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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DEI «PUERI
CANTORES»
Giovedì, 31 dicembre 1987
Cari giovani della Federazione Internazionale dei “Pueri Cantores”,
domani
avremo la grande gioia di vivere insieme la prima giornata del 1988, di
celebrare insieme la più santa fra le madri, la Madre di Cristo, la Madre del
popolo dei battezzati. Ero al corrente del vostro grande desiderio di incontrare
il Papa; anch’io lo desideravo. Dunque, abbiamo delle ragioni per essere felici.
Per quanto mi riguarda, sono molto lieto di vedere i vostri diecimila volti,
così freschi, allegri, sinceri, seri ma anche maliziosi.
Per prima cosa, tengo
molto a felicitarmi con voi, perché appartenete a una delle tante corali
presenti nelle vostre parrocchie, venerabili Istituzioni ecclesiali tanto
antiche. Sono certo che nei vostri paesi d’origine, esistono delle strade o
delle piazze che portano nomi come questi: Schola, Psalette o Maîtrise. Come
sarebbe interessante per voi conoscere la lunga storia delle vostre scuole di
canti liturgici!
Vorrei inoltre incoraggiarvi calorosamente a coltivare e a
eseguire le melodie sacre: l’incomparabile gregoriano, la polifonia
d’ispirazione antica o moderna, di cui sono state testimoni le vostre
cattedrali, basiliche o collegiate, le vostre chiese cittadine o rurali. Senza
disprezzare le opere musicali profane, voi avete il particolare privilegio di
cantare Dio, di celebrare le opere salvifiche compiute da Cristo, accompagnato
sempre da sua Madre, nostra Madre. La vostra voce non serve soltanto per
stimolare il senso musicale dell’auditorio: avete il potere di mettere chi vi
ascolta in comunione con Dio. Permettete alle assemblee cristiane di rendere più
stretto il vincolo con Dio e con tutti gli esseri e i popoli che lui ama.
La
vostra vocazione, cari giovani, è radicata nella tradizione delle Scritture e
dei Padri della Chiesa, soprattutto in sant’Agostino una tradizione che vi
invita continuamente a celebrare il Signore “luce viva del cuore per l’arpa e la
lira, per il flauto e i timpani risonanti” (cf. Sal 150). Tuttavia la voce umana
da sola, ma soprattutto insieme alle altre, esprime ancor più magnificamente a
Dio la gioia, l’adorazione, la sofferenza, il pentimento, la fiducia o l’amore.
Infine, un’ultima osservazione, che vuole essere un appello alla perseveranza
nel servizio alla santa liturgia, e all’incoraggiamento di altri giovani,
affinché frequentino le vostre corali. Ascoltate ancora queste parole del Papa,
che esprimono una sua convinzione: alcuni di voi, se ascolteranno veramente la
voce del Signore, matureranno a poco a poco la decisione di appartenergli
interamente. Prego affinché questo desiderio si compia.
Cari giovani, con i
vostri vescovi e i vostri sacerdoti, con i vostri maestri di canto - con cui mi
congratulo vivamente - vi invio in missione nel mondo intero. Sì, vi affido la
responsabilità di contribuire generosamente alla dignità e allo splendore del
culto divino. A voi tutti, e ai vostri cari genitori, imparto la mia affettuosa
benedizione apostolica.
Carissimi ragazzi della Federazione
Internazionale dei “Pueri Cantores”,
sono molto lieto di questo incontro che
anticipa e preannuncia quello di domani, quando insieme, nel primo giorno del
1988, festeggeremo la Santa Madre di Dio, la Vergine Maria, nel cui nome si
avvia ogni anno nuovo. Il sorriso dei vostri volti, la freschezza delle vostre
voci, l’armonia dei vostri canti mettono gioia nell’animo e lo dispongono alla
preghiera. Voglio dirvi, cari ragazzi, il grande apprezzamento che la Chiesa ha
per il servizio da voi reso nelle sacre cerimonie. Il decoro e la solennità
delle funzioni religiose dipendono in notevole parte dall’apporto del vostro
canto, che dovrà quindi studiarsi di essere sempre all’altezza del rito in cui
si inserisce.
