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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL PELLEGRINAGGIO FRANCESE PROMOSSO IN OCCASIONE
DELLA 2000a TRASMISSIONE DI «LE JOUR DU SEIGNEUR»

Venerdì, 25 settembre 1987

 

Cari amici,

sono felice di accogliervi nella casa del successore di Pietro, nel momento in cui vi accingete a festeggiare la 2000a trasmissione de “Il giorno del Signore”. Con la vostra venuta a Roma sottolineate la vostra convinzione che la vita cristiana, riflessa ogni settimana nei vostri programmi, non resta chiusa nelle frontiere: rimane aperta alla dimensione universale del messaggio di Cristo. Le vostre trasmissioni si chiamano “Il giorno del Signore”: che bel titolo!

Voi avete un compito realmente prezioso: permettete a innumerevoli telespettatori di percepire, attraverso lo schermo televisivo, che la domenica resti il giorno privilegiato della relazione con Dio, dell’attenzione alla sua presenza, della preghiera. Celebrando il sacrificio eucaristico, mostrate che il centro della comunione ecclesiale è il dono di Cristo che si unisce ai membri del suo corpo grazie all’indispensabile assemblea dei battezzati.

In questo specchio della società che i media costituiscono voi siete i testimoni di Dio tra noi, dell’Emmanuele. Siete i portatori della buona novella, non solo perché la proclamate nella celebrazione liturgica, ma anche perché esprimete i numerosi aspetti della vita cristiana che essa suscita. Dovete dire la vostra parola di cristiani fedeli alla parola di Dio ricevuta nella Chiesa, come un prolungamento vivente e attuale della chiamata di Gesù: “Come io vi ho amati, amatevi gli uni gli altri” (cf. Gv 15, 12). Attraverso l’autenticità della vita dei discepoli, voi dovete chiamare i vostri fratelli e condividere questo amore che viene da Dio, la fede nella verità vitale del Vangelo, la speranza della salvezza dell’uomo.

Per questo anniversario, apprezzo la vostra scelta del tema della pace e il vostro pellegrinaggio ad Assisi. La vostra celebrazione di san Francesco evocherà la giornata mondiale di preghiera per la pace, quasi un anno fa; voi ricorderete la dimensione fondamentalmente spirituale della pace: noi la chiediamo e la riceviamo come un dono di Dio.

Ringrazio il signor card. Roger Etchegaray di avervi accompagnati qui prima di presiedere alla Messa ad Assisi; e sottolineo che egli ha il compito di aiutarmi a manifestare in nome della Chiesa l’amore della pace e della giustizia, l’unità della carità.

Vorrei salutare, oltre al vostro gruppo, tutte le persone per le quali “il giorno del Signore” è un appuntamento essenziale e che dà un sostegno generoso al comitato francese di Radio-Televisione. E dico ai malati, agli anziani, alle persone isolate che in verità le immagini dello schermo e le parole pronunciate sono il segno dell’amore vero della comunità cristiana che desidera portare loro sempre meglio il messaggio della speranza e della pace.

A tutti coloro che celebrano “il giorno del Signore” alla televisione, che realizzano i programmi e li diffondono esprimo la gratitudine dei telespettatori ai quali le trasmissioni televisive danno il loro conforto, l’apertura di spirito, il senso della solidarietà cristiana.

Che Dio vi benedica, e che la pace sia con tutti voi!

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

 

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