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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI COMPONENTI DEL CONSIGLIO SUPERIORE
DELLA MAGISTRATURA ITALIANA

Lunedì, 15 febbraio 1988

 

Illustri componenti del Consiglio Superiore
della Magistratura italiana,

1. Ringrazio il professore Cesare Mirabelli per le nobili parole, con le quali ha interpretato i sentimenti che vi animano nel vostro quotidiano impegno, e mi ha espresso il vostro saluto e quello dei vostri familiari, convenuti qui oggi per un momento di incontro e di comune preghiera.

Mi è caro dimostrarvi, in questa occasione - tanto significativa perché è il primo incontro che ho con voi - la profonda attenzione che dedico alle vostre funzioni, nonché il mio apprezzamento ed incoraggiamento per l’attività intensa e di grande responsabilità, nella quale profondete le vostre energie.

2. La Costituzione italiana attribuisce al Consiglio Superiore della Magistratura un ruolo di grande complessità; e voi pertanto avete un grande lavoro da svolgere collegialmente ogni giorno, lavoro che certamente vi sforzate di compiere con sincero spirito di servizio verso le istituzioni.

Provenendo da esperienze diverse, voi siete giunti a far parte di questo alto consesso per elezione della Magistratura o del Parlamento, ed ora nel vostro mandato quadriennale siete chiamati a garantire, con i vostri atti, l’indipendenza dell’ordine giudiziario da ogni altro potere, consentendo ed assicurando che ciascun giudice possa rispondere unicamente al dettato delle leggi, rettamente interpretate, ed alla coscienza che, ancorata alle radici della fede, illumina e deve ispirare ogni atto dell’uomo.

Vi sono vicino in queste non certo facili responsabilità; e vi auguro perciò di trovare, nel vostro impegno, la via che il Signore traccia per i passi di ciascun uomo. Con i vostri atti, dovete essere voi stessi una testimonianza vivente di giustizia per coloro che amministrate, come per tutti i magistrati che ogni giorno devono fare, essi pure, opera concreta di giustizia a servizio dell’uomo ed a garanzia dei suoi diritti fondamentali.

Sappiate vivere questo non breve arco di tempo di comune ed intenso lavoro con generoso entusiasmo e solidale fraternità, offrendo, nel cuore delle istituzioni, l’esempio di un saggio, competente e duraturo sforzo per costruire senza conflitti il bene comune.

Sappiate anche far crescere tra di voi un’amicizia, che va oltre le occasioni e le ragioni di una comune esperienza.

3. In tutto questo non siete privi di ammaestramenti e di esempi. Mi è infatti caro ricordare oggi, insieme con voi, la luminosa figura di Vittorio Bachelet, che ha presieduto al Consiglio Superiore della Magistratura in tempi di grandi difficoltà, sacrificando la vita alle istituzioni. Egli ha offerto una testimonianza esemplare dello stile propri del laico cristiano.

Nell’Eucaristia, celebrata in suo suffragio il 23 febbraio 1980, sottolineavo appunto che “l’eloquenza di questa morte consiste nella testimonianza. Il morto può dare ancora una testimonianza? Si, la dà mediante ciò che egli era, il modo in cui è vissuto, il come ha operato” (Insegnamenti, III, 1 [1980] 477). Avevo appunto conosciuto il prof. Bachelet nell’ambito del consiglio per i laici. E ora, dopo la celebrazione del Sinodo dei Vescovi sul laicato, si comprende di più quale dono ci faccia il Signore quando concede figure di laici così amabili, così umani, così completi, nei quali l’amore alla Chiesa, il servizio alla società e la fedeltà alle leggi si fondono in un tutt’uno armonioso.

Non dubito che un tale esempio, ancora vivo nella memoria di tutti, ispiri sempre anche la vostra vita sul versante della professionalità come su quello delle convinzioni ideali; e vi auguro che, di conseguenza, il vostro comportamento sia improntato a grande senso di responsabilità, di misura, di discrezione, nel solidale e concorde impegno per la soluzione dei molti problemi che si presentano al vostro esame ogni giorno.

Siano i vostri atti testimonianza trasparente e discreta della vostra fede.

Con questi voti, che accompagnano con la mia preghiera per ciascuno di voi, e per le vostre famiglie, di cuore invoco su tutto il Consiglio Superiore della Magistratura le continue benedizioni del Signore.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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