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VISITA PASTORALE NELLA PARROCCHIA ROMANA
DI SANTA MARIA IN AQUIRO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA FAMIGLIA RELIGIOSA DEI CAMILLIANI

Chiesa della Maddalena - Domenica, 8 febbraio 1987

 

Sono lieto di venerare in questa chiesa della Maddalena le spoglie mortali di san Camillo de Lellis, celeste patrono degli ospedali e di quanti assistono i malati.

Saluto il padre generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi, tutti i membri della famiglia religiosa fondata da san Camillo e, con loro, anche tutte le famiglie religiose sorte ispirandosi alla forma di vita da lui ideata.

Sono venuto qui per pregare, non solo, ma per ricordare il singolare esempio, il modello di vita e l’insegnamento di carità lasciato da san Camillo a tutta la Chiesa. Nell’arcispedale di Santo Spirito, ove egli per molti anni personalmente si dedicò quale umile e premuroso servitore all’assistenza dei sofferenti e dei moribondi, c’è una lapide che esalta la sua opera, “spectaculum angelis et exemplar hominibus”. Noi dobbiamo ricordare la regola fondamentale che san Camillo ha dettato a voi, suoi figli spirituali, e a tutti coloro che con animo cristiano vogliono dedicarsi ai sofferenti: “Ognuno riguardi il povero - egli diceva - come alla persona del Signore”. È per questo che san Camillo esigeva dai suoi fratelli che si consacrassero ai malati “solo per amor di Dio” e suggeriva con insistenza, quale regola fondamentale del servizio, quella dell’affetto all’infermo, usando “ogni diligenza possibile, con mansuetudine e carità, confortandolo e dandogli tutte le cose che gli farà bisogno con carità e piacevolezza”.

Noi sentiamo l’attualità di questo messaggio, che esalta con vigore l’insostituibile valore della carità e dell’affetto fraterno, anche nel contesto del progredito sviluppo tecnico delle odierne cure sanitarie. San Camillo ci insegna ad ascoltare ciascun malato con attenzione fraterna, a partecipare alle sue ansie e ai suoi dolori che lo affliggono, ad asciugare ogni lacrima, a sostare accanto ad ogni morente col desiderio di cogliere l’ultimo sentimento e l’ultimo respiro, anche quando la scienza ha rinunciato a sperare nei suoi mezzi di soccorso.

Esprimo alla famiglia dei padri Camilliani ogni felice voto affinché il carisma del loro fondatore permanga e si sviluppi con intensità di fervore e con chiara testimonianza, mentre a tutti voi qui presenti, alle persone che vi sono care, e in particolar modo a tutti gli infermi e a coloro che li assistono imparto di cuore la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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