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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
A S.E. IL SIGNOR SOO SOOBIAH, NUOVO AMBASCIATORE
DELLE ISOLE MAURITIUS PRESSO LA SANTA SEDE

Lunedì, 12 dicembre 1988

 

Signor ambasciatore.

Sono lieto di offrire all’eccellenza vostra un cordiale benvenuto alla presentazione delle Lettere che la accreditano come ambasciatore straordinario e plenipotenziario di Mauritius presso la Santa Sede. La cortese espressione di saluti e auguri da parte di sua eccellenza il governatore generale, il primo ministro e il popolo delle Mauritius sono molto graditi. Li ricambio di cuore con l’assicurazione dei miei propri auguri e continue preghiere per l’armonia e il benessere di tutti i suoi connazionali.

Ho colto con soddisfazione il suo riferimento alla visite pastorali compiute durante gli anni del mio Pontificato come parte del mio ministero. Come lei sa, i miei viaggi nei diversi Paesi sono anzitutto visite del Vescovo di Roma, come capo della Chiesa cattolica, alle comunità cattoliche di tutto il mondo. Esse mi hanno consentito di dare testimonianza davanti alle nazioni del Vangelo di Gesù Cristo, di confermare la fede dei membri della Chiesa e di servire la causa dell’unità cristiana. Nello stesso tempo, mi hanno dato un’opportunità di condividere le legittime speranze dei popoli, nelle loro sofferenze e ansie, nel loro impegno concreto per la causa della pace e della giustizia e per la difesa dei diritti umani.

Sua eccellenza ha ricordato il ruolo importante svolto dalla religione nella vita del popolo mauriziano, e ha parlato del fatto che il suo governo, accogliendo le tradizioni religiose del popolo, ha inserito nella costituzione la necessaria salvaguardia per la protezione della libertà religiosa. In realtà, perché ci sia una vera libertà religiosa, è necessario che il popolo, individualmente e anche in associazione gli uni con gli altri, possa seguire la verità e professare e celebrare apertamente le sue convinzioni religiose, naturalmente sempre nel rispetto del bene comune. Essi dovrebbero poter comunicare liberamente con gli altri gruppi religiosi, in patria e all’estero, e poter trasmettere alle nuove generazioni il loro credo con adeguate forme di educazione religiosa. Tutti questi diritti dovrebbero essere riconosciuti e confermati dal diritto civile così che nessuna coercizione da parte di individui, gruppi sociali o potere umano possa minare la più fondamentale delle libertà; la libertà di coscienza e di fede (cf. “Nuntius ob diem ad pacem fovendam dicatum pro a. D. 1988”, 1, die 8 dec. 1987: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, X, 3 [1987] 1332 ss).

La Chiesa desidera incoraggiare legami più stretti di fiducia e buona volontà fra i gruppi etnici, sociali e religiosi di ogni Paese. Anche i governi hanno un ruolo importante da svolgere nella promozione di questo tipo di armonia, specialmente nel difendere la dignità e i diritti di tutti i cittadini senza discriminazione. Oltre a sostenere lo sviluppo economico, sociale e scientifico, i governi assicurano l’autentico benessere dei loro cittadini, consentendo programmi di educazione morale e religiosa, del rispetto della vita e dei valori trascendenti che sono in accordo con il credo del loro popolo. Incoraggio il suo governo in questo sforzo e so che la Chiesa cattolica nelle isole Mauritius non manca di dare il suo contributo per aiutare la costruzione di una società armonica, rispettosa della dimensione spirituale dell’uomo. Così facendo, la Chiesa è convinta che il dialogo tra le varie componenti della società sarà sempre più fecondo, poiché si fonda sull’eguale dignità di ogni essere umano.

Sono lieto di sapere, signor ambasciatore, che il suo governo persegue una politica di pace internazionale e si sforza di mantenere l’Oceano Indiano come zona di pace per la sicurezza e il bene di tutti i Paesi della regione. Questo si accorda perfettamente con l’impegno del suo paese di lavorare per la libertà e il progresso di tutti i popoli.

Desidero ancora esprimere il mio apprezzamento per il desiderio del suo governo di ricevermi in una visita pastorale nelle Mauritius. Sto esaminando la possibilità di compiere presto il mio desiderio di essere presente nella comunità cattolica della sua nazione, che ho voluto onorare chiamando nel collegio dei Cardinali il Vescovo di Port Louis, il mio caro e stimato fratello Jean Margéot. Sarà per me un piacere incontrare anche il popolo delle Mauritius e così conoscere e sperimentare le sue nobili qualità umane.

Nell’inaugurare la sua missione, signor ambasciatore, le assicuro la cooperazione della Santa Sede nello svolgimento delle sue responsabilità. È mia speranza accrescere in ogni modo possibile l’amicizia e la benevolenza che caratterizzano le relazioni diplomatiche tra le isole Mauritius e la Santa Sede. Sulla eccellenza vostra, sul governo e il popolo delle Mauritius invoco abbondanti benedizioni divine di pace e prosperità.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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