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VISITA PASTORALE IN PUGLIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO ALLA
POPOLAZIONE DI MANFREDONIA
Manfredonia (Foggia) - Domenica, 24 maggio 1987
Cari fratelli e sorelle!
1. Vi ringrazio sinceramente per l’entusiasmo, con cui mi avete accolto in
questa vostra bella città.
Rivolgo il mio riconoscente pensiero anzitutto al signor Sindaco ed
all’Arcivescovo Monsignor Valentino Vailati per le cortesi parole di benvenuto
che mi hanno rivolto. Dopo la visita al santuario di san Michele, a voi tanto
caro, luogo tra i più venerati nella regione pugliese, non poteva mancare una
sosta qui, al centro del meraviglioso golfo che da Manfredonia prende il nome.
Questa vetusta città vanta un singolare rapporto con la sede di Pietro: non
pochi romani Pontefici la visitarono già nel Medioevo; due Arcivescovi divennero
Papi; e nei nostri tempi Giovanni XXIII, quando era Patriarca di Venezia, venne
ad incoronare l’immagine della Vergine.
Anch’io sono lieto di trovarmi con voi, anche perché sono stato invitato da
molti direi quasi personalmente: dai marittimi e dai pescatori, mentre dirigenti
e maestranze dello stabilimento Enichem-Agricoltura mi hanno inviato un appello,
da tutti sottoscritto.
2. Conosco la vostra fede, per la quale rendo grazie a Dio, e so che essa ha
radici profonde. L’antica città di Siponto ricevette il messaggio cristiano già
nell’età apostolica, come conferma la vostra storia, legata allo sviluppo ed al
traffico dell’importante porto nel sud-Adriatico. E fin da allora la pietà dei
vostri padri si distinse per la devozione alla Vergine, diffusa zelantemente dal
vescovo Lorenzo Maiorano. Il fervore di tale devozione è tuttora esaltato
dall’antica Basilica di Santa Maria di Siponto, monumento insigne di pietà e di
arte.
È stata la fede cristiana, che ha permeato la vostra storia, pur segnata da
momenti difficili per le frequenti incursioni ed invasioni. È stata la fede, che
ha dato alle popolazioni sipontine la forza di risorgere sempre da tante
calamità sociali e naturali. Manfredonia di oggi nasce proprio così, da una
tenace volontà di vivere. Il luogo stesso, in cui ci troviamo, può esser
considerato come una singolare meta delle vicende cristiane di questa terra, se
ricordiamo che questa Chiesa fu riedificata dopo la distruzione della precedente
Cattedrale.
3. Sulla base di tali testimonianze, dobbiamo considerare l’appello che la
stessa fede propone a noi nelle odierne circostanze.
Ci sono delle sfide e tentazioni, che oggi si presentano alla nostra coscienza.
Se in passato gli attacchi alla fede cristiana sono venuti dall’esterno, da
forze avverse ed estranee alla comunità credente, oggi le insidie provengono dal
di dentro, nel rapido mutamento sociale che si verifica nella nostra epoca.
Fatti sconcertanti sembrano segnare la mentalità moderna circa il senso di Dio
ed i valori dello spirito. Si ha spesso l’impressione che, in concomitanza col
progresso scientifico e tecnico e col benessere materiale, cresca purtroppo
anche l’abbandono o la disattenzione verso la trascendenza. Di conseguenza, nel
cuore di molti credenti, c’è come una scissione tra la fede - pur ancora sentita
- e la vita quotidiana. L’assillo delle cose temporali pare talvolta assorbire
tutta l’attenzione dell’uomo, soffocando la possibilità di prestare accolto a
Dio ed alle esigenze dello spirito. Di qui un certo “materializzarsi” della
coscienza ed un senso di turbamento. Basta ricordare l’estendersi di un
consumismo disumanizzante e lo sfruttamento disordinato delle risorse della
natura, l’introdursi nelle strutture della convivenza di associazioni illegali,
foriere di soprusi e di violenze.
