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VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI D’AMERICA E IN CANADA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI FEDELI NELLA CATTEDRALE DI SAINT LOUIS

New Orleans - Sabato, 12 settembre 1987

 

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor 13, 13).

Caro arcivescovo Hannan, cari fratelli e sorelle.

1. Da questa cattedrale di Saint Louis sono lieto di salutare, in nome della santissima Trinità, l’intera Chiesa di New Orleans. Tutti coloro che ne fanno parte, tutti coloro che lavorano insieme per adempiere alla sua missione. In particolare oggi saluto tutti voi, cari sacerdoti e religiosi della Louisiana. Qui, in questa Chiesa madre dell’arcidiocesi, rendo grazie e lode al Dio vivente per la vostra vita di servizio consacrato a Cristo e alla sua Chiesa.

Questo tempio di Dio, questa casa di preghiera e porta del cielo, è situata nel punto centrale della città di New Orleans, e da questo luogo vengono misurate tutte le distanze. Qui Cristo dimora in mezzo a voi, presente in Verbo e sacramento, facendo di questa Chiesa un luogo di grazia e benedizione per tutto il popolo di Dio. Qui Dio Padre è adorato in Spirito e verità (cf. Gv 4, 23); e qui lo Spirito Santo è sempre all’opera nei cuori dei fedeli preparandoli per la gloria della Gerusalemme celeste.

Come questa cattedrale di Saint Louis è il punto focale della città di New Orleans, così pure Cristo rappresenta il centro stesso della vostra vita. Cristo è per voi “il Principio e la Fine” (Ap 21, 6); egli rappresenta per voi “la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Così strettamente voi siete identificati con Cristo che ciascuno di voi può dire, come fece san Paolo: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2, 20). E con san Paolo dobbiamo proclamare: “né potenze, né altezza, né profondità, né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore” (Rm 8, 39).

La Chiesa in Louisiana ha un grande debito di gratitudine verso i molti sacerdoti e religiosi che hanno lavorato qui fin dalle origini. Quella tradizione di eroica dedizione nel proclamare il Vangelo di Cristo con parole e opere prosegue oggi attraverso il servizio che voi rendete al popolo di Dio. Ricordate sempre che l’efficacia soprannaturale del vostro servizio in seno alla Chiesa è legata alla testimonianza della vostra vita vissuta in unione con Cristo. Siete perciò chiamati a conformare sempre più la vostra vita alla persona e al messaggio di Gesù Cristo. E non dimenticate mai che il preciso obiettivo di tutto il servizio apostolico è di guidare tutte le persone alla comunione con la santissima Trinità.

2. La nostra vita di cristiani trae la sua origine e il suo destino dal mistero della santissima Trinità, il mistero fondamentale della fede cristiana. L’unico Dio che noi veneriamo è un’unità di tre Persone divine, “eguali nella maestà, indivise nello splendore, e tuttavia un unico Signore, un unico Dio, che deve essere adorato per sempre” (Prefazio della santissima Trinità). Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo esistono in un’eterna e reciproca comunione di vita e di amore. Nella Chiesa noi abbiamo il privilegio di partecipare ora e sempre alla comunione di vita e di amore, che è il mistero di Dio, Uno e Trino.

Il Concilio Vaticano II insegna che “essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre”(Ad Gentes, 2). Perciò come membri della Chiesa noi beneficiamo della missione del Figlio e della missione dello Spirito Santo, che scaturiscono da “l’amore fontale cioè dalla carità di Dio Padre”(Ad Gentes, 2). È dal Padre “che essendo il principio senza principio, da cui il Figlio è generato e lo Spirito Santo attraverso il Figlio procede” (Ad Gentes, 2).

Nel rivelarci il mistero del Padre il Figlio realizza la volontà del Padre e causa la nostra salvezza. E nel descrivere la missione dello Spirito Santo, il Concilio dice: “Compiuta l’opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra (cf. Gv 17, 4), il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa, e i credenti avessero così per Cristo accesso al Padre in un solo Spirito (cf. Ef 2, 18)” (Lumen Gentium, 4).

3. Nel Vangelo di san Giovanni si legge: “Nessuno ha mai visto Dio. È Dio l’Unico Figlio, sempre a lato del Padre che ce lo ha rivelato” (Gv 1, 18). Sebbene il Vecchio Testamento contenga elementi che ci preparano alla rivelazione di Gesù, esso non svela questo profondo mistero di Dio: il mistero del Padre, la vita intima di Dio, la comunione di tre Persone divine. Solo il Figlio di Dio fatto uomo testimonia la verità sul mistero della Trinità; soltanto egli ce la rivela.

La verità sulla filiazione divina di Gesù e il mistero Trinitario del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sono accennate al tempo dell’annunciazione, nonché in occasione del battesimo di Gesù nel Giordano. Inoltre durante il suo ministero pubblico Gesù parla di suo Padre e dello Spirito Santo. Nel Vangelo di Giovanni troviamo molte affermazioni di Gesù sull’intima unione che egli condivide col Padre. Ma è durante il suo discorso nell’ultima cena che Gesù rivela in maniera definitiva la verità sullo Spirito Santo e sul rapporto che lo Spirito Santo ha con il Padre e il Figlio.

Noi possiamo affermare che attraverso il suo insegnamento Gesù ci mette “davanti orizzonti impervi alla ragione umana” (Gaudium et Spes, 24) concernenti la vita dell’unico Dio nella Trinità delle Persone divine. Quando egli ebbe completato la sua missione messianica e stava congedandosi dai suoi apostoli nel giorno della sua ascensione, Gesù annunciò loro: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 19). Perciò con queste ultime parole Gesù confidò loro solennemente la suprema verità della indivisa unità della santissima Trinità.

4. Cari fratelli e sorelle: la vostra vita di servizio consacrato alla sua Chiesa testimonia la realtà dell’amore di Cristo per il suo popolo. Proclamate gioiosamente la buona novella di fede, che “Dio è amore” (1 Gv 4, 8). Nella conversazione di Gesù con Nicodemo troviamo queste parole: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16). Il Padre amò tanto il mondo da mandare il suo unico Figlio, e attraverso suo Figlio ci ha inviato lo Spirito Santo. Oggi e ogni giorno della nostra vita celebriamo l’amore di Dio Padre per ciascuno di noi, l’amore rivelato nel Verbo fatto carne e nel dono dello Spirito Santo. Proclamiamo dunque che il Signore Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo non per condannare il mondo, ma perché il mondo potesse essere salvato attraverso di lui. Sì, proclamiamo al mondo l’eterno amore di Dio.

Possano le preghiere della beata Vergine Maria, nostra Signora del Soccorso e Madre del divino Amore, aiutare voi, l’intera Chiesa di New Orleans e attraverso tutta la Louisiana testimoniare l’amore misericordioso del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

 

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