VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI
FEDELI DOPO «L’APPELLO DI JASNA GORA»
Santuario di Czestochowa - Venerdì. 12 giugno 1987
1. “Maria, Regina della Polonia, sono vicino a te, mi ricordo di te, veglio”.
Ogni giorno da molti anni, ancora dal periodo della preparazione al Millennio
del Battesimo della Polonia, risuona qui questo Appello di Jasna Gora. E lo
ripetono labbra umane - e cuori umani - in diversi luoghi della terra patria.
Anche fuori dei suoi confini. Anche a Roma, in Vaticano.
Stasera in modo
particolare lo ripetono le labbra dei pellegrini qui presenti, prima di tutto
quelli di questa città e di tutta la diocesi di Czestochowa, dell’arcidiocesi di
Wroclaw e di Poznan e certamente anche di molti altri.
Ogni giorno diciamo: sono
vicino a te, e desideriamo dire: sii con noi. Quest’Appello è per noi - e per Te
-. Sii con noi, veglia accanto a noi come una madre veglia accanto ai suoi
figli, anche quando essi crescono, ella non cessa di vegliare.
2. Il Concilio
Vaticano II insegna che Maria è costantemente presente nel mistero di Cristo e
della Chiesa. Colei di cui è stato detto: “Beata colei che ha creduto” (Lc
1, 45), che precede il popolo di Dio su tutta la terra nella peregrinazione della
fede, della speranza e dell’unione con Cristo.
Con questa consapevolezza
iniziamo in questi giorni l’“Anno Mariano” come periodo di una particolare
preparazione all’inizio del terzo Millennio della nascita di Cristo. Bisogna
dunque che questo Appello di Jasna Gora continui a risuonare.
Che esso dica a Maria da parte nostra “sono presente, mi ricordo, veglio”. Che esso invochi la
sua presenza: sii con noi, sii con noi in ogni tempo! Precedi il nostro
peregrinare! Qui, a Jasna Gora, molti pellegrini vengono a te, Madre e Regina. I
più numerosi sono nel mese di agosto. E tutti rispecchiano la tua peregrinazione
con noi attraverso la terra patria.
Non è facile peregrinare attraverso questa
terra. Potrebbe sembrare addirittura impossibile senza la fede. Guidaci con la
tua fede, Maria di Nazaret, Maria di Betlemme, Maria sul Golgota, Maria di Jasna
Gora. Guidaci con la tua eroica fede! Che non ci fermiamo per strada! Così come
non si fermano per strada i pellegrini di Jasna Gora, nonostante a volte siano
molto stanchi e abbiano i piedi dolenti.
Guida tutti coloro che vengono qui, ed anche coloro che non vengono. Coloro che
non hanno fede. Anche coloro che cercano di convincere gli altri
all’incredulità, all’ateismo.
3. In quest’ora
dell’Appello di Jasna Gora, desidero chiamare qui, col pensiero e col cuore,
ogni uomo, fratello e sorella, da tutte le parti della terra patria - dal di
fuori, anche dai più lontani punti del globo terrestre, tutti quelli quanto
numerosi! - che incontro a Roma e in tutto il mondo durante il mio servizio
apostolico.
Desidero chiamare qui:
- i miei fratelli e le mie sorelle, che in
Paese o fuori di esso hanno dedicato le loro forze fisiche e spirituali, i loro
talenti e le energie per il bene comune, quale è la Patria, ed hanno riscattato
per essa l’amore con una multiforme sofferenza;
- i fratelli e le sorelle, che
attualmente, accanto ai loro banchi di lavoro in campagna ed in città, sia come
lavoratori fisici che come impiegati, consapevoli della molteplice crisi,
assumono con coraggio e coscienziosamente la fatica del lavoro quotidiano;
- gli
uomini della penna e di altri ambienti creativi; uomini che mediante l’onesta
attività nel campo dei mass media, specialmente della stampa, raggiungono le
vastissime cerchie della società, trasmettono un sano giudizio sulla realtà,
infrangono le barriere della paura, dell’egoismo, del malcostume, del
riconoscimento facile, rendono testimonianza alla verità;
- tutti coloro che non
ebbero paura dei pericoli e delle difficoltà, non hanno smarrito la fede negli
ideali e nei veri valori, non hanno perduto il senso della vita e del lavoro,
non hanno ceduto alle debolezze, ma sentendo la solidale responsabilità e
sollecitudine, confortano i loro fratelli nella fede e nella convinzione che per
il cristiano non vi sono situazioni senza via nel proprio Paese ed intraprendere
iniziative creative, edificare la comunità dei cuori e delle menti umane.
