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PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI STUDENTI UNIVERSITARI DI ROTTERDAM
E DI LOVANIO PRIMA DELLA MESSA

Castel Gandolfo - Martedì, 28 luglio 1987

 

Mi rallegro molto di poter celebrare l’Eucaristia con voi, studenti universitari di Rotterdam nei Paesi Bassi e di Lovanio in Belgio. Il Vangelo della Messa odierna rivolge la nostra attenzione ad una realtà che rischia di essere persa d’occhio nell’attuale società secolarizzata, e cioè la fine del mondo, che viene paragonata ad una mietitura, nella quale il grano, i figli del regno, sarà separato dalla zizzania, dai figli del maligno, che poi verrà bruciata (cf. Mt 13, 36-
43).

È buono e salutare pensare ogni tanto a questa realtà finale e decisiva, affinché ogni lavoro per il mondo, ogni forza per il miglioramento dell’esistenza terrestre, ogni studio per aumentare la conoscenza e il dominio del mondo, si faccia sempre in primo luogo come viva ricerca del regno di Dio e della sua giustizia (cf. Mt 6, 33).

Preghiamo per questo in questa celebrazione eucaristica, la cui orazione ci stimola a farlo:

“O Dio, effondi su di noi
la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni”.
E chiediamolo per l’intercessione
di Maria santissima,
che “con la sua materna carità
si prende cura dei fratelli
del figlio suo ancora peregrinanti
e posti in mezzo a pericoli e affanni,
fino a che non siano condotti
alla patria beata” (Lumen Gentium, 62).

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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