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VISITA PASTORALE IN EMILIA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LA CITTADINANZA

Castel San Giovanni (Piacenza) - Domenica, 5 giugno 1988

 

È con vera gioia che, dopo una pausa di preghiera nella vostra chiesa parrocchiale, mi incontro qui con voi, cari fratelli e sorelle di Castel san Giovanni e delle zone circostanti.

Ringrazio sentitamente il signor sindaco per le nobili e significative parole di omaggio, a me rivolte anche a nome della Civica Amministrazione e di tutta la cittadinanza.

Ringrazio di cuore voi tutti qui presenti, per la vostra calorosa accoglienza, esprimendovi l’augurio di ogni bene nel Signore.

Mi è gradita l’occasione che mi si offre di conoscere personalmente Castel san Giovanni, paese che ha dato i natali a sua eminenza il Cardinale Agostino Casaroli, servitore fedele e zelante della Santa Sede. Nella scenografia così suggestiva di questa bella piazza, allietata dalla vostra festosa presenza, desidero parlare a tutti voi, fratelli e sorelle, perché questo nostro felice incontro, possa costituire per voi tutti un momento di crescita spirituale, civile e sociale.

La vostra cittadina e la Val Tidone che ad essa fa capo, rappresentano una zona non priva, certo, di ricchezze naturali, ma che soffre anche di problemi di crescita, comuni oggi anche ad altre.

La sua principale ricchezza consiste senza dubbio nella laboriosità, nelle capacità e nello spirito di iniziativa dei suoi figli.

Queste doti debbono essere applicate, non a scopi di egoismo, ma piuttosto a superare in uno sforzo comune le difficoltà esistenti, per assicurare, in particolare alle giovani generazioni, un futuro più sereno e promettente.

“Tutti dipendiamo da tutti” (Sollicitudo Rei Socialis, 38). Ciò è vero in qualsiasi ambito e in qualsiasi ordine della vita umana, in particolare nell’ordine della convivenza civile e sociale.

Questa interdipendenza può essere sentita come una coazione, oppure accolta e accettata come un dovere morale. Quando la si interpreta in questo secondo modo, l’interdipendenza si trasforma in un valore: il valore della solidarietà. La solidarietà è impegno fermo e perseverante per il bene comune. Chi ha responsabilità governative, imprenditoriali, economiche, ma anche ogni uomo nella sua fatica quotidiana, deve interrogarsi e decidere alla luce di questi due criteri: la solidarietà e il bene comune. In questa prospettiva ai più deboli e ai più poveri va accordata un’attenzione prioritaria.

La solidarietà si attua nel servizio. Le nostre realizzazioni umane, tanto valgono quanto si rivelano strumenti di servizio nei confronti dei nostri simili.

Troppo spesso, anche oggi, la dignità umana è calpestata, offesa, umiliata. Un individualismo, non di rado insensibile al bisogno degli altri ed esasperato da quel consumismo che sembra caratterizzare il nostro tempo, spinge molti a concentrare nel proprio benessere l’aspirazione massima della esistenza.

Intanto, ancora troppi uomini e donne non hanno un lavoro, che dovrebbe essere una reale possibilità per tutti, dato che esso costituisce una dimensione fondamentale dell’esistenza. La disoccupazione, che oggi colpisce specialmente i giovani, è una triste realtà che impedisce a chi ne è afflitto di realizzare la propria vocazione umana.

La mia presenza in mezzo a voi, mentre intende interpretare le sollecitudini della Chiesa per tutti i problemi dell’uomo, vuole essere un richiamo, un’esortazione, un incoraggiamento.

Consapevole delle energie umane e spirituali che custodite nel vostro cuore, vi esorto ad aver stima delle vostre capacità, a non aver paura di sprigionare le risorse della vostra creatività. Nessuno di voi sia rinunciatario di fronte alla vita e ai suoi problemi. Cristo stesso opera silenziosamente nel profondo della vostra libertà per farvi produrre come dice san Paolo - frutti di “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).

È in questa prospettiva che invito voi tutti, cittadini di Castel san Giovanni e quanti sono con voi qui presenti, a vivere e a sviluppare, anche fra le difficoltà che potete incontrare, le capacità della vostra intelligenza e del vostro cuore. Su tutti voi, sulle vostre famiglie, e sul vostro impegno cristiano e civile, invoco di cuore la benedizione di Dio ringraziandovi nello stesso tempo, per questo vostro concittadino - voi sapete tutti molto bene il suo nome e cognome - che porta sulle sue spalle tante responsabilità della Chiesa cattolica, della Chiesa universale di Cristo, della Santa Sede. Vi ringrazio per il Cardinale Agostino Casaroli. Vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Grazie per questa accoglienza, per questa vostra ospitalità. Grazie a tutti.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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