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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI COMPONENTI DELL’ORGANIZZAIZONE
 «VERY SPECIAL ARTS INTERNATIONAL»

Sabato, 5 dicembre 1987

 

Signore e signori,
cari amici
.

1. Sono lieto di salutare molto cordialmente i rappresentanti del “Very Special Arts International” provenienti da varie parti del mondo. Siete venuti a questo incontro a Roma, perché condividete un comune amore e interesse per i nostri fratelli e sorelle handicappati. Voi non solo siete interessati, ma siete anche profondamente impegnati ad arricchire la loro vita nelle sue molteplici dimensioni, specialmente con il mondo dell’arte. È proprio un grande piacere darvi il benvenuto oggi in Vaticano. Vi assicuro che la Chiesa, come voi, è particolarmente vicina a tutti coloro che sono deboli o in qualche modo disabili. Ed è orgogliosa di contare molti di loro tra i suoi membri.

2. Ogni vita umana è sacra poiché ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio. San Paolo dice: “Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo” (Ef 2, 10). Il nostro valore, la nostra dignità come persone umane, non viene da ciò che facciamo e diciamo, ma dal nostro essere, dal fatto che “Dio ci ama, ci ha creati per vivere nella gioia in sua presenza per sempre”.

Le vite di coloro che sono handicappati non sono meno sacre di quelle di coloro che non lo sono. So che condividete con me questa convinzione. Al tempo stesso siamo a conoscenza che la qualità della vita degli handicappati spesso non è in armonia con il loro valore interiore. Qui penso non solo alla qualità che viene dai servizi speciali e dalle pratiche assistenziali di cui i nostri fratelli e sorelle necessitano, mi riferisco piuttosto al loro desiderio e al loro diritto di partecipare in modo autentico alla vita sociale e culturale. È precisamente in questo campo che avete scelto di concentrare i vostri sforzi. E io plaudo di tutto cuore la vostra scelta.

3. La Chiesa ha sempre favorito le arti. Infatti il Vangelo di Gesù Cristo che essa proclama ha ispirato innumerevoli artisti, uomini, tra i quali c’erano degli handicappati, le cui opere d’arte hanno arricchito il mondo. Le vere opere d’arte esprimono la grandezza e la meraviglia del mistero della vita umana. Esse sono come sentinelle eloquenti che proteggono la razza umana dalle tendenze e dalle mode che potrebbero negare o attenuare la dimensione spirituale dell’esistenza umana. L’arte eleva e consola; ispira e dà speranza. Aiuta lo spirito umano a procedere verso Dio e verso i più importanti valori della vita.

L’arte non è patrimonio esclusivo di qualcuno. Come avete giustamente sottolineato, “nell’arte non vi sono handicap”. Per un periodo il corpo può avere varie limitazioni, lo spirito è libero di elevarsi. L’arte è primariamente un’espressione della dimensione spirituale di una persona, dei desideri più profondi alla più grande bellezza che lo spirito di Dio dà al cuore e all’anima. I festivals e altri incontri testimoniano questo fatto, mostrando molte opere artistiche dei nostri fratelli e sorelle handicappati.

Cari amici, vi assicuro il mio interesse personale e il mio sostegno nella preghiera. Dio vi sostenga nei vostri lodevoli sforzi nel promuovere l’arte tra gli handicappati. Invoco Dio affinché elargisca abbondanti doni di pace e di gioia su voi, sulle vostre famiglie e su tutti coloro che cercate di servire.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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