Il mio augurio è che ogni cattedrale, ogni parrocchia e ogni altra
chiesa possa ornarsi delle candide voci dei vostri coetanei, così che il culto
reso a Dio possa riuscirne elevato e ingentilito. Sentite la responsabilità di
far capire a quanti partecipano alla sacra liturgia quanto sia bello pregare
cantando con la Chiesa e per la Chiesa; possano, quanti partecipano alle
funzioni che voi animate, riportarne l’incitamento e aprire il cuore all’azione
del Dio della santità e dell’amore.
Con questo augurio, carissimi ragazzi, tutti
vi benedico. Miei cari giovani amici, è per me una gioia darvi oggi il benvenuto
in occasione del 23° Congresso Internazionale dei “Pueri Cantores”. Vi saluto a
nome mio e di tutti coloro che apprezzano profondamente il contributo che voi
date alla bellezza della liturgia ecclesiale, cantando musica sacra. Spero che
comprendiate quanto potete aiutare l’assemblea cristiana ad avvicinarsi di più
al Signore, non solo dilettando le orecchie di coloro che ascoltano, ma anche
toccando i loro cuori, esprimendo nelle canzoni la gioia e il dolore, la lode e
il pentimento, la speranza e l’amore del popolo di Dio in preghiera. Offro a
ciascuno di voi un augurio di cuore e un incoraggiamento, e nell’amore di Cristo
nostro Salvatore imparto a voi e ai vostri cari la mia apostolica benedizione.
Cari giovani “Pueri Cantores”,
sono felice di avere questo incontro con voi che
state celebrando a Roma il 23° Congresso internazionale con i rappresentanti di
altri paesi e lingue, e che tutti insieme lodate il Signore.
Cantare bene, miei
cari amici, non è facile. Prima di tutto richiede impegno e buona volontà; però
si tratta di uno sforzo assai gratificante, perché eleva l’animo rendendolo più
sensibile ai valori spirituali, specialmente quando con i vostri canti
accompagnate le celebrazioni liturgiche, permettendo ai fedeli un maggior
avvicinamento e una più profonda intimità con Dio.
Con le vostre voci unite
armoniosamente a quelle degli altri, potete esprimere meravigliosamente
l’allegria, il pentimento, la fiducia e l’amore. Infatti il canto è un
linguaggio che porta alla comunione dei cuori. Per questo vi incoraggio affinché
con i vostri canti e melodie, superando qualsiasi tipo di frontiera, andiate
avanti per il mondo, portando agli uomini un messaggio durevole di pace e
fraternità.
In questa occasione che ci ha permesso di stare insieme nell’ultimo
giorno dell’anno, auguro a tutti vivamente, un felice e fruttuoso anno nuovo,
mentre imparto con affetto a tutti voi e alle vostre famiglie, la mia
benedizione apostolica.
Rivolgo un cordiale saluto di benvenuto anche ai numerosi giovani
cantori provenienti dai Paesi di lingua tedesca. Siete giunti a Roma per il
vostro 23° Congresso Internazionale e ci donate in quest’occasione un bel canto
allegro che conoscete. Il tempo di Natale è un tempo propizio e solenne per il
vostro canto a servizio della Chiesa e di tutti gli uomini di buona volontà. Sì,
il vostro canto corale è un servizio importante per la liturgia nelle vostre
chiese e nelle vostre cattedrali ed è accolta dai cristiani con gratitudine e
largo consenso. Per voi stessi questo canto può addirittura diventare una
preghiera personale, se voi ascoltate col cuore le parole che stanno alla base
della melodia e le lasciate penetrare nel corpo e in tutta l’anima con l’aiuto
della musica.
A voi tutti va il mio incoraggiamento e la mia sincera benedizione per la vostra
vita, il vostro studio e il vostro canto nel 1988.
Pueri Cantores z Polski
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. Serdecznie was
witam w Rzymie, w Bazylice św. Piotra, na tym międzynarodowym spotkaniu.
Cieszę się, że bedziemy razem zaczynać
Nowy Rok pod opieką Bogarodzicy, jutro w Jej
Święto. Pozdrawiam serdecznie Was tu obecnych, waszych przełożonych, nauczycieli,
wasze środowiska wszystkie śrdowiska śpiewacze w naszej Ojczyźnie, które
podobnie jak wy służą ckwale Boga Najwyższego i wspólnocie Ludu Bożego w
poszczególnych kośćiołach
i parafiach. Niech Bóg wam błogosławi, waszym w
rodzinom i wszystkim waszym bliskim. Pochwalony Jezus Chrystus.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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