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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PELLEGRINI POLACCHI
Festa della Vergine di Jasna
Gora Basilica Vaticana - Mercoledì,
26 agosto 1987
Porgo un cordiale benvenuto a tutti i pellegrini provenienti dalla Polonia. Il
nostro incontro ha luogo oggi nella Basilica di San Pietro, data la nutrita
schiera di pellegrini che affluiscono da ogni parte del mondo. Si tratta di una
ricorrenza particolarmente significativa poiché oggi, giorno del nostro
incontro, è la festa della Vergine di Jasna Gora. Porgo il mio benvenuto a tutti
i pellegrini provenienti dalla parrocchia di San Massimiliano Kolbe di
Mistrzejowice, Nowa Huta; dal decanato di Rabka; dalla parrocchia della Vergine
di Piekary di Katowice; dalla parrocchia dell’Esaltazione della Croce dei Padri
Francescani di Sanok; dalla parrocchia di Opoczno e di Studzianna; porgo il
benvenuto ai sacerdoti nonché fedeli della diocesi di Drohiczyn; ai pellegrini
della pastorale universitaria della parrocchia di San Clemente di Varsavia; ai
Padri della Redenzione; ai pellegrini della parrocchia di San Taddeo Apostolo di
Varsavia; alla pastorale universitaria della diocesi di Siedlce; ai pellegrini
di Radzyn Podlaski; ai pellegrini della parrocchia di San Giuseppe di Tczew;
dalla parrocchia della Vergine dell’Incessante Soccorso di Gdansk-Wrzeszcz; al
gruppo interparrocchiale di pellegrini di Przeworno; dalla parrocchia dei Santi
Pietro e Paolo e da Wroclaw, dalla cattedrale e parrocchia della Vergine
Consolatrice; ai pellegrini pure da Wroclaw, dalla parrocchia di Sant’Agostino;
ai Padri Cappuccini; ai pellegrini da Zgorzelec dalla parrocchia di San
Bonifacio; dalla parrocchia della Vergine Madre di Poznan-Zegrze; al gruppo di
laici cattolici da Chelm; al gruppo Juventur di Kalisz; ai minatori della
miniera di Zabrze; ai componenti del gruppo dell’Ufficio di Studi e Progetti di
Sviluppo dello Spazio (Urbanistico) della provincia di Szczecin; al gruppo
artistico “Promni” di Varsavia; porgo il mio benvenuto infine a quanti
compongono il gruppo turistico organizzato dalle agenzie di viaggi Orbis, PKS
dalla Slesia e Turysta.
La festa della Signora di Jasna Gora acquisisce
particolare rilevanza nel contesto dell’anno mariano. Questo poiché celebriamo
l’anno mariano in tutto il mondo, in tutta la Chiesa, volgendo lo sguardo alla
Madre di Dio, la quale ci precede nel cammino della fede. A questo tema si
riallacciava anche l’enciclica dell’anno mariano, che principiava con le parole
Redemptoris Mater. Sulla nostra terra polacca, la Signora di Jasna Gora, in modo
del tutto peculiare, guida nel cammino di fede noi, figli di questa terra,
figlie e figlie, polacchi e polacche, tutti quanti su questa terra abitano e
anche quanti ancora si trovano fuori da questa terra, poiché molto spesso
l’effigie della Vergine di Jasna Gora li accompagna nelle loro case e comunità.
Ammiriamo dunque in questa immagine la Madre, Regina della Polonia, Signora di
Jasna Gora, e impariamo da lei la fede, la speranza, la carità, poiché Ella è la
nostra educatrice, se è vero che la madre è sempre la prima e più importante
educatrice nella vita di ogni individuo. Così per il viaggio verso il nostro
destino eterno, il Padre dei Cieli, insieme a Cristo, ci ha donato sua Madre,
come educatrice di ogni uomo che, attraverso la fede, la speranza, la carità e
la grazia, si rende somigliante al Figlio, a Cristo, rendendosi figlio nel
Figlio.
