 |
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PELLEGRINI DELLA DIOCESI DI NUORO
Lunedì, 5 ottobre 1987
1. Cari fratelli e sorelle, eccoci di nuovo insieme il giorno dopo la
beatificazione delle vostre conterranee, la beata Antonia Mesina e la beata
Pierina Morosini. Ieri insieme nella solenne liturgia in San Pietro, oggi
insieme in questo clima di famiglia.
Vi saluto con profonda gioia.
Saluto innanzitutto i fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio: come pastori in
mezzo al gregge essi sono i primi a trepidare per le insidie con cui le forze
del male minacciano i loro fedeli, i primi a gioire delle vittorie che la grazia
sa ottenere anche in chi può apparire umanamente fragile, come le due giovani
salite ieri alla gloria degli altari. Vorrei rivolgere un particolare pensiero
al Vescovo di Bergamo, Monsignor Oggioni, che per motivi di salute non ha potuto
essere presente alla beatificazione ed a lui invio un cordiale augurio di pronto
ristabilimento.
Saluto poi le vostre comunità parrocchiali e le vostre associazioni ecclesiali:
sono esse il grembo di quella santità laicale che la Chiesa in questi giorni
addita a tutti come meta possibile anche in questo nostro mondo, nel quale non
cessa di agire la forza del mistero pasquale. Saluto in special modo voi,
giovani del seminario di Bergamo, esortandovi a ben prepararvi alla vostra
futura missione, da cui la Chiesa tanto si attende. Saluto soprattutto voi
familiari delle due nuove Beate, in special modo la mamma di Pierina Morosini e
poi tutti gli altri parenti, giustamente fieri della testimonianza cristiana
resa dalle due ragazze a prezzo del sangue, e voi tutte famiglie cristiane del
bergamasco e del nuorese: due vostre figlie sono ora sugli altari. Celebriamo in
loro l’iniziativa della grazia divina e la libera e coraggiosa risposta umana.
2. A voi, Orgosolesi, a voi pellegrini venuti dalla diocesi di Nuoro e da tutta
la Sardegna, il mio saluto e il mio affetto.
Ripenso con voi alla giovane Beata, uccisa nella campagna di Ovadduthai, mentre
raccoglieva legna per la famiglia. Il suo martirio e la sua verginità sono per
tutti noi dono e responsabilità; sono segno dell’azione dello Spirito e chiamata
all’imitazione nell’esercizio quotidiano di un cristianesimo senza compromessi;
sono invito a farci seme che muore per portare molto frutto (cf. Gv 12,
24). Nel terreno della famiglia come delle amicizie, del lavoro come della
scuola, la piccola Antonia, ieri beatificata, sia di sprone e di aiuto per
tutti, ma specialmente per voi giovani: affascinati dalla sua purezza e dalla
sua fortezza, lasciatevi confermare dalle sue certezze ed orientare dal suo
amore.
3. A voi di Fiobbio e della diocesi di Bergamo vorrei dire: “Stì bé! - State
bene!”. Era, questo, un saluto abituale della beata Morosini, quando andava e
veniva dal lavoro. Le sue labbra e il suo cuore lo ridicono ancora oggi, a
tutti, nel dialetto a voi familiare e nella lingua universale dell’amore
cristiano. È un augurio di bene, seminato lungo le strade di tutti i giorni. Un
saluto feriale che sulle labbra di chi crede acquista la ricchezza di un calore
nuovo, attinto alla fiamma che brucia nel cuore stesso di Dio. I passi che voi
tutti muovete, ogni giorno, nella vita familiare e parrocchiale, nell’ambiente
di lavoro o nella comunità civile, sappiano seguire le orme lasciate dalla beata
Pierina:
- siano passi di credenti che incontrano il Signore nell’Eucaristia, nella
comunità, in ogni fratello;
- passi di lavoratori e di lavoratrici, che nell’adempimento del dovere
quotidiano sanno di collaborare con Dio nell’edificazione del mondo;
- passi di testimoni che sentono la responsabilità di accompagnare chi è piccolo
o debole verso la piena maturità della fede;
- passi di chi non leva mai la mano per ferire, ma per sostenere, per
confortare, per beneficare.
È quanto vi chiede la vostra Beata, ripetendo anche oggi il suo saluto: “Stì bé!”.
4. Miei cari, le campane delle vostre comunità hanno dato l’annuncio gioioso di
queste beatificazioni. Sono un invito alla gioia ed alla conversione, perché
Dio, “che incorona gli umili di vittoria” (Sal 146, 6), ha mostrato
ancora una volta in queste giovani donne la potenza della sua grazia. Il mio
augurio è che, per loro intercessione, Egli “vi renda degni della sua chiamata e
porti a compimento, con la sua potenza, ogni vostra volontà di bene e l’opera
della vostra fede” (2 Ts 1, 11). Portate con voi, nelle vostre comunità,
la speranza della Chiesa intera: che “sia glorificato il nome del Signore Gesù
in voi e voi in Lui” (2 Ts 1, 12).
Beata Antonia, beata Pierina, pregate per noi!
Pregate per noi, affinché sappiamo accogliere il valore impagabile della vita,
insieme con le indicazioni che il senso cristiano offre sul modo di spenderla
bene!
Pregate per noi, affinché sappiamo accogliere il fascino dell’età giovanile,
scoprendone la radice in quel Dio che abbraccia ogni età con la sua eterna
giovinezza!
Pregate per noi, affinché sappiamo accogliere il valore del corpo per la
vocazione umana e cristiana, senza tuttavia mai dimenticare che vi sono valori
più grandi, per i quali può essere giusto perdere la vita stessa per riaverla in
Dio! Pregate per noi, infine, affinché siamo trovati fedeli a Cristo e al mondo
nel quale il Signore ci colloca come laici, religiosi e sacerdoti. Amen!
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
|