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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI
DELL’ASSOCIAZIONE DEI SANTI PIETRO E PAOLO IN VATICANO

Solennità dell’Epifania del Signore
Mercoledì, 6 gennaio 1988

 

Carissimi.

1. Sono veramente lieto di incontrarmi di nuovo con voi, che in modo così familiare - come si addice a persone che sono di casa presso il Papa - vi siete raccolti numerosi per darmi un segno tangibile della vostra devozione. Mi piace vedere in questa presenza la testimonianza del vostro amore a Cristo - il cui mistero natalizio è egregiamente rappresentato nel presepio, davanti al quale ci siamo pochi istanti fa raccolti in preghiera - e della continuità delle tradizioni proprie della vostra associazione.

Come ha ben ricordato il presidente, avvocato Gianluigi Marrone, il vostro sodalizio non solo intende vivere l’annuncio che il Verbo di Dio si è fatto carne, portando all’uomo la pienezza dell’amore divino, ma si impegna a rendere, in spirito di autentica fedeltà, una generosa testimonianza cristiana. Affinché questa si mantenga sempre autentica ed esemplare, vi esorto a tenere fissi i vostri occhi al Redentore: egli, fin dalla sua nascita svela pienamente la nostra condizione umana, e splende fra noi quale luce da luce, per rischiarare il cuore ed il cammino.

2. Oggi come duemila anni or sono, molte persone, frastornate dal rumore delle vicende terrene e prese nel vortice di una vita, che vogliono costruire da sole, non avvertono la venuta di Gesù; altre però, più vicine nello spirito per umiltà e povertà di cuore, sanno reagire come i Magi, i quali pur fisicamente lontani, accolsero senza riserve la gioiosa notizia della nascita del Salvatore e si affrettarono alla grotta per adorarlo e ringraziarlo. Infatti le anime buone sono sempre accanto a Gesù, in modo fermo e saldo, e con la loro esistenza diffondono la pace, che Dio è venuto a portare agli uomini.

3. Per crescere costantemente in questa vita spirituale e nel servizio, a cui vi siete impegnati aderendo a questa associazione - costituita da persone le quali desiderano rendere una specifica testimonianza di vita cristiana e di fedeltà alla Sede apostolica - siate sempre perseveranti nel corrispondere alle sollecitudini pastorali dei vostri sacerdoti, portando il vostro contributo prezioso alle molteplici attività che il sodalizio propone mediante le sue sezioni.

In tal modo, come ha posto in risalto l’ultima assemblea del Sinodo dei Vescovi, diverrete laici maturi nella Chiesa, consapevoli del compito che vi è proprio di “cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (Lumen Gentium, 31). In tal modo accoglierete in misura sempre maggiore la condiscendenza divina e ad essa risponderete con una matura esistenza cristiana che, mentre vive di Dio, sa stringere fraterni rapporti con gli uomini.

Nel rinnovarvi il mio compiacimento per le iniziative che state svolgendo, da anni, con dedizione ed intelligenza, mi è caro affidarvi a Maria, “Virgo Fidelis”, perché in questo nuovo anno, che auguro per tutti sereno e fecondo di bene, ella sia per ciascuno fonte di luce e di incoraggiamento. La Madre del Redentore interceda coerente adesione al dono dell’amore di Dio. Da parte mia, quale segno di profondo affetto, imparto a voi, ai vostri familiari ed a tutte le persone care la mia particolare benedizione apostolica.

Voglio ringraziarvi per le vostre pluriformi attività nella Chiesa di Roma, nei diversi campi dell’apostolato, così vicini ai fondatori di questa Chiesa, ai santi Pietro e Paolo, gli apostoli, le colonne della Chiesa. Sono molto grato per tutto quello che avete fatto fino ad ora e vorrei affidarvi ancora molti altri compiti, non so quali, perché come ha detto Gesù una volta la messe è sempre grande e gli operai sono pochi; allora occorre sempre più operare per la messe, anche in questa messe apostolica che è propria dei laici nella Chiesa.

Avete una grande cura, piena di amore, per le celebrazioni liturgiche e vi ringrazio per tutto questo che posso costatare nei diversi luoghi, nelle diverse Basiliche; e ciò grazie alla vostra collaborazione, al vostro spirito di servizio, ed anche, diciamo, ad un certo vostro spirito di disciplina che testimoniate dentro il tempio. Se potessi presentare a voi ancora una proposta, lo farei eventualmente a riguardo di un atto specificamente liturgico ed eucaristico quale l’annuale processione del “Corpus Domini”. Si tratta di dare a questa processione ancora più dignità, più devozione, più ordine, perché una volta eravamo molto più abituati alle processioni nelle città. Adesso questa processione è quasi un evento unico durante l’anno. Non so se domando troppo, ma lo dico col cuore aperto sapendo bene di trovare, da parte vostra, cuori sempre aperti.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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