Quante
persone bisognerebbe qui enumerare che si fanno reciprocamente del bene, quante
comunità, quanti ambienti. Desidero chiamare qui in questo Appello di Jasna Gora
tutti i miei fratelli e le sorelle che sperimentano le privazioni, che soffrono
di una fame inappagata di libertà, le difficoltà nella trasmissione e ricezione
della verità, che non hanno lavoro o un lavoro rispondente alle loro
qualificazioni, che non possono realizzare i propri progetti di vita, le giuste
aspirazioni e sviluppare i propri talenti; coloro che in qualunque modo soffrono
nel corpo e nell’anima, portando con fede e speranza la loro croce quotidiana.
Di loro scrive il poeta: “Beati coloro che durante i tuoni / Non hanno perso
l’equilibrio dello spirito, / Ai quali, alla vista delle devastazioni e delle
macerie / Non scorre dal cuore il sordo canto della disperazione, / Che tra le
ombre della notte insuperabile / Non perdono la fede nello splendore delle
fiamme mattutine. / Beati!” (J. Kasprowicz, Blogoslawieni, vv. 1-7).
Vi sono ancora molte altre questioni e problemi dolorosi che tormentano i
singoli uomini o l’intera società. Tu, Madre, lo sai benissimo. Ti parlano di
essi i pellegrini che giungono qui. Aprono i cuori davanti a Te, confessano le
colpe e le debolezze, mostrano le ferite. Cercano la tua intercessione nella
riconciliazione con Dio e con l’uomo. Cercano di placare l’animo, cercano il
conforto, di far rivivere la speranza.
Depongo oggi nelle tue premurose mani
materne tutti i dolori e le debolezze del popolo di questa terra. Impetra
incessantemente per tutti, quello spirito “che viene in aiuto all’umana
debolezza” (cf. Rm 8, 26).
4. Redemptoris Mater!
Alma Redemptoris Mater - con
queste parole inizia l’ultima enciclica riguardante l’Anno Mariano. E con queste
parole inizia una toccante antifona d’Avvento, nella quale gridiamo alla Madre
del Redentore, alla Stella mattutina della prima venuta di Cristo: “soccorri il
tuo popolo, che cade, che anela a risorgere . . .”.
Maria, Regina della Polonia, sii con noi, veglia su ogni essere umano, su ogni
donna e su ogni uomo, su ogni bimbo concepito nel seno materno!
Veglia! Veglia su ogni coscienza. Ed insegnaci a vegliare! Insegna a tutte le
coscienze a vegliare in questa terra patria. Che non cedano alla debolezza! Che
non soccombano alla vita facile! Che non diventino colpevoli di orribili
peccati. Che vivano con la coscienza di tutti i comandamenti di Dio, e
specialmente di quello che dice: “non uccidere”.
Non uccidere il bambino concepito nel grembo della madre! E non distruggere te
stesso! Tutti conosciamo questo vizio, che nel passato ci ha recato tanti danni,
e che oggi sembra nuovamente aumentare.
Dico dunque a ciascuno: non distruggetevi! Non ti è lecito distruggere te stesso
perché tu non vivi solo per te. Quando dunque degradi te stesso con il vizio,
contemporaneamente distruggi gli altri. Nuoci alla tua famiglia, ai tuoi figli.
Indebolisci la società, che conta sulla tua sobrietà, specialmente nel lavoro.
