Mercoledì, 14 gennaio 1987
Con animo estremamente lieto ho ascoltato quello che poco fa mi hai comunicato,
cioè la benevolenza e il favore con cui la nobile terra finlandese, della quale
giustamente ti glori di essere un figlio insigne, ha coltivato la bellezza e la
maestà della lingua romana e nel corso dei secoli ha sviluppato la forza
singolare della civiltà umana. Come segno di particolare riguardo, mi hai
portato in dono il risultato dello studio diligente del tuo popolo, cioè il
poema epico Kalevala, che recentissimamente è stato tradotto in lingua latina in
occasione del 150° anniversario della sua composizione.
È giusto ricordare tutto
questo, ma soprattutto ricercare la volontà racchiusa nei monumenti letterari
del passato, per attingervi la vera eredità dell’animo dei popoli europei.
A te
dunque, egregio signor Ministro, e ai tuoi nobilissimi accompagnatori che mi
hanno fatto dono a nome della Repubblica Finlandese di una medaglia d’argento e
del poema epico della loro patria tradotto in lingua latina, vada il mio grazie
più cordiale. L’espressione del mio ringraziamento si estende pure alla costante
consuetudine con la quale da sempre attendete all’esercizio delle umane lettere.
Non perdetevi d’animo: la strada che i vostri antenati hanno intrapreso, tocca
ora a voi di proseguire, per comprendere cose sempre più sublimi e per
diffondere in ogni direzione l’annuncio della pace e del Vangelo.
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