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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI MARINAI DELLA SESTA FLOTTA AMERICANA

Lunedì, 4 gennaio 1988

 

Cari amici.

Sono lieto di accogliervi a Roma. È sempre una gioia per me incontrare dei giovani che servono il proprio paese e desiderano fare visita al Papa quando il loro dovere li porta oltremare. È poi una gioia particolare incontrare oggi dei membri della sesta flotta americana, nel giorno in cui la Chiesa degli Stati Uniti ricorda la prima santa americana indigena, Elizabeth Ann Seton.

In questo periodo celebriamo la nascita di Gesù Cristo, che è il principe della pace. Il mondo è ricolmo di gioiosa speranza al pensiero di una pace vera e duratura per tutti. Pace è il messaggio proclamato dagli angeli ai pastori di Betlemme. Ma come ci ricordano le Sacre Scritture, il Redentore è nato in un mondo oscurato dal peccato e dalla morte, come si vede nel massacro degli innocenti da parte del re Erode e nella profezia fatta alla Madre di Gesù: “E a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2, 35).

Solo dopo la morte e la risurrezione di Gesù noi arriveremo a capire la pace che egli porta al mondo. Accettando la croce con amore perfetto, Gesù rivelò il cammino alla riconciliazione con Dio e il prossimo. Perdonando anche i suoi carnefici, distrusse l’odio nel mondo.

Voi stessi sapete che la luce di Cristo continua a splendere nelle tenebre del peccato e della morte, nelle tenebre dell’umana sofferenza e della violenza senza significato.

Dobbiamo credere nella pace - per noi e per il mondo - la pace che comincia nel nostro cuore quando rinunciamo all’odio e al male e cerchiamo di superare il male con il bene. Non dobbiamo smettere di sperare nel messaggio del Natale. Dobbiamo riconoscere che la pace è l’eredità che Cristo ha guadagnato per noi, e perciò è possibile.

So che in questo periodo il vostro pensiero e la vostra preghiera sono con i vostri cari a casa e con i giovani tra voi che di recente sono stati feriti o uccisi e con le loro famiglie. Mi unisco a voi nella preghiera per loro e per tutti coloro che soffrono oggi nel mondo.

Su ciascuno di voi invoco la pace, dono di Dio, così che come Cristo possiate superare il male con il bene. Sia la pace nei vostri cuori e nelle vostre case e in tutta l’America.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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