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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AL PERSONALE DELL’ISPETTORATO DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL
VATICANO
Lunedì, 8 febbraio 1988
Signor Ispettore capo, Carissimi Dipendenti dell’Ispettorato di
Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.
1. Mi è molto gradita la vostra visita e ringrazio di cuore ognuno di voi per
gli auguri che avete voluto porgermi all’inizio del nuovo anno, con affettuoso
gesto di ossequio.
Inoltre la vostra presenza mi dà occasione di rinnovarvi i miei sentimenti di
stima e di riconoscenza per l’opera che compite con zelo e generosità per il
Papa e per la Città del Vaticano. Il vostro impegno infatti è discreto e quasi
in ombra, e tuttavia è importante, necessario e validissimo, affinché in questo
territorio così singolare e significativo tutto si svolga col dovuto ordine, per
l’edificazione dei fedeli che vi accorrono da ogni parte del mondo.
Conosco i disagi e le difficoltà che il vostro impegno diuturno vi impone,
perché vi rende responsabili della vigilanza sia per l’ordinato svolgimento
delle udienze e delle celebrazioni liturgiche sia per l’incolumità delle
persone. Se questo lavoro, che voi svolgete con coscienza e diligenza, è
certamente faticoso, esso è anche un titolo di onore e di merito.
Infatti - come già vi disse un giorno il mio predecessore Paolo VI - “il
Vaticano è ben più che un complesso monumentale che può interessare lo studioso,
il turista, l’erudito; il Vaticano è la sede del Vicario di Cristo, è il centro
vivo e operante della cattolicità” (Insegnamenti di Paolo VI, XI [1973] 89).
2. Qui voi vedete un ininterrotto pellegrinare di persone di ogni
nazionalità, ceto e cultura, desiderose di pregare sulla tomba di san Pietro e
di ascoltare la parola del suo successore; qui voi siete testimoni della
sofferenza e dell’anelito che accompagnano tanti uomini, credenti e non
credenti, cristiani e non cristiani, verso la Sede di Pietro. Da questo centro
della fede cattolica è infatti proclamata la vera religione, rivelata da Dio
stesso mediante Gesù Cristo, fondatore della Chiesa, qui è celebrato il culto da
Dio stesso voluto, e a lui offerto da Gesù Cristo con la sua vita e la sua morte
in croce, che il santo sacrificio della messa perennemente attualizza.
Ebbene, voi con il vostro servizio di ordine e di vigilanza partecipate,
anche se indirettamente, a questo arcano disegno di Provvidenza, per cui tutte
le genti sono attratte e chiamate a Roma, alla Città del Vaticano, alla tomba di
Pietro, alla Sede apostolica.
Questo vi sia di stimolo a compiere con sempre fervorosi sentimenti il vostro
compito e, nello stesso tempo, anche ad attingere copiosamente alla luce di
verità, che è Cristo sempre vivo nella sua Chiesa, con convinzione personale e
con coerenza di vita, per essere anche voi testimoni sinceri e coraggiosi del
Vangelo.
È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi per il nuovo anno, mentre invoco
su di voi e sui vostri familiari la materna protezione di Maria santissima,
assicurandovi il mio ricordo nella preghiera.
Ed ora con grande affetto vi imparto la benedizione apostolica, che estendo
volentieri a tutte le persone che vi sono care.
© Copyright 1988 - Libreria
Editrice Vaticana
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