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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI DELL'ISTITUTO ECUMENICO DI BOSSEY

Lunedì, 9 febbraio 1987

 

Cari direttori e studenti
dell’Istituto Ecumenico di Bossey
,

Grazie a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Fil 1, 2). Sono molto felice di dare il benvenuto a Roma al centro di civiltà e cultura europea! Qui fin dall’inizio la domanda sulla relazione tra il Vangelo e la cultura è stata di immediata rilevanza. Perché a Roma, nel disegno della Provvidenza, Pietro concluse il suo viaggio del discepolo fedele. Qui pagò il prezzo del suo amore per Cristo. A Roma, Paolo predicò il Vangelo e diede anch’egli la suprema testimonianza. Così la Chiesa di Roma divenne la Chiesa di Pietro e Paolo. Nel credo cattolico il suo Vescovo riceve in eredità la missione di rafforzare i suoi vescovi (cf. Lc 22, 32) e insegnare ai fedeli dell’intera Chiesa.

Spero che la vostra visita qui possa essere un ulteriore incoraggiamento per ciascuno di voi nel vostro impegno con Cristo e con il Vangelo. Possa ispirarvi nel vostro compito ecumenico, quando ritornerete nei vostri paesi possiate avere un cuore e una mente più pronti per servire l’amorevole fine di Dio per la sua Chiesa, per l’umanità dei cristiani, per il rinnovo e la riconciliazione della famiglia umana.

“Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli. Amen” (Eb 13, 20-21).

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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