DISCORSO DI GIOVANNNI PAOLO II A
SUA SANTITÀ DIMITRIOS I, PATRIARCA ECUMENICO
Giovedì, 3 dicembre 1987
“Benedetto colui che viene nel nome del Signore” (Sal 118, 26).
Santità,
questa
benedizione del salmista mi sembra molto appropriata per esprimere i sentimenti
che provo in questo primo giorno della sua visita alla Chiesa di Roma e al suo
vescovo.
Lei viene a noi nel nome del Signore.
Noi l’accogliamo nel nome del Signore.
In lui noi siamo fratelli per grazia del Battesimo e del sacerdozio. Caro
fratello nel Signore, sia il benvenuto! Con il cuore pieno di gioia, accolgo lei
che viene come pellegrino dei santi apostoli martiri Pietro e Paolo, lei che
rendendoci visita, compie il ministero della carità, dell’unità e della pace.
Otto anni fa, ebbi la grande gioia di poter scambiare con lei l’abbraccio
della pace nella sua residenza patriarcale di Fanar. L’accoglienza che lei e la
sua Chiesa mi avete riservato allora, fu così caratterizzata dalla stima e così
densa di affetto che ne conservo sempre il ricordo vivo e riconoscente. Questo
ricordo accresce la mia gioia di vederla oggi tra noi e di poterle testimoniare
la stessa stima e un uguale affetto.
Animati dalla stessa carità fraterna,
pregheremo insieme in questi giorni per il bene delle nostre Chiese e perché il
nostro Signore comune accordi loro la grazia di una perfetta comunione nella
fede e nell’amore. Non mancheremo di intercedere insieme per questo mondo al
quale siamo mandati e che Dio ha amato al punto da donare il suo unico Figlio
per salvarlo (cf. Gv 3, 16-17).
Noi cerchiamo insieme di rispondere alle esigenze dell’ora presente, secondo la
volontà del Signore aprendoci all’illuminazione del suo spirito.
Con la certezza che potremo contare sull’aiuto di Dio affinché la sua visita
porti frutti per la sua gloria, ridico a sua santità, alle loro eminenze i
metropoliti che l’accompagnano, così come ai reverendi diaconi e ai distinti
laici che sono venuti con voi: siate i benvenuti nel nome del Signore!
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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