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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AD UN INCONTRO DI STUDIO
SULLA PROCREAZIONE RESPONSABILE

Venerdì, 5 giugno 1987

 

Cari fratelli e sorelle.

1. Vi saluto con viva cordialità e vi ringrazio per la vostra presenza, mentre mi compiaccio col “Centro Studi e Ricerche Regolazione Naturale della Fertilità” presso la facoltà di medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per avere promosso anche quest’anno un incontro di studio e di aggiornamento sulle tematiche inerenti la procreazione responsabile.

Il vostro impegno si inscrive nella missione della Chiesa e ne partecipa, a motivo di una preoccupazione pastorale fra le più urgenti ed importanti. Si tratta di fare in modo che gli sposi vivano santamente il loro matrimonio. Voi vi proponete di aiutarli nel loro cammino verso la santità, per l’adempimento in pienezza della loro vocazione coniugale.

È ben noto che spesso - come ha rilevato anche il Concilio Vaticano II (cf. Gaudium et Spes, 51,1) - una delle principali angustie che gli sposi incontrano è costituita dalla difficoltà di realizzare nella loro vita coniugale il valore etico della procreazione responsabile. Lo stesso Concilio pone alla base di una giusta soluzione di questo problema la verità che non vi può essere una reale contraddizione fra la legge divina riguardante la trasmissione della vita umana e l’autentico amore coniugale (cf. Gaudium et Spes, 2). Parlare di “conflitto di valori o beni” e della conseguente necessità di compiere come una sorta di “bilanciamento” degli stessi, scegliendo uno e rifiutando l’altro, non è moralmente corretto, e genera solo confusione nelle coscienze degli sposi. La grazia di Cristo dona ai coniugi la reale capacità di adempiere l’intera “verità” del loro amore coniugale. Voi volete testimoniare concretamente questa possibilità e così dare alle coppie sposate un aiuto prezioso: quello di vivere in pienezza la loro comunione coniugale. Nonostante le difficoltà che potete incontrare, è necessario continuare con generosa dedizione.

2. Le difficoltà che incontrate sono di diversa natura. La prima, ed in certo senso la più grave, è che anche nella comunità cristiana si sono sentite e si sentono voci che mettono in dubbio la verità stessa dell’insegnamento della Chiesa. Tale insegnamento è stato espresso vigorosamente dal Vaticano II, dall’enciclica Humanae Vitae, dall’esortazione apostolica Familiaris Consortio e dalla recente istruzione “Il dono della vita”. Emerge, a tale proposito, una grave responsabilità: coloro che si pongono in aperto contrasto con la legge di Dio, autenticamente insegnata dalla Chiesa, guidano gli sposi su una strada sbagliata. Quanto è insegnato dalla Chiesa sulla contraccezione non appartiene a materia liberamente disputabile fra teologi. Insegnare il contrario equivale a indurre nell’errore la coscienza morale degli sposi.

La seconda difficoltà è costituita dal fatto che molti pensano che l’insegnamento cristiano, benché vero, sia tuttavia impraticabile, almeno in alcune circostanze. Come la Tradizione della Chiesa ha costantemente insegnato, Dio non comanda l’impossibile, ma ogni comandamento comporta anche un dono di grazia che aiuta là libertà umana ad adempierlo. Sono, però, necessari la preghiera costante, il ricorso frequente ai sacramenti e l’esercizio della castità coniugale. Il vostro impegno, dunque, non deve limitarsi al solo insegnamento di un metodo per il controllo della fertilità umana. Questa informazione dovrà essere inserita nel contesto di una proposta educativa completa, che si rivolga alla persona degli sposi, considerata nella sua integrità. Senza questo contesto antropologico, la vostra proposta rischierebbe di essere equivocata. Di questo voi siete ben convinti, poiché alla base dei vostri corsi avete sempre messo una giusta riflessione antropologica ed etica.

Oggi più che ieri, l’uomo ricomincia a sentire dentro di sé l’esigenza della verità e della retta ragione nella sua esperienza quotidiana. Siate sempre pronti a dire, senza ambiguità, la verità sul bene e sul male dell’uomo e della famiglia.

Con questi sentimenti desidero incoraggiare il singolare servizio di apostolato che vi proponete di realizzare nelle diocesi e nei centri di formazione alla famiglia. Nell’educazione alla procreazione responsabile, sappiate incoraggiare gli sposi a seguire i principi morali insiti nella legge naturale e nella sana coscienza cristiana. Insegnate a cercare ed amare la volontà di Dio. Incoraggiate a rispettare ed adempiere la sublime vocazione dell’amore sponsale e del dono della vita.

Volentieri benedico tutti voi, i vostri cari e le vostre iniziative di apostolato.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

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