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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PILOTI
DEL 31° STORMO DELL’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

Castel Gandolfo - Domenica, 28 agosto 1988

 

Signor Comandante,
signori ufficiali,
carissimi piloti del Trentunesimo Stormo
dell’Aeronautica Militare Italiana!

1. Sono molto lieto di accogliervi in questa udienza speciale, a voi riservata, per potervi rinnovare di persona il mio vivo ringraziamento per la vostra premurosa e diligente opera di collaborazione al mio ministero apostolico. Col mio apprezzamento ricevete il più sentito e cordiale saluto!

Vi dirò con le parole dell’apostolo Paolo: “Noi fungiamo da ambasciatori di Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro” (2 Cor 5, 20). Questa è pure e soprattutto la missione del successore di Pietro, che deve annunziare il Vangelo in tutto il mondo. E voi, con i mezzi stupendi del trasporto aereo, di cui siete esperti, partecipate a tale compito, sia pure indirettamente, e in modo encomiabile e meritorio.

2. Le vostre prestazioni, puntuali, esatte e premurose, mi danno la possibilità di raggiungere tante persone, di incontrare tante comunità, di compiere visite pastorali a tante città e diocesi, e soprattutto di offrire a tante anime la grazia del Signore, che illumina, scuote, esorta, eleva e converte! Certo, non è possibile conoscere tutto ciò che avviene nell’intimo delle coscienze, tuttavia possiamo affermare che ogni incontro vivo e diretto con il Papa è destinato a suscitare riflessioni ed energie spirituali, che aprono più vasti orizzonti di bene e contribuiscono al vantaggio morale della società. A tale missione, ripeto, voi offrite straordinarie possibilità,e ne siete perciò anche voi parte indispensabile.

Si sta avverando la profezia di Gesù, che si legge nel capitolo 24° del Vangelo di Matteo: “Questo Vangelo del Regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti” (Mt 24, 24). E davvero la fede cristiana si è dilatata su tutta la terra, favorita oggi dagli strumenti della scienza e della tecnica.

3. Le onorificenze pontificie, di cui ora ho il piacere di insignirvi, vogliono essere un riconoscimento di questa realtà, e insieme un segno tangibile della mia profonda riconoscenza per il vostro generoso servizio.

In pari tempo, esse sono anche un “segno” di grande valore spirituale, che sta a indicare una speciale comunione di intenti e di sentimenti, che deve intercorrere tra voi e la Chiesa, tra voi e il Papa. Questa cerimonia, così familiare e suggestiva, sia per voi uno stimolo ad approfondire sempre più la vostra conoscenza del messaggio di Cristo e del suo Vangelo, e a testimoniare con coraggio, coerenza e serenità la vostra fede cristiana.

Invoco su di voi i più eletti favori celesti, e vi auguro di cuore la pace e la gioia del Signore, mentre vi assicuro il ricordo nella preghiera e affido alla Vergine santissima le vostre persone e le vostre intenzioni.

Vi accompagni sempre la mia benedizione apostolica, che ora vi imparto con grande affetto e che estendo volentieri alle vostre famiglie.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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