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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI
DEL CONSIGLIO GENERALIZIO DELLA SOCIETÀ DEL VERBO DIVINO

Lunedì, 19 dicembre 1988

 

Cari fratelli in Cristo.

1. Con gioia particolare vi accolgo, membri del Consiglio generalizio della Società del Verbo divino. Attraverso di voi saluto tutti i membri della società, su cui invoco grazia, misericordia e pace da Dio Padre e dal Figlio suo Gesù Cristo (cf. 2 Gv 1, 3).

Il vostro istituto ha di recente celebrato il trentesimo Capitolo generale e state commemorando anche i cento anni della presenza della società nella città eterna. Attraverso il Capitolo la Società ha rinnovato il suo impegno fondamentale di lavoro missionario nel senso più importante, in obbedienza al mandato di Cristo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni” (Mt 28, 19). Poiché a me è stata affidata una speciale sollecitudine per tutte le Chiese, è per me una grande gioia sapere che i membri della società sono impegnati in tante parti del mondo in specifiche iniziative missionarie. Vi assicuro il sostegno della mia preghiera e il mio incoraggiamento per ciascun membro della vostra comunità, vicino e lontano.

2. Per il vostro carisma religioso voi avete il privilegio di prendere parte alla missione di salvezza affidata da Cristo alla Chiesa.

Come missionari del Verbo divino voi sottolineate la dimensione mondiale di questa missione. Voi vi identificate con le situazioni di frontiera delle Chiese locali, edificando comunità cristiane là dove non esistono ancora e accompagnandole nella loro crescita finché si possono sostenere con le loro forze e vitalità. Il vostro compito è portare la verità di Cristo in un dialogo salvifico e redentivo con le culture e tradizioni locali.

Indubbiamente questo genere di apostolato era alla base della grande visione che animava il vostro beato fondatore Arnold agli inizi della vostra esistenza religiosa e missionaria. Guidato dallo Spirito Santo, egli comprese bene la natura missionaria della Chiesa e non esitò a promuovere questa consapevolezza missionaria nei suoi contemporanei.

Egli si mostrò aperto alle differenti culture e consentì ai suoi figli spirituali di continuare gli studi delle nuove scienze, utili per il lavoro missionario. E stato in particolare per l’impegno di padre Wilhelm Schmid, membro del vostro istituto, che la Chiesa ha a sua disposizione un’ampia conoscenza dell’antropologia culturale, così necessaria per un’efficace evangelizzazione di popoli con differenti impianti culturali. Queste scienze sono strumenti importanti per il vostro servizio ecclesiale.

3. Tuttavia, come ha evidenziato anche il vostro Capitolo generale, i membri della Società del Verbo divino sono anzitutto messaggeri di nostro Signore Gesù Cristo, e sarete in grado di proclamare la buona novella con efficacia solo se ascoltate la Parola di Dio e la vivete quotidianamente. La Parola di Dio il Verbo divino - deve continuare ad essere il punto centrale della vostra spiritualità, l’oggetto della vostra preghiera e meditazione quotidiana, perché possa essere la sorgente della vostra gioia e fecondità. Per usare le parole dell’evangelista Giovanni, il Verbo incarnato deve diventare per voi qualcosa che avete visto con i vostri occhi, qualcosa che avete contemplato e le vostre mani hanno toccato (cf. 1 Gv 1, 1).

Per raggiungere questo tipo di unità con il Verbo, dovete essere aperti radicalmente allo Spirito Santo. È stato lo Spirito di Dio a muovere i profeti, lui era presente all’incarnazione del Verbo e, alla Pentecoste, ha aperto la strada del Vangelo al mondo. Oggi, lo stesso Spirito muove e guida gli araldi della buona novella della salvezza.

4. Con grande gioia ho appreso che quest’anno la Società ha avuto centodiciassette nuovi missionari ordinati. Siete benedetti da numerose vocazioni, soprattutto in Polonia, India, Indonesia e Filippine. Giovani missionari provenienti da questi Paesi vengono mandati nei diversi continenti per evangelizzare ed edificare nuove comunità cristiane.

Altri Paesi che negli ultimi anni avevano conosciuto una crisi vocazionale cominciano ora a mostrare nuovi segni di speranza. Questo fatto ci sprona a rendere grazie al Signore per la sua bontà e a pregare più intensamente perché mandi degni operai nella sua vigna.

Le vocazioni che Dio ci manda provengono da differenti culture e spesso da Chiese che non molto tempo fa erano esse stesse comunità cristiane missionarie. Nel disegno di Dio, questo è un fattore importante nella vita della vostra Società, e richiede grande attenzione e riflessione da parte vostra. In quanto comunità di sacerdoti e fratelli di diverse lingue e nazioni, voi potete diventare sempre di più un simbolo vivente dell’unità e diversità della Chiesa.

5. Nella lieta occasione di questo incontro desidero esortare voi e tutti i membri della Società del Verbo divino, come individui e come comunità, a rimanere fedeli alla vostra specifica vocazione, partecipando con gioia al compito missionario della Chiesa. Sotto la protezione della beata Vergine Maria, che voi venerate come Sposa Immacolata dello Spirito Santo, e per l’intercessione del vostro beato fondatore Arnold e del beato Joseph Freinademetz, possiate continuare a lavorare nella vigna del Signore con saggezza e dedizione. Di cuore imparto a voi tutti la mia apostolica benedizione.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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