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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI FAMILIARI E AI DIOCESANI DI
MONSIGNOR GIOVANNI BATTISTA RE

Sala Clementina - Domenica, 8 novembre 1987

 

Carissimi fratelli e sorelle.

Mi è caro ritrovarmi stamattina qui con voi, venuti a far corona al carissimo mons. Giovanni Battista Re in occasione della sua ordinazione episcopale; è, per tutti, come un rivivere gli intensi momenti della cerimonia di ieri, in San Pietro.

Tutti vi saluto con grande affetto: a cominciare dal vostro familiare e concittadino e condiocesano, fedele, generoso e fattivo servitore della Chiesa: in diocesi, in lontane sedi diplomatiche, nella Segreteria di Stato, e soprattutto negli ormai quasi otto anni in cui ha svolto l’incarico di assessore, prestando alla Santa Sede una collaborazione degna di ogni lode. Ora lo attende un lavoro non meno delicato e importante, a cui ho già accennato ieri nell’omelia, come segretario della Congregazione per i vescovi. Tutti gli siamo vicini con l’augurio e la preghiera, affinché il Signore lo assista anche nella nuova attività.

Con lui saluto in primo luogo i parenti, che vedono un membro della loro famiglia aggregato alla successione degli apostoli: un membro che non solo li onora, ma che anche li impegna ancora più strettamente a essere sempre autentici cristiani, nella gioiosa adesione quotidiana al Vangelo di Cristo. Saluto in modo particolare il venerando papà, che ha avuto questa straordinaria consolazione, e la sorella religiosa, delle Figlie della Carità Canossiane.

 Infine mi è gradito porgere il mio benvenuto e ogni buon augurio ai figli di Borno e di Brescia, qui guidati dal vescovo mons. Bruno Foresti: la diocesi vede ora aggiungersi alla gloriosa schiera dei presuli originari di quella terra anche questo suo benemerito figlio. Dire Brescia, naturalmente, è soprattutto ricordare il mio predecessore Paolo VI, che fin da giovane sacerdote rimase inscindibilmente legato alla sua diocesi. È un titolo di onore per tutti voi, ma anche e soprattutto un motivo di grande responsabilità. Brescia ha tradizioni cattoliche di prima grandezza: l’attività sociale ispirata alla dottrina della Chiesa, la buona causa della stampa cattolica, l’associazionismo a tutti i livelli, con altre iniziative che sarebbe lungo ricordare nell’ambito di questo semplice incontro, hanno caratterizzato profondamente la sua storia e i suoi sviluppi. Restate fedeli a questa eredità, vivendo sempre la vostra fede cristiana in modo esemplare, e lasciando alle generazioni che salgono una via ben tracciata e sicura, su cui avanzare.

Con questi voti imparto di cuore la mia benedizione a mons. vescovo, al neo-arcivescovo e a tutti i presenti, mentre vi chiedo di portarla ai vostri cari, in pegno di grande benevolenza.

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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