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INCONTRO DI GIOVANNI
PAOLO II CON I RAGAZZI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Giovedì, 22 dicembre 1988
Vorrei dirvi, così, spontaneamente, come sento questo incontro natalizio.
Soprattutto, sono tanto contento della vostra presenza e tale presenza mi parla
di tutti i vostri coetanei, di tutti i membri, ragazzi e ragazze, dell’ACR, non
solamente di Roma, ma di tutta l’Italia. Questa vostra presenza è anche un gesto
di solidarietà non solamente nei riguardi del Papa, visibilmente con il Papa, ma
soprattutto con Gesù stesso, perché voi siete vicini a lui, vicini con la vostra
fanciullezza. È un momento privilegiato nella rivelazione di Gesù e nella
liturgia della Chiesa, quando lo vediamo così piccolo, neonato, e poi mentre
cresce, possiamo dire un altro ACR, modello di tutti i ragazzi dell’Azione
Cattolica nella Chiesa, in Italia e nel mondo.
Vi ringrazio per questa vostra solidarietà con Gesù che adesso tutti viviamo
nella liturgia: neonato, incarnato e poi mentre cresce negli anni, nella grazia,
nella sapienza ed anche nella sua bontà per gli uomini.
La solidarietà con Gesù non può non essere solidarietà con i fratelli, e così
io vi ringrazio per questo spirito di solidarietà, da ragazzi con gli altri
ragazzi bisognosi attraverso la vostra patria, i vostri ambienti, ma direi anche
- almeno nel senso intenzionale - attraverso tutto il mondo. In questi giorni
ultimi, certamente, voi pensate molto agli altri ragazzi nei Paesi lontani,
forse poco conosciuti, che adesso soffrono enormemente, come per esempio
l’Armenia. Vi sentite solidali, pensate con tutto il cuore come fare per
aiutarli, come fare per essere con loro in questa grande prova, e non solamente
con questi citati, ma anche con tutti quei ragazzi e ragazze del mondo che
dappertutto soffrono, e soffrono la fame; e sono tanti coloro che soffrono la
fame, specialmente i bambini, e tanti muoiono di fame.
Sono questi alcuni temi che la vostra presenza mi porta subito nella mente e
nel cuore. Vi ringrazio per questa presenza e per questa vostra disponibilità,
piena di forza ed anche di gioia. Sono convinto della verità contenuta in queste
parole: voi siete così, pieni di forza e di gioia, e vi auguro di rimanere
sempre così, anzi di crescere sempre così nella forza, certamente quella forza
che cresce, in quanto l’uomo cresce, ma anche in quella forza che ci viene dallo
Spirito Santo, che ci fa crescere da figli di Dio.
Vi auguro anche quella gioia che scaturisce dalla figliolanza divina. Auguro
a voi tutti una grande sensibilità per questo mistero, mistero divino i cui
frutti ciascuno porta in se stesso. Siamo tutti figli di Dio. La figliolanza
divina è nostra parte, nostro privilegio ed anche nostra strada, poiché c’è una
strada che ci conduce verso il Padre; e la strada che conduce vero il Padre non
può non essere che la strada del Figlio.
Ecco, questi sono i miei auguri. Mi avete detto grazie per i miei dieci anni
di Pontificato. Ma io penso ai ragazzi e alle ragazze dell’Azione Cattolica di
dieci anni fa. Ora, quei ragazzi, quelle ragazze, quei bambini sono molto
cresciuti. Non vengono più con l’ACR, ma vengono in un’altra veste. Certamente
il tempo va avanti e noi anche cambiamo. Con gli anni cresce anche la nostra
umanità, fisicamente, psichicamente e spiritualmente. Penso a tutti coloro che
sono passati attraverso la vostra associazione, l’Azione Cattolica Italiana, e
si sono preparati ad essere cristiani, coinvolti nella vita della Chiesa e delle
loro Chiese locali, nella vita cristiana nella dimensione personale, intima, ma
anche nella dimensione sociale, nazionale.
Questi sono gli auguri che rivolgo a voi, guardano al vostro futuro. Questo
cammino ci porta verso il futuro. Aspiriamo sempre ad un futuro migliore per le
nuove generazioni e per questa prospettiva ci vorrà anche la forza dell’Azione
Cattolica Ragazzi.
La mia benedizione, insieme con il Cardinale ed i Vescovi presenti, a voi, ai
vostri colleghi di tutta Italia ed alle vostre famiglie.
© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana
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