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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PARTECIPANTI ALLA VII «MARATONA DI PRIMAVERA»
Cortile del Belvedere -
Domenica, 10 maggio 1987
Carissimi giovani!
Sono felice d’incontrarvi stamane per la partenza della vostra “Maratona di
primavera”, momento singolare di festa promosso dalla scuola cattolica.
Saluto il signor Ministro Giulio Andreotti, venuto qui per dare il “via” alla
vostra simpatica corsa, e saluto tutti gli organizzatori, in particolare
l’atleta Pietro Mennea. Ma voglio ricordare anche tutti i vostri amici che in
altre città d’Italia si uniscono a voi per una manifestazione analoga e sono
collegati a noi mediante la radio. Mi compiaccio per questa serena iniziativa,
che vuole essere anche una testimonianza della presenza e del ruolo delle scuole
cattoliche nel contesto delle strutture educative della nazione.
Scuola cattolica significa anzitutto comunità educante, che si ispira alla fede
per formare delle persone preparate ad affrontare la vita e la professione
consapevoli del proprio credo. La scuola coinvolge, quindi, responsabilmente e
coscientemente, genitori, insegnanti e studenti nel processo culturale e
formativo, che mira a maturare vere personalità mediante l’assimilazione delle
ricchezze della cultura e il confronto con l’esperienza della vita.
Esprimo di cuore i miei più fervidi auguri, cari giovani, per una crescita
culturale che vi porti a compiere una sintesi vitale dei valori umani e
cristiani, grazie alla quale possiate recare un contributo significativo alla
soluzione dei problemi della società.
L’odierna manifestazione sia una espressione di questa vostra volontà e del
valore che ha il singolare servizio educativo della scuola cattolica. Siate
sempre consapevoli di ciò che la società italiana e la Chiesa attendono da voi e
coltivate la giusta fierezza di non deludere tale attesa.
Con questi pensieri, che sono anche un cordiale augurio, imparto di cuore a
tutti voi, alle vostre scuole, ai familiari ed agli insegnanti la mia
benedizione.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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