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VISITA PASTORALE A VERONA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LE PICCOLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA

Cappella del «Don Calabria»
Negrar - Domenica
, 17 aprile 1988

 

1. Carissime sorelle in Cristo! In questo giorno, improntato ad una gioia particolare che viene a voi e alla Chiesa intera dal vedere il vostro fondatore, monsignor Giuseppe Nascimbeni, elevato alla gloria dei beati, non potevo non accogliere l’invito ad incontrarmi con una rappresentanza delle “Piccole Suore della Sacra Famiglia” in questo ospedale, dove alcune di voi prestano servizio con evangelica dedizione.

Col mio saluto, vi esprimo i miei rallegramenti per aver abbracciato la consacrazione religiosa nello spirito e nella regola d’un uomo di Dio, così zelante e così illuminato. Nel vostro gruppo, qui presente, saluto tutte le 1400 suore che operano in ben 190 case, sparse in Italia, Svizzera, Brasile, Uruguay e in Paraguay. Il mio pensiero va in particolare alle vostre consorelle che prodigano le loro energie negli ospedali, nelle case di cura, nelle case di riposo, nelle case per handicappati e nelle 21 case per sacerdoti anziani. Ma non posso e non debbo dimenticare la generosa attività, che svolgete nel campo dell’educazione giovanile nella gestione di scuole materne, elementari, medie e superiori. È un quadro magnifico, che fa vedere come la Congregazione corrisponda su larghissimo raggio agli intenti apostolici, caritativi e assistenziali, per i quali è stata fondata.

2. Carissime sorelle, in ogni vostra attività conservate sempre lo spirito del vostro fondatore, oggi elevato agli onori degli altari. Cercate di capire sempre meglio il segreto e cogliere il principio interiore che guidò la sua vita ed attività apostolica. Certo, la molla che fece vibrare tutta la sua esistenza e ne indirizzò le scelte fu l’amore verso il Cristo: amore incontenibile, che gli fece adottare come programma di vita l’ardente espressione paolina: “Caritas Christi urget nos”.

Dalla carità che lo univa al Cristo Signore deriva la carità verso i fratelli bisognosi, che lo rese loro prodigioso benefattore. Quale numero di bambini, di sofferenti, di malati, di infelici, di anziani e di handicappati oggi guardano a lui ammirati ed edificati dalla sua radiosa figura di apostolo della carità!

Anche voi, carissime sorelle, fate della vostra vita un itinerario di santità e di carità; non fermatevi a metà, siate veramente discepole del nuovo beato: discepole vigilanti ed operanti nella chiesa con animo umile e fervoroso.

A questo fine vi imparto una speciale benedizione.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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