Preghiamo ogni giorno: “non ci indurre in tentazione”. Non è lecito tentare! Non
si può giocare con il male! Non si può “vendere” l’uomo per un profitto
immediato ed ignobile, conseguito speculando sulle debolezze umane e sui vizi!
Non è lecito sfruttare ed aumentare la debolezza umana.
Non è lecito permettere la degradazione dell’uomo, della famiglia, della società
mentre ci si è assunti per essi una responsabilità davanti alla storia! “. . .
non ci indurre in tentazione”. Può darsi che non tutti recitino queste parole,
ma esse obbligano tutti. Qui, in questa terra già così provata dalla storia, non
si può “far esperimenti” sulla vita e sulla salute delle anime e dei corpi
polacchi.
5. Maria, Regina della Polonia, continua ad
essere l’ispirazione di tutti coloro che combattono per la sobrietà del loro
prossimo. Per la sobrietà della nazione. Sono particolarmente grato, a coloro
che assumono delle iniziative in questo campo specialmente nel mese di agosto,
ed anche durante i preparativi a questo pellegrinaggio pontificio. Non è lecito
deridere e sminuire queste iniziative! Troppo alta è la posta in gioco di cui
si tratta. Lo sappiamo bene dalla storia.
È troppo alta la posta in gioco! E qui
bisogna andare contro corrente! Contro la corrente delle consuetudini e delle
opinioni sociali. Contro la corrente dell’umana debolezza. Contro la corrente
della “libertà” male intesa. La libertà non è stata data all’uomo dal Creatore
per distruggere se stesso e gli altri. Maria, Regina della Polonia, Signora di
Jasna Gora, sii l’implorazione delle coscienze umane. Sii la Madre e
l’Educatrice!
Non lasciarti scoraggiare dalle nostre debolezze. In quest’ora
dell’Appello di Jasna Gora, ti ringrazio per tutti coloro, che lottano per la
vita dei non nati. E per coloro che lottano per la vita e la salute di tutta la
Nazione, d’ogni uomo minacciato dal vizio.
6. Guidaci, tu, che sei la prima fra
tutti i credenti - guida il Popolo di Dio su questa terra polacca nel
pellegrinaggio della fede e della speranza.
Si! E della speranza! L’uomo di oggi
ha così grande bisogno della speranza. L’uomo, in questa terra polacca ha così
grande bisogno di speranza.
Che cosa è la speranza? Che cosa essa significa?
Significa: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”! (Rm
12, 21). Si può vincere il male. Questa è la forza della speranza.
Maria, Regina
della Polonia, nell’ora dell’Appello di Jasna Gora, sul cammino del Congresso
Eucaristico in Polonia, ti chiedo per tutti i miei connazionali questa
“vittoriosa speranza”. Forse in questo momento, in questo momento storico, la
speranza è più che mai minacciata.
E contemporaneamente è più indispensabile che mai. La speranza che è la forza
dell’uomo, che lo rende forte anche in mezzo alle sofferenze ed alle prove. In
mezzo ai contrasti.
Signora di Jasna Gora, fa’
che l’uomo in terra polacca riporti vittoria con la forza della speranza, che
nasce da Cristo, dall’Eucaristia.
Infatti, Egli “ci ha amati sino alla fine” (cf.
Gv 13, 1).
Dopo aver impartito la Benedizione al termine dell’“Appello di Jasna
Gora” il Santo Padre così prosegue.
Desidero qui, insieme con l’Episcopato
Polacco presente sotto la presidenza del Cardinale Primate insieme con i Padri Paolini custodi di Jasna Gora, salutare i nostri ospiti di Roma, che mi
accompagnano sempre: il Cardinale Segretario di Stato e gli altri collaboratori
della Curia Romana. Questa sera, però, desidero salutare in modo particolare il
Cardinale Ugo Poletti, che è il mio più stretto collaboratore nel servizio
pastorale alla diocesi di Roma. Siamo tutti felici perché è voluto venire da noi
e si e voluto incontrare con noi a Jasna Gora e in quest’ultima tappa del
cammino del Congresso Eucaristico e anche del mio pellegrinaggio in Patria. Dio
lo ricompensi.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana