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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RETTORI DEI SANTUARI MARIANI

Giovedì, 26 novembre 1987

 

Carissimi rettori dei santuari mariani!

1. Con grande gioia vi accolgo in questa udienza speciale in occasione del vostro Convegno Internazionale sul tema: “I santuari mariani nel pellegrinaggio di fede del popolo di Dio”. Saluto innanzitutto il card. Luigi Dadaglio, presidente del Comitato centrale per l’Anno mariano. Con lui saluto pure il vescovo mons. Francesco Maria Franzi, presidente del Collegamento mariano d’Italia. Il mio saluto si rivolge poi a voi, con tutti i vostri confratelli nel sacerdozio, che insieme con voi svolgono il ministero nei santuari, eretti alla Vergine santissima dalla pietà popolare, in molte regioni d’Italia e del mondo.

A voi tutti è noto come il nuovo Codice di diritto canonico sottolinei l’importanza e il valore dei santuari nella vita dei cristiani (CIC, cann. 1230-1234) e come ne tracci in sintesi il programma pastorale: “Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell’Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare” (CIC, can. 1234 § 1).

2. Voi avete riflettuto in questi giorni sulle responsabilità che conseguono al vostro impegno ecclesiale. Esso comporta compiti certamente gravosi, dai quali tuttavia scaturiscono profonde gioie e consolazioni spirituali. Ritornate dunque, colmi di santo fervore, nei luoghi della pietà mariana a voi affidati e fate in modo che essi siano veramente templi di Dio, dove i fedeli possano fare una particolare esperienza del soprannaturale, dove ricevano una catechesi sempre sicura e formativa, pienamente inserita nel messaggio evangelico e illuminata dal magistero perenne della Chiesa; dove, infine, mediante il sacramento della Penitenza, la direzione spirituale e la Comunione eucaristica, attingano copiosamente alle fonti della grazia e del conforto divino, per essere pronti ad affrontare le difficoltà della vita e a testimoniare con coraggio la fede cristiana nel proprio ambiente sociale.

3. Il santuario è la casa di Maria, la dimora della fede, dove il Signore è accolto costantemente dalla Vergine e incessantemente donato al mondo. I pellegrini vi si recano con sicuro intuito, per cercare “nella fede di Maria il sostegno per la propria fede” (Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris Mater, 27). Entrando nella casa di lei essi trovano sempre, come i magi, “il bambino con Maria sua madre” (Mt 2, 11) e prostrandosi lo adorano.

Tale esperienza di Dio non si deve però esaurire nel santuario, essa deve determinare una svolta decisa, aprire un cammino nuovo di testimonianza nella vita di ogni giorno.

A questa interpretazione del pellegrinaggio invita la stessa sacra Scrittura. In essa il pellegrinaggio al santuario è visto come punto qualificante della vita spirituale (cf. Dt 16, 16), come gioiosa esperienza comunitaria (cf. Sal 84, 12) a cui annualmente partecipava anche Gesù con i suoi genitori (cf. Lc 2, 41-42); esso conduce davanti al Signore, a ricercare il suo volto a sperimentare la gioia della sua casa, ombra-figura di quel tempio escatologico in cui si trarrà dalla diretta visione di lui una felicità senza fine. Sarà un giorno senza tramonto nella casa di Dio, che vale ben più di mille giorni passati altrove (cf. Sal 84, 11). L’esperienza del tempio - con la sua storia, i suoi ricordi, la sua grazia, il suo splendore - suscita lo stupore del pellegrino, la gioia della fede, il proposito di percorrere strade nuove e di raccontare a tutti come i pastori e gli apostoli quello che si è visto e udito (At 4, 20).

4. Cari rettori, voi siete come Giuseppe i custodi della casa di Maria. Voi ne aprite la porta a tutti coloro che vengono per vedere il grande segno della misericordia di Dio. Voi li introducete nel cuore del tempio con la Parola, la Liturgia, i Sacramenti. In tale ministero è particolarmente preziosa la vostra testimonianza di fede, di discepoli di Cristo e di servi di Maria.

Vi sono vicino con la preghiere e vi accompagno nel vostro servizio ecclesiale con la mia benedizione che di cuore estendo a tutti i vostri collaboratori.

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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