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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE VOLONTARIE DELL’OSPEDALE PEDIATRICO «BAMBIN GESÙ»

Sabato, 23 gennaio 1988

 

Cari fratelli e sorelle.

1. Nel darvi il benvenuto, desidero esprimere a tutti - dirigenti, operatori sanitari ed appartenenti all’Associazione delle Volontarie dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” - la mia gioia per questo incontro, che mi consente di manifestare viva gratitudine per la preziosa opera che voi svolgete, nell’ambito delle rispettive competenze, in favore dei bambini ammalati.

Ringrazio particolarmente il presidente dottor Marcello Sacchetti per le parole gentili, con le quali ha voluto introdurre questa udienza speciale.

Non posso nascondervi la mia soddisfazione per la recente realizzazione di un moderno centro di Tomografia Assiale Computerizzata (Tac) con annessa sezione di Ecografia, la cui spesa è stata interamente coperta da donazioni elargite da enti e da persone private, ad iniziativa di un comitato promosso dalla signora Darida e sostenuto dalla collaborazione delle Volontarie. Si tratta di una realizzazione davvero provvida, perché consente all’ospedale di prestare un’assistenza sempre più rispondente alle crescenti esigenze di coloro i quali si affidano alle cure dell’Ospedale Pediatrico, voluto dal Papa Pio IX ed incoraggiato dai suoi successori per l’amorevole assistenza, nello spirito del Vangelo, ai piccoli sofferenti.

Nel ricordo delle mie visite compiute al “Bambino Gesù”, colgo con piacere l’occasione della inaugurazione di tale importante servizio per rinnovare l’espressione della mia riconoscenza a tutti gli appartenenti al volontariato, i quali, nonostante gli impegni familiari, sanno trovare il tempo e i mezzi per venire incontro a chi soffre. Il Signore li ricompensi del bene compiuto, ispirato da sincera e generosa solidarietà umana e cristiana.

2. Tale gesto acquista particolare valore anche per il fatto che la nuova attrezzatura è destinata alla cura dei piccoli, contribuendo perciò a far superare il dramma del dolore innocente, a studiare diagnosi appropriate, e a restituire la salute e il sorriso a coloro che, affacciatisi appena sulla scena di questo mondo, già si sentono minacciati dalle più diverse forme di malattia. Non c’è bisogno che io dica a voi, operatori sanitari, quanto sia delicata la vostra missione e quanto senso di responsabilità essa richieda, perché voi, per il fatto stesso di aver scelto di consacrare la vita alla cura dei piccoli degenti, dimostrate di avvertire nel vostro animo tutta l’urgenza di questi problemi umani, che non possono non appassionare gli spiriti nobili. Siete infatti ben consapevoli di come il bambino vada aiutato a superare i momenti critici della malattia e sostenuto nello sviluppo armonico della sua personalità, per poter un domani occupare senza complessi il posto che gli spetta nella società e nella comunità cristiana.

Questa attenzione deve essere sorretta anche dalla persuasione che - come ho detto in altra occasione - “ogni bambino è voluto da Dio Padre, è redento da Cristo, diventa tempio dello Spirito Santo nel Battesimo”, così che “tutti devono considerare un privilegio accoglierlo, custodirlo ed amarlo, come ci ha insegnato il Signore” (cf. “Allocutio ad "Federazione Italiana Scuole Materne"”, 2, die 16 ian. 1988: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IX, 1 [1988] p. 113).

3. Il servizio alla vita deve vedere impegnati con generoso entusiasmo soprattutto voi, Operatori Sanitari Cattolici, che nella vostra fede in Dio creatore, di cui l’uomo è immagine, e nel mistero del Verbo eterno venuto tra noi nella fragile carne di un bimbo, trovate una nuova e più alta ragione di dedizione alla cura amorosa e disinteressata di ogni fratello, specialmente se, come nel vostro caso, è piccolo, povero e minacciato. Mi è di conforto sapere che queste convinzioni sono radicate nel vostro animo ed ispirano la vostra attività quotidiana.

Vi incoraggio a ben proseguire sulla strada di codesto servizio quanto mai meritorio, implorando sul vostro lavoro l’aiuto della Vergine Santa, Salus Infirmorum mentre imparto a tutti la mia benedizione.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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