The Holy See
back up
Search
riga

VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI D’AMERICA E IN CANADA

 DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
NELLA CATTEDRALE DI SANTA VIBIANA A LOS ANGELES

Los Angeles - Martedì, 15 settembre 1987

 

Caro arcivescovo Mahony, caro card. Manning,
cari fratelli e sorelle
.

1. Vi saluto oggi nel nome di nostro Signore Gesù Cristo. Per il suo amore e la sua misericordia siamo riuniti nella chiesa per rendere lode e grazie al nostro Padre celeste. La grazia e la pace siano con tutti voi - il clero, i religiosi e i laici di questa città - che porta il nome di Nostra Signora degli Angeli. Che lei possa continuare ad assistervi nel lodare Dio ora e sempre con gli angeli, la patrona di questa cattedrale - Santa Vibiana - e tutti i canti.

Desidero unire la mia voce al coro di lode offerto a Dio nel nome di Gesù in tante lingue diverse e da persone di diverse razze e origini etniche in questa grande metropoli. È il suo nome soprattutto che ci unisce in un’unica famiglia di fede, speranza e amore. È il nome di Gesù che trascende ogni divisione e sana oggi antagonismo all’interno della famiglia umana.

Come successore di Pietro, vengo oggi da voi nel nome di Gesù. E non potrebbe essere altrimenti, poiché ogni vero ministro del Vangelo non predica se stesso o un qualsiasi messaggio di origine umana, ma predica Gesù Cristo come Signore (cf. 2 Cor 4, 5). La Chiesa cerca di applicare alle paure, ai dubbi, alle tribolazioni degli individui e delle nazioni il potere salvifico di quel nome che appartiene solo a colui che è Verbo di Dio (cf. Ap 19, 13).

2. In un mondo che è pieno di ideologie in competizione e di così tante false e vuote promesse, il nome di Gesù Cristo porta la salvezza e la vita. La parola ebraica “GesùsignificaSalvatore”, come l’angelo disse a Giuseppe nel sogno: “e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1, 21). All’inizio della missione della Chiesa san Pietro proclama che “in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4, 12). Questo nome è la fonte della vita per coloro che credono (cf. Gv 20, 31); ci libera dal male e ci conduce alla sola verità che può renderci liberi (cf. Gv 8, 32).

Il nome di Gesù è anche un grido di liberazione per tutta l’umanità. Ha il potere di confortare e guarire i malati (cf. At 3, 6; Gc 5, 14-15), di scacciare i demoni (cf. Mc 16, 17; Lc 10, 17; At 16, 18), e di operare ogni tipo di miracolo (cf. Mt 7,22; At 4, 30). Ancor più importante è che nel nome di Gesù e per il suo potere i nostri peccati vengono perdonati (cf. 1 Gv 2, 12). Il nome di Gesù è al centro del culto cristiano in questa cattedrale e in ogni chiesa nel mondo: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20).

Il nome di Gesù è al centro di tutta la preghiera cristiana: “tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo concede” (Gv 15, 16). Ed è giustificazione della carità poiché come Gesù stesso spiega, “chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa” (Mc 9, 41). Esso invoca il dono dello Spirito Santo, “il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome” (Gv 14, 26).

3. Miei cari fratelli e sorelle: noi siamo chiamati cristiani, e quindi il nome di Gesù Cristo è anche il nostro nome. Al fonte battesimale noi abbiamo ricevuto un “nome di battesimo” che simboleggia la nostra comunione con Cristo e i suoi santi. La nostra identificazione con lui si riflette nella regola di vita che san Paolo propone nella Lettera ai Colossesi: “E tutto quello che fate in parole e opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre” (Col 3, 17). Noi siamo non solo obbligati a rendere grazie, ma anche a parlare e operare nel nome di Gesù, anche a rischio di essere maltrattati, perseguitati e odiati “per amore del Nome” come Gesù ha detto (At 5, 41; cf. anche Mc 13, 13; Lc 21, 12).

In quanto cittadini degli Stati Uniti, dovete rendere grazie a Dio per la libertà religiosa di cui voi godete secondo la vostra Costituzione, giunta al suo secondo centenario. Comunque, la libertà di seguire la vostra fede cattolica non significa automaticamente che sarà facile “parlare e operare”. In un mondo secolarizzato parlare e operare nel nome di Gesù può portare ad essere contrastati e perfino ridicolizzati. Spesso significa prendere le distanze dall’opinione più diffusa. Eppure, se guardiamo nel Nuovo Testamento, troviamo ovunque incoraggiamenti per perseverare in questa testimonianza della nostra fede. Come ci viene detto nella Prima Lettera di san Pietro: “Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome” (1 Pt 4, 6). E Gesù stesso dice: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).

Non è quindi estremamente importante questo messaggio per i giovani che cercano di vivere una vita moralmente responsabile di fronte a un’epoca di cultura popolare e di pressioni che sono indifferenti, se non ostili, alla moralità cristiana? E per i loro genitori, che affrontano le pressioni quotidiane nella loro vita privata e pubblica? E per il clero e i religiosi che a volte trovano difficile parlare della piena verità dell’insegnamento della Chiesa perché è “parola dura” che molti non accetteranno prontamente?

4. Cari fratelli e sorelle: il nome di Gesù, come la parola di Dio che egli è, è un’arma a doppio taglio (cf. Eb 4, 12). È un nome il cui significato è salvezza, e vita; è un nome che significa anche una lotta e una croce, esattamente come è stato per lui. Ma è anche il nome in cui noi troviamo la forza di proclamare e vivere la verità del Vangelo; non con arroganza, ma con gioia fiduciosa; non giudicandosi personalmente, ma pentendosi umilmente davanti a Dio; mai con inimicizia, ma sempre con amore.

Caro popolo di questa grande arcidiocesi di Los Angeles, con i suoi tanti problemi, le sue grandi sfide, e le sue immense possibilità per il bene: il nome di Gesù è la vostra vita e la vostra salvezza. È il vostro orgoglio e la vostra gioia, è l’orgoglio e la gioia delle vostre famiglie e delle vostre parrocchie. In questo nome voi trovate la forza per la vostra debolezza e l’energia per la vostra vita cristiana di ogni giorno. Nella vostra lotta contro il male e il maligno, e nel vostro sforzo per la santità, il nome di Gesù è la fonte della vostra speranza, perché nel nome di Gesù voi siete invincibili!

Continua, quindi, caro popolo cattolico di Los Angeles a invocare questo santo nome di Gesù nella gioia e nel dolore; continua a insegnare questo nome ai tuoi figli, così che essi possano a loro volta insegnarlo ai propri figli, fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

 

top