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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN GRUPPO DI PELLEGRINI POLACCHI
Venerdì, 10 giugno 1988
Prima di tutto vorrei esprimere la mia gioia per il fatto che ci incontriamo
proprio oggi, nella solennità del santissimo Cuore di Gesù. Questo giorno ha
un’eloquenza particolare. Particolare in tutta la Chiesa, e particolare nella
storia della Chiesa in Polonia. La Chiesa in Polonia ha seguito sin dal
principio il messaggio del Sacro Cuore che sopraggiungeva da Paray-le-Monial, e
con la voce dell’episcopato ha appoggiato la istituzione della solennità del
Sacro Cuore. E se preghiamo così come ha fatto poc’anzi il vostro Vescovo:
“santissimo Cuore di Gesù, ti affidiamo la nostra patria, le nostre città, le
nostre parrocchie e noi stessi”, vi assicuro, cari compatrioti, che è anche la
mia preghiera: anch’io affido al santissimo Cuore di Gesù la mia patria, tutte
le parrocchie polacche, tutte le diocesi; affido tutte le famiglie e tutti i
compatrioti, quelli in Polonia e quelli che vivono fuori del Paese, emigrati.
Mi rende particolarmente lieto il fatto che questo incontro si svolga ad un
anno dalla mia visita in patria, dall’ultimo viaggio pastorale nel mio Paese, in
Polonia. Mi è stato dato di visitare varie città, vari ambienti, diocesi,
Chiese. Mi rimane impresso nella memoria soprattutto l’incontro a Stettino. Ho
considerato una cosa necessaria, una cosa molto importante, includere questa
città nell’itinerario del mio viaggio pastorale in patria. Ero lieto di poter
essere a Stettino, incontrarmi con la Chiesa e con tutta la società che vive lì:
sull’Oder e sul Baltico. Ed anche di poter essere in seguito negli altri posti
del litorale polacco, che per la prima volta ho potuto conoscere in così larga
misura. Ringrazio Dio per il dono di quel mio servizio apostolico nella terra
polacca e gli chiedo che questo servizio porti dei frutti. Le parole che
indirizziamo al Sacro Cuore nella nostra preghiera per la patria così si
esprimono in questa seconda parte: “Sacro Cuore, venga il tuo Regno”.
Venga il tuo Regno: ecco la nostra preghiera, preghiera continua, quotidiana,
parte del “Pater noster”. È stato Cristo ad insegnarci questa preghiera; ed è
Cristo che ci guida al Regno di Dio. Cristo ci ha dato il Regno di Dio come dono
e come compito.
Recitando “Sacro Cuore, venga il tuo Regno”, tutti assumiamo il compito di
partecipare alla costruzione del Regno di Dio in tutta la terra, e soprattutto
nella nostra terra natale, in diversi suoi luoghi. La costruzione del Regno di
Dio è nello stesso tempo costruzione della società umana che vive nella pienezza
della dignità dell’uomo, nella pienezza dei diritti umani, che vive
dignitosamente, vive nello spirito della civiltà dell’amore, civiltà della vita,
nello spirito delle grandi tradizioni della sua cultura. Tutto questo fa parte
della costruzione del Regno di Dio, tutto questo fa parte della preghiera al
Cuore di Gesù: “Venga il tuo Regno