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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL PRESIDENTE FEDERALE DELLA
REPUBBLICA D’AUSTRIA S.E. KURT WALDHEIM

Giovedì, 25 giugno 1987

 

Egregio Signor Presidente!

1. Le do il mio più cordiale benvenuto qui in Vaticano in occasione della sua visita ufficiale al Successore di Pietro, in qualità di Capo di stato della Repubblica austriaca. Il mio saluto va anche alla sua gentile consorte, al Vice Cancelliere ed al Ministro degli Esteri e a sua moglie, ed inoltre a tutte le persone che la accompagnano con l’Ambasciatore austriaco nella Santa Sede.

L’odierno incontro mi ricorda la mia prima visita alle Nazioni unite, quando lei mi invitò, come segretario generale a New York. La sua attività svolta fino ad oggi nella vita internazionale come Diplomatico e Ministro degli Esteri del suo paese, e anche nel suo impegno carico di responsabilità nell’Organizzazione delle Nazioni Unite si sono sempre dedicate al mantenimento della pace tra i popoli. Avendo scelto la carica di più alto rappresentante della popolazione austriaca, le sue esperienze professionali e di vita derivate da ciò, possano ora da lei essere messe al servizio del suo paese, che anch’io stimo molto.

2. L’Austria ha avuto nella storia, anche a motivo della sua posizione geografica nel cuore dell’Europa, un particolare compito da adempiere nella comunità dei popoli. Per lungo tempo fu la nazione centrale di un territorio che, come forza politica e culturale di primo piano, ha dato un’impronta decisiva al volto del continente europeo. Posta sulla fatale linea di confine tra Est ed Ovest, il suo paese si adopera oggi soprattutto per un accomodamento degli interessi fra le nazioni, per la tutela dei diritti umani, la difesa della libertà e per la promozione della pace.

Nei nostri giorni prende sempre più piede la convinzione che la pace può essere alla lunga assicurata non con reciproche minacce, ma come frutto della giustizia. La pace in uno stato e tra i popoli non può essere perseguita a spese della libertà e dei diritti dell’uomo. Deve al contrario essere al servizio dell’uomo, della difesa dei suoi diritti inalienabili. La retta posizione di continua neutralità pone la Repubblica austriaca in modo particolare nella posizione di poter dare un importante contributo alla realizzazione di una vera pace in libertà e giustizia tra i popoli.

L’impegno dell’Austria per un accomodamento dei conflitti, i suoi contributi ai provvedimenti pacifici delle Nazioni Unite, come anche gli aiuti ai profughi ottengono quindi un riconoscimento. Non vorrei tralasciare in quest’occasione di ringraziare particolarmente la Repubblica austriaca per gi aiuti concessi negli ultimi anni in svariati modi ai miei connazionali polacchi. L’impegno solidale per coloro che sono nel bisogno all’interno e all’estero è un attivo amore e vera vicinanza al prossimo. L’Austria ha potuto offrire quest’aiuto comprensivo poiché dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si è riconosciuta nel vostro paese la responsabilità per la collettività nella difesa di tutte le pluralità della libera democrazia.

Questo riconoscimento ha reso unite le forze politiche del suo paese così che la loro unità interna rafforzò gi anni di molteplici occupazioni e nel 1955 rese possibile ottenere la piena sovranità con la sottoscrizione del trattato di Stato. Una responsabilità reciproca ha caratterizzato fino ad oggi la politica interna del suo paese: sia nella partecipazione sociale nelle sue grandi associazioni, sia nella collaborazione al di là di tutte le frontiere di partito e le strutture federali a livello locale.

3. Come la recente visita “ad limina” dei Vescovi austriaci, anche quest’incontro con lei, Sig. Presidente, mi ricorda con gioia la mia visita pastorale del 1983 nel vostro paese, segnato da una quasi bimillenaria tradizione cristiana e che anche oggi è un membro importante e vivace della Chiesa cattolica universale. Perciò aspetto con ansia la seconda visita pastorale alla quale la Conferenza dei Vescovi austriaci mi ha invitato per il prossimo anno.

Con soddisfazione possiamo constatare che la Chiesa cattolica sostenuta dagli accordi del Concordato del 1933 e dei successivi accordi è in grado di offrire un importante contributo nella vita comunitaria, sociale e culturale del vostro paese. Una particolare importanza che ha l’Austria nella vita di fede della Chiesa è documentata tra l’altro nella cultura musicale, con la quale il suo paese ha contributo in maniera significativa alla lode del Signore spirituale e liturgica. Josep. Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Schubert valgono solo come esempi. Questa produzione artistica di musica sacra ha apportato un grande riconoscimento alla sua nazione al di là dei confini. Bisogna menzionare infine anche la grande disponibilità delle organizzazioni austriache per l’aiuto allo sviluppo e per i bisogni nel mondo nell’ambito della Caritas. “Gioia e speranza, fiducia e paura degli uomini di oggi, particolarmente dei poveri e degli oppressi di ogni tipo, sono la gioia e la speranza, la fiducia e la paura dei discepoli di Cristo”, sono le parole all’inizio della costituzione pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II.

Questa solidarietà con gi uomini ha animato la Chiesa dai suoi inizi e confermerà la sua azione anche per il futuro. La Chiesa riconosce anche per questo servizio all’uomo in tutto il mondo ogni impegno corresponsabile di altre istituzioni, soprattutto l’aiuto degli stati. Nell’adempimento di questo compito l’Austria ha una grande importanza con la sua posizione centrale nella comunità delle nazioni.

La benedizione di Dio la accompagni sempre, Sig. Presidente e accompagni anche il popolo austriaco in questo solidale aiuto all’uomo e nell’ulteriore sviluppo fruttuoso della società e dello stato nella Repubblica austriaca.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

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