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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI INGLESI

Aula Paolo VI - Lunedì, 23 novembre 1987

 

Sua eminenza, vostra grazia, fratelli nell’episcopato,
cari amici,
cari fratelli e sorelle.

È un grande piacere per me dare il benvenuto a voi, pellegrini e visitatori della Gran Bretagna, in occasione della beatificazione di George Haydock e dei suoi ottantaquattro compagni martiri. In modo particolare saluto tutti i vescovi dell’Inghilterra, Scozia e Galles che quest’anno fanno la loro visita “ad limina”. Questa felice coincidenza serve a manifestare ancor più chiaramente la comunione di fede e di amore che lega la vostra amata terra alla sede apostolica.

Venite da diocesi dell’Inghilterra e del Galles e tra di voi ci sono anche membri delle famiglie di appartenenza dei martiri. Ci sono anche pellegrini della Scozia e dell’Irlanda. A tutti voi esprimo un cordiale saluto. Estendo un caloroso benvenuto anche al vescovo anglicano di Birmingham, il rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury e della Comunione anglicana.

La vostra presenza qui a Roma mi ricorda immediatamente la mia visita alla Gran Bretagna del 1982, la prima volta che un vescovo di Roma poneva piede sul suolo britannico. Ricordo bene la calorosa accoglienza ricevuta. Le parole pronunciate nella cattedrale di Westminster in quell’occasione sembrano adattarsi bene a questo giorno felice: “I vostri santi e i vostri grandi uomini e donne, i vostri tesori di letteratura e musica, le vostre cattedrali e i colleges, la vostra ricca eredità di vita parrocchiale parlano di una tradizione di fede. Ed è alla fede dei vostri padri, ancora viva, che desidero rendere onore” (Ioannis Pauli PP. II, Homilia in Ecclesia Cathedrali Vestmonasteriensi, 1, die 28 maii 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V/2 [1982] 1895).

La gloriosa tradizione cattolica dei vostri paesi ha conosciuto molti momenti di splendore e vitalità. Soprattutto ci sono stati uomini e donne di ogni età che hanno rispecchiato in modo mirabile la figura di Cristo. I vostri santi monaci e vescovi, signori e studiosi, missionari e martiri, così come moltitudini sconosciute di cristiani comuni che hanno trasmesso la fede di generazione in generazione, tutti questi sono una parte essenziale della vostra storia. La tradizione cristiana è il cuore della vostra eredità.

Oggi, che la tradizione di fede è rifiutata in molti modi, ma così intensamente come all’epoca dei martiri, i cristiani sono chiamati a portare testimonianza al Vangelo di Gesù Cristo in un momento in cui la famiglia umana, nelle parole del Concilio Vaticano II, “nutre maggiori speranze, ma guarda ansiosamente le molte contraddizioni che rimangono irrisolte” (Gaudium et Spes, 56).

È mia ardente speranza, e sono sicuro che condividerete con me, che il riconoscimento dato ai martiri dell’Inghilterra, del Galles e della Scozia servirà ad attirare l’attenzione sull’importanza della coscienza e della fede religiosa della nostra vita. I martiri hanno posto la loro totale fiducia in Cristo. In lui essi hanno trovato il coraggio di mettere Dio al di sopra di tutto nella vita e nella morte; ad amarlo più di ogni altra cosa. Questo è il loro messaggio per il nostro tempo.

Il nostro incontro con Cristo nella fede richiede una conversione del nostro modo di pensare, una nuova sensibilità e un nuovo modo di giudicare le cose. Il Signore ci chiama a rinnovarci, “che possiamo sperimentare il volere di Dio, ciò che è buono a lui gradito e perfetto” (Rm 12, 2). Questo è il rinnovamento in vista delle necessità sociali. Proprio come la fedeltà dei martiri sfidò le coscienze dei loro contemporanei, così la nostra completa fedeltà al Vangelo di grazia e di pace dovrà sfidare il mondo di oggi. Possa la memoria dei santi e dei martiri sostenervi in questo.

Vi ringrazio per aver partecipato alla cerimonia di beatificazione, per la vostra devozione a questi campioni della nostra fede. Vi chiedo di portare i miei saluti alle vostre famiglie a casa, specialmente ai bambini, agli anziani e agli ammalati. Il vostro paese per secoli è stato chiamato “Il dono di Maria”: in quest’Anno mariano invochiamo insieme Maria, per mezzo delle sue preghiere unite alle preghiere di questi santi martiri, cresceremo insieme nella santità di vita e nella fedeltà a Cristo nostro Signore e nostro Re.

Dio vi benedica tutti. .

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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