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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN RAPPRESENTANZA DEI PARTECIPANTI ALLA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE «IL CAMIONISTA DELL'ANNO»

Sala Clementina - Sabato, 4 luglio 1987

 

1. A tutti voi, partecipanti alla manifestazione “Il camionista dell’anno”, il mio saluto cordiale. Sono lieto di questo incontro, che mi consente di rivolgere una parola ai rappresentanti di una categoria di persone, il cui contributo alla vita economica della nazione si rivela di anno in anno più significativo e importante.

Chi potrebbe disconoscere il ruolo fondamentale che il veicolo industriale svolge nei collegamenti tra una parte e l’altra del Paese, assicurando i rifornimenti da cui dipende il sistema di distribuzione delle merci, destinate al bene comune dei cittadini?

Mi rallegro pertanto di questa manifestazione, e le auspico pieno successo: possa essa servire a dare all’opinione pubblica una giusta, autentica immagine della vostra categoria e della vostra professionalità. Valga al tempo stesso ad offrire a voi medesimi un’occasione di incontro con i vostri colleghi, per approfondirne la conoscenza e ravvivare in ciascuno il senso della propria dignità di lavoratore specializzato insieme col desiderio di essere sempre all’altezza di tale ruolo.

2. È questo l’aspetto che vorrei qui in modo particolare richiamare: pochi meglio di voi, che passate tante ore della vostra giornata in viaggio da un capo all’altro della penisola, conoscono i problemi della circolazione e i rischi che sono ad essa connessi. Ebbene, abbiate l’ambizione di essere, sulle strade d’Italia e d’Europa, modelli di intelligente prudenza nella guida del veicolo. Troppi sono gli incidenti anche mortali che ogni anno si devono registrare: ognuno di essi comporta un dramma per le persone che vi sono coinvolte e un grave danno per il tessuto economico e sociale della nazione.

Occorre che ciascuno s’impegni a creare, mediante il rigoroso rispetto del “codice della strada”, una “cultura della strada”, basata sulla diffusa comprensione dei diritti e dei doveri di ciascuno e sul comportamento coerente che ne consegue. Siate voi i primi a dare l’esempio di questa forma di educazione civica!

3. Non posso concludere queste parole forzatamente brevi senza fare appello alla fede cristiana, che spero ciascuno di voi custodisca nel profondo del cuore. Voi vi trovate a percorrere spesso lunghi tratti di strada nella solitudine della vostra cabina di guida. Vorrei ricordarvi che, in realtà, non siete soli: Dio è con voi.

Perché, allora, non rivolgersi a lui con la familiarità con cui Gesù stesso ci ha insegnato a invocare il “Padre nostro che è nei cieli”? Perché non confidare a Maria santissima, Madre di Dio e Madre nostra, preoccupazioni e speranze, necessità vostre e di coloro che vi stanno a cuore? Imparate a riempire certi momenti della vostra solitudine con la preghiera fiduciosa e cordiale, affidando alla celeste provvidenza di Dio e alla materna intercessione della Vergine santa la vostra persona e quella dei vostri cari lontani, che portate nel cuore.

Con questi sentimenti, mentre vi auguro ogni legittima soddisfazione professionale, vi imparto con affetto la mia benedizione, con la quale intendo raggiungere anche i vostri cari, per i quali ogni giorno affrontate il vostro duro lavoro: che il Signore ve li conservi in buona salute, faccia crescere forti e buoni i vostri figli, ricompensando così i tanti sacrifici, di cui s’intesse la vostra quotidiana fatica.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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