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VISITA PASTORALE IN PUGLIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA
POPOLAZIONE DI ASCOLI SATRIANO
Campo sportivo di Ascoli Satriano - Lunedì, 25 maggio
1987
Carissimi fratelli e sorelle di Ascoli Satriano!
1. Rendo grazie al Signore dal
profondo del cuore per avermi concesso di vivere in mezzo a voi questo momento
indimenticabile, così chiaramente segnato dalla vivacità della vostra fede
cattolica e dal vostro cuore generoso ed ospitale.
Rivolgo il mio cordiale
saluto alle personalità civili e religiose: al signor Sindaco, che ringrazio per
l’amabile accoglienza, e al Vescovo, Monsignor Vincenzo D’Addario, a cui va la
mia gratitudine per le belle parole, con le quali ha introdotto questo familiare
incontro. A tutti e a ciascuno di voi esprimo il mio fervido pensiero, che dica
la mia benevolenza come pure la mia ammirazione per lo stupendo scenario di
bellezze naturali che ho potuto osservare sia dal cielo, sia nel mettere piede
in questa vostra terra.
Sono particolarmente lieto di incontrarvi attorno
all’icona bizantina della “Madonna della Misericordia”, che voi ascolani
venerate come protettrice della città. L’odierno solenne tributo, che insieme
vogliamo rendere a Maria santissima, madre di Cristo, sarà un nuovo pubblico
attestato di fedeltà alla consegna a voi lasciata dai vostri antenati, che tanti
secoli or sono sancirono un patto di devozione tra la città e la miracolosa
immagine della Odigitria.
2. E non è senza significato che questo nostro
incontro con la Vergine santissima trovi la città di Ascoli Satriano, ricca di
vicende storiche, a cominciare dalla famosa battaglia tra gli Epiroti e i
Romani, impegnata in un generoso sforzo di rinascita sul piano sociale, morale e
culturale. La vostra celeste patrona, che sempre vi ha sorretto nei momenti
difficili della vostra storia, non mancherà neppure ai nostri giorni di
assistervi nella realizzazione delle vostre speranze e delle vostre legittime
aspirazioni ad una giusta promozione ed elevazione del livello di vita.
Sono
noti i problemi, che ogni giorno siete chiamati ad affrontare: lo spopolamento
delle campagne, dovuto in gran parte all’insufficienza del reddito e al fenomeno
della meccanizzazione agricola, che riduce il lavoro manuale; la conseguente
emigrazione dei giovani, che lasciano i piccoli poderi incoltivati e i loro
familiari privi del conforto della loro presenza e delle loro premure; la triste
realtà di famiglie povere, che vivono ancora nella emarginazione e
nell’abbandono; come pure il problema delle strutture sanitarie, assistenziali e
scolastiche che non sempre sono adeguate al livello di vita generale della
nazione.
È necessario intensificare una ben coordinata azione comune, che aiuti a
prendere coscienza della necessità di urgenti provvedimenti destinati a far
superare queste difficoltà, favorendo la partecipazione alle scelte decisionali
che si impongono per la promozione sociale, culturale ed economica di tutti i
cittadini. Vi auguro che possiate portare avanti questo processo di
trasformazione con risultati soddisfacenti, tali da assicurare un tenore di vita
più degno ad ogni uomo e ad ogni donna di questa terra tanto generosa.
3. Io vi
sono vicino: sono venuto per capire le vostre ansie e le vostre sollecitudini e
per dirvi che sono solidale con voi. Lo sforzo che voi oggi compite per
trasformare la vostra società non ha però soltanto un valore materiale o
tecnico, ma riveste anche un significato etico, perché il progresso sociale è
veramente autentico, quando rende l’uomo signore, e non schiavo, della realtà
che lo circonda. Purtroppo dobbiamo talora costatare che la tecnica, seppure
mirabile nelle sue continue conquiste, può impoverire l’uomo nella sua umanità,
privandolo della sua dimensione interiore e soffocando in lui il senso dei
valori spirituali. Bisogna ridare il primato alle esigenze dello spirito! La
Chiesa invita a conservare la giusta gerarchia dei valori. Il celebre binomio
“ora et labora”, che già fu il programma di vita delle monache benedettine, che
con la loro secolare presenza in questa città, vi hanno lasciato un’impronta,
sia anche per voi, cari fratelli e sorelle, fonte di saggezza e di bontà: la
preghiera dia ali al lavoro, purifichi le intenzioni e difenda dai pericoli del
materialismo; il lavoro, a sua volta, faccia riscoprire, dopo la fatica, il
ristoro dell’incontro con Dio, nel quale l’uomo ritrova la sua vocazione
primordiale, il vero significato della sua esistenza.
4. Ancora voglio
aggiungere una considerazione che mi viene suggerita dalla venerata immagine
della Odigitria, avente tra le braccia il Bambino nell’atto di indicare la
strada a noi che siamo quaggiù pellegrini. Questa figura della Madre e del
Bambino oltre alla meditazione del mistero di Nazaret, che è sempre fonte di
ineffabili elevazioni spirituali per le virtù esemplari che esso insegna, ci
porta anche a riflettere sulla famiglia di oggi, la quale è sempre al centro
delle attenzioni e delle preoccupazioni della Chiesa.
Sia essa, o fratelli e
sorelle, in cima alle vostre cure quotidiane. In un mondo in cui la famiglia è
esposta a tante insidie e minacciata da tanti egoismi, essa rimanga per voi un
nido d’amore ed una scuola di sapienza e di pazienza; rimanga il santuario, dove
si apprende ad amare Dio e a conoscere Cristo, redentore dell’uomo; il baluardo
contro la mentalità edonistica e materialistica, che oggi tenta di entrare anche
nei focolari più sani, e contro l’individualismo che corrode lentamente, ma
inesorabilmente anche gli istituti familiari più solidi.
Siate tutti uniti nella
difesa di questi valori e nella ricerca della loro promozione. L’impegno per un
domani più sicuro economicamente, non vi faccia trascurare i vostri figli,
soprattutto quelli che hanno particolari problemi di adattamento. L’entrata dei
giovani nella società, nella scuola o nel lavoro comporta spesso un impatto con
mentalità o ideologie che mettono in forse il sano patrimonio culturale appreso
nell’ambito delle pareti domestiche. Vengono talvolta a crearsi nei giovani dei
traumi spirituali, le cui ferite non si rimargineranno, se non a fatica.
Incoraggiate i vostri figli a partecipare alla vita parrocchiale e all’attività
delle varie associazioni cattoliche, dalle quali sono usciti anche qui ad Ascoli Satriano
personalità che hanno vissuto con piena coerenza i principi del Vangelo e gli
insegnamenti della Chiesa.
Giovani ascolani! Siate generosi e buoni! La Chiesa e la società hanno bisogno
di voi. Le opere sociali e di animazione giovanile, missionaria, culturale,
sportiva attendono il vostro contributo. Non deludete la speranza che la Chiesa
ripone in voi!
A tutti imparto la mia benedizione, assicurando il mio ricordo nella preghiera.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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