DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE VENUTI DA PALERMO IN OCCASIONE DELLA
XX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
Venerdì, 2 gennaio 1987
Signor Sindaco, Reverendo Direttore Generale, cari ragazzi e ragazze.
Sono lieto di incontrarmi con voi, venuti da Palermo a Roma, in coincidenza con
la Giornata mondiale dedicata alla pace il primo giorno di ogni anno civile.
Sono lieto soprattutto di ricevere i promotori di questa iniziativa e i ragazzi
del capoluogo di una regione così bella e pure così provata, vincitori d’un
concorso che per molti mesi ha impegnato tutte le scuole della città.
Voi sapete che il tema offerto alla riflessione del mondo per questa giornata
1987 è “Sviluppo e solidarietà”. Non si può parlare di pace senza sviluppo e
solidarietà, così come non si può parlare di sviluppo e solidarietà senza un
particolare riferimento alla gioventù.
Nel messaggio della giornata ho voluto quest’anno richiamare l’attenzione sul
triste spettacolo dei bambini abbandonati o costretti a cercare lavoro; dei
ragazzi che vivono in baraccopoli e nelle grandi città spersonalizzanti, nelle
quali trovano magro sostentamento o nessuna speranza per il futuro, col pericolo
di compromettere lo sviluppo della persona, che va promosso mediante la
solidarietà sociale della famiglia umana.
Cari ragazzi e ragazze, mi rivolgo specialmente a voi per dire, attraverso di
voi, a tutti i ragazzi della Sicilia e del mondo, che come la pace va assicurata
anche per voi, per la vostra serenità, il vostro sviluppo, il vostro avvenire,
così pure voi dovete collaborare allo sviluppo della pace.
Innanzitutto con la preghiera, perché il mondo conosca e accolga quella pace,
che Gesù è venuto a portare sulla terra. Pace basata sul principio che tutti gli
uomini sono fratelli perché figli dello stesso Padre celeste.
Voi inoltre potete fare molto con il vostro aiuto e il vostro affetto verso gli
altri, specialmente verso i fratelli e le sorelle che possono aver bisogno di
voi.
La pace è un dono da conquistare e costruire giorno per giorno. Voi avete dato
un contributo alla costruzione della pace, anche solo col significato della
vostra presenza a Roma, dopo un viaggio non breve, in questo inverno
particolarmente rigido. La vostra presenza mi parla del desiderio dei ragazzi e
delle ragazze di tutta la Sicilia di sentirsi vicini a tutti i piccoli
sofferenti del mondo.
E allora, mentre auguro che il vostro esempio sia largamente imitato dai vari
gruppi dei vostri coetanei, v’imparto di cuore la mia benedizione che porterete
alle vostre famiglie.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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