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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA SECONDA COMMISSIONE INTERNAZIONALE ANGLICANA
CATTOLICO ROMANA (ARCIC II)
Mercoledì, 2 settembre 1987
Cari fratelli e sorelle in Cristo.
Vi saluto in nome di Nostro Signore Salvatore Gesù Cristo. Desidero esprimere il
mio apprezzamento per il gentile invito del card. Willebrands ad essere con voi
oggi, qui nella residenza estiva del Pontificio Collegio Inglese, così vicino
alla mia residenza di Castel Gandolfo, in occasione di questa sessione plenaria
della Seconda Commissione Internazionale Anglicana e Romano Cattolica.
Questo incontro mi richiama alla mente quel giorno del 1982 quando soggiornai a
Canterbury su invito dell’arcivescovo Runcie. Fu allora che si istituì, con un
mandato, questa Commissione per esaminare tutte quelle questioni che sono sul
cammino per una più piena comunione tra Romano Cattolici e Anglicani. Con la
pubblicazione di Salvezza e Chiesa la Commissione ha condiviso i frutti
delle sue fatiche sondando le controversie della Riforma. Il vostro attuale
studio sulla teologia di comunione è pure di grande importanza. Spero che
perseguendo questo argomento potrete discernere più chiaramente i passi verso
quell’unità che è volontà di Cristo per i suoi discepoli.
Il cammino del dialogo è lungo, ma non dobbiamo perderci d’animo. Lo Spirito
Santo ci ha chiamati ad un compito ecumenico e ci sosterrà con la sua grazia.
Dobbiamo trarre ispirazione e forza dalle parole del profeta: “Tutto questo hai
udito e visto; non vorresti testimoniarlo? Ora ti faccio udire cose nuove e
segrete che tu nemmeno sospetti. Ora sono create e non da tempo; prima di oggi
tu non le avevi udite, perché tu non dicessi “Già lo sapevo” (Is 48,
6-7).
Queste parole di Isaia ricordano l’umiltà richiesta a coloro che vogliono
cercare l’unità lungo la strada segnata da Dio. Dobbiamo rispondere con cuore
aperto alla sua grazia, quella grazia che ci chiama alla conversione, a nuova
conoscenza e a nuova vita.
Amici miei: vi assicuro le mie preghiere per voi stessi e per l’importante
lavoro nel quale siete impegnati. Dio illumini le vostre menti e benedica le
vostre deliberazioni, cosicché possiate discernere la sua volontà e conoscere la
sua proposta.
“A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o
pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e
in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen” (Ef
3, 20-21).
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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