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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI DELLA FEDERAZIONE ORGANISMI
CRISTIANI DI SERVIZIO VOLONTARIO INTERNAZIONALE (FOCSIV)

Sabato, 21 febbraio 1987

 

Signor presidente,
cari fratelli e sorelle
.

1. Sono lieto di ricevervi, nell’occasione di questo vostro incontro nazionale, quali rappresentanti della Federazione Organismi Cristiani di Servizio Volontario Internazionale.

Voi siete convenuti a Roma per fare il punto sulla situazione dei vostri movimenti, individuare le cause da cui discendono i risultati positivi o meno della vostra azione individuale e associata, rilanciare nel prossimo futuro programmi concreti di collaborazione all’interno degli stessi organismi e dell’insieme di questi con i paesi emergenti, dove così generosamente e volenterosamente operate, senza mancare di approfondire sempre meglio la natura del vostro servizio.

In questo incontro odierno desidero richiamare la vostra attenzione su alcuni aspetti particolarmente rilevanti nell’attuale momento della Chiesa e del mondo.

2. Innanzitutto sulla qualifica cristiana da voi esplicitamente accolta nella sigla della federazione, e che deve essere considerata da voi come linea costante di orientamento e fonte luminosa d’ispirazione.

Le vostre iniziative di collaborazione a favore delle popolazioni del Terzo Mondo intendono perseguire uno sviluppo che non si fermi all’aspetto di natura economica o sociale. Attraverso la concretezza delle vostre prestazioni, voi intendete far comprendere che Dio e l’uomo non sono termini antitetici, che l’uomo non può raggiungere la pienezza del suo sviluppo umano senza aprirsi alla verità di Dio, e che l’impulso che vi muove è la profonda convinzione che Cristo è la vita dell’uomo.

Nel trasmettere tale messaggio voi ricordate agli uomini le verità intorno alla loro condizione e alla loro vocazione. E così la vostra attività di cristiani laici, inserita nel tessuto della più grande attività della Chiesa, diventa missionaria, così come eminentemente missionaria è ormai ogni azione della Chiesa. E così voi, pur trattando le cose dell’ordine temporale, le ordinate a Dio, illuminandole con la chiarezza della sua luce. In maniera che il vostro servizio risulti a lode del Creatore e Redentore e nello stesso tempo a beneficio dell’uomo.

3. Cari fratelli e sorelle, col vostro sì generoso, voi avete dato adesione a un tipo di vocazione che v’impegna a offrire alcuni anni della vostra vita allo sviluppo delle popolazioni dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina, nel nome del Padre celeste che ha reso fratelli gli uomini di tutti i continenti.

La Chiesa, impegnata dal suo divin fondatore a fare delle varie società umane una sola famiglia in Dio, conta molto, soprattutto oggi, sulla collaborazione del volontariato laico, senza di cui il cammino dell’evangelizzazione diventerebbe troppo lungo, e più difficoltoso l’obiettivo della promozione umana. La vostra attività di servizio internazionale rappresenta una formula valida a portare notevoli contributi alla missione della Chiesa, che, per la sua universalità, non è legata ad alcun tipo di civiltà umana, ma tutte le eleva e porta alla loro pienezza.

Con l’auspicio che il vostro servizio diventi sempre più fecondo e vasto, imparto di cuore una speciale benedizione a voi qui presenti, a tutti i volontari cristiani che stanno operando nel Terzo Mondo e a quanti si dispongono a raggiungerli.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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