Proprio oggi, in modo del tutto particolare, riflettiamo su questo tema,
riflettiamo al pellegrinaggio della fede di intere generazioni. Esso si
protratto per oltre mille anni dal Battesimo della Polonia, esso è durato oltre
seicento anni dal momento in cui l’effigie di Jasna Gora è venuta a trovarsi nel
luogo in cui attualmente si trova. E così, generazione dopo generazione, questo
pellegrinaggio della fede, dei polacchi, dei nostri compatrioti, e inoltre,
parzialmente, dei nostri consanguinei, si attua per così dire attraverso
l’immagine di Jasna Gora. Ammiriamola, ammiriamo questa straordinaria icona,
nella quale si trova trascritto il mistero di Dio, il mistero dell’Incarnazione
e della Redenzione; nella quale sono trascritti al contempo i tratti della
storia dell’uomo, e per così dire in modo singolare, i tratti della storia
dell’uomo sulla nostra terra, della storia della nostra nazione. Numerosi
momenti cruciali di questa storia sono strettamente legati a Jasna Gora. Basti
ricordare il Potop Szwedzki (invasione svedese del 1600), o ancora, dopo la
riacquisizione dell’indipendenza, l’anno 1920. Così dunque, la Signora di Jasna
Gora è guida della fede di generazioni, guida di uomini e comunità, famiglie,
società, parrocchie, di un’intera nazione. In ciò consiste la sua singolare
missione nella nostra patria, nella nostra terra e nei nostri cuori. Oggi
desideriamo per così dire, abbracciare tutto ciò, abbracciarlo con il nostro
ricordo, abbracciarlo con la nostra coscienza, abbracciarlo con il nostro amore.
Ci rendiamo conto di ciò, cioè che la storia dell’uomo, e soprattutto la storia
di un popolo, di una nazione che abita sulla sua patria, non è stata facile. Ci
risuonano oggi nelle orecchie le parole di oltre cento anni fa: “Non lasceremo
la terra da cui è nata la nostra stirpe, non permetteremo di seppellire
nell’oblio la nostra lingua”. Così cantavano i nostri antenati in questo secolo,
e particolarmente in nella sua seconda parte. Queste stesse parole sono state un
po’ parafrasate. Cantavamo: “Non lasceremo, Cristo, i tuoi templi, non
permetteremo di seppellire la fede”. Sono queste parole significative, e in esse
si esprime la storia del cuore degli uomini, della coscienza degli uomini, la
storia di un’intera società, che anno dopo anno, generazione dopo generazione,
si lega al santuario di Jasna Gora, a questo singolare luogo di incontro. Si può
affermare che là, in quel luogo, in quel santuario di Jasna Gora, incontriamo il
mistero mai svelato di Dio, incontriamo inoltre il Cuore della Madre, e quante
volte ci incontriamo con noi stessi, ritroviamo noi stessi, ritroviamo noi
stessi come uomini pieni di dignità, che risponde all’essere umano; come
polacchi ritroviamo noi stessi come comunità, famiglie, popolo, ci convertiamo.
Luogo di grandi conversioni Jasna Gora. Forse il primo luogo di grandi
conversioni in Polonia. Oggi siete radunati come pellegrini, qui, nella Basilica
di San Pietro, e qui dopo il nostro incontro, verrà celebrata una Santa Messa in
occasione della festività della Vergine di Czestochowa. Ci uniremo
contemporaneamente con Jasna Gora, con tutti quanti là si trovano come
pellegrini da numerose località della Polonia, con tutti i rappresentanti degli
ordini maschili e femminili, con tutti i sacerdoti, e pastori, con il nostro
episcopato, i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi sotto la guida del Primate.
Ci uniremo con loro da qui, dalla tomba di San Pietro a Jasna Gora. E pregheremo
come prega la Chiesa in Polonia in occasione della odierna liturgia santa, e
questa è la preghiera che segue l’eucarestia: “Dio, soccorri il popolo che
rafforzi col tuo Corpo e col tuo Sangue, con l’intercessione della tua
santissima Madre, Signora di Jasna Gora. Liberalo da ogni male e pericolo e
proteggi con la tua tutela tutte le sue opere buone, tu che vivi e regni nei
secoli dei secoli”.
Cantiamo ancora “Maria, Regina della Polonia” - invocazione
di Jasna Gora, poiché la giornata di oggi è come se si aspettasse questo in modo
particolare.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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