La vita cristiana è così insidiata. Bisogna far fronte con coraggio e con
saggezza, senza timori ed incertezze, alle grandi sfide dell’ora presente, per
ricondurre l’umanità nel cammino del suo vero progresso. Occorre inserire anche
le risposte della nostra fede negli interrogativi posti dalla cultura
d’oggi, per liberarla da pericolose tentazioni e forme naturalistiche, e
ristabilire allo interno della società le ineludibili istanze dello spirito.
Deve essere la forza della verità, propria della parola di Cristo, a dare la
spinta necessaria!
Ciò avverrà se anche oggi i cristiani affronteranno con coraggio i problemi,
attingendo alla loro fede. La testimonianza di vita personale dovrà
corrispondere a quello che gli uomini attendono da loro. Superare la scissione
tra credenza religiosa e quotidiano operare, accogliendo la logica della fede,
ecco il nostro comune impegno. Rinvigorite, perciò, le certezze della fede,
affinché non venga meno l’incidenza del credo nella vita.
Questo invito io rivolgo in particolare ai giovani, i quali possono operare
quella giusta svolta, di cui la società ha bisogno per non impoverirsi sempre
più. I giovani devono avere il coraggio di lasciarsi guidare dalla forza di una
coscienza retta, fondata sui valori più alti della fede e dell’umanità,
inserendosi con chiarezza di vedute, onestà e spirito cristiano nella vita
sociale. Parimenti invito i genitori a fare in modo che la famiglia sia il primo
luogo dove la mente si apre alla parola di Dio, atteso che i primi passi della
vita cristiana sono fondamento per una fede libera e consapevole.
4. Vi dico queste cose pensando al momento forte che sta vivendo la vostra
Chiesa nel Sinodo diocesano in corso. Essa sta elaborando un programma per
l’intera comunità, alla ricerca di un rinnovamento spirituale e pastorale
adeguato ai tempi e corrispondente alle esigenze attuali dell’evangelizzazione.
Essere cristiani oggi, che cosa comporta? Incarnare concretamente il nostro
Cristianesimo nell’ambiente umano attuale comporta una serietà, una vigilanza
una generosità, una decisione ancor più risoluta e più lucida che per il
passato. Le circostanze odierne esigono che il cristiano sappia rendersi più
consapevole di ciò che crede ed abbia una approfondita capacità di difesa e di
proposizione delle proprie convinzioni.
Il vostro Sinodo traccerà la via maestra e concreta del vostro impegno
ecclesiale e vi inviterà alla conoscenza ed alla meditazione continua della
parola di Dio, vi ricorderà l’importanza fondamentale ed irrinunciabile dei
sacramenti e della Messa; sottolineerà il bisogno della catechesi; vi inviterà
ad una adesione lieta e consapevole all’insegnamento della Chiesa, madre e
maestra, affinché una fede solida e luminosa animi la vostra vita.
5. La Vergine santa, che voi venerate con affetto nella vostra Cattedrale,
seguendo la tradizione dei padri, vi aiuti e vi conforti in questa grande ed
urgente impresa. A lei si levi con particolare intensità la comune preghiera in
questo mese di maggio; a lei ricorra il vostro animo fiducioso, ogni qual volta
la coscienza vi interroga circa quello che occorre fare per vivere secondo la
fede e servire il vero bene della comunità. Sia sempre lei, la Madre di Dio, la
premurosa guida delle vostre famiglie, illumini i giovani, affinché trovino uno
specifico inserimento nelle strutture del lavoro e si preparino adeguatamente ad
affrontare le future responsabilità.
Invocando la Vergine e chiedendo la sua protezione, imparto la benedizione
apostolica a tutti voi: alla vostra arcidiocesi; ai sacerdoti, ai religiosi ed
alle religiose, al seminario, agli istituti scolastici e di assistenza, poi
ancora ai pescatori ed ai marittimi, agli operai, alle persone che soffrono e a
tutte le autorità civili.
Manfredonia, città che hai le radici della tua fede nell’età apostolica e
conservi nel cuore un fervido amore per la Madre di Dio, io ti benedico e ti
saluto!
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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