi come uomini e come
cristiani.
Vi offro la mia benedizione che estendo a tutti quanti voi qui rappresentate:
diocesi, gruppi, famiglie, presbiterio, famiglie religiose, giovani, malati,
bambini e tutti gli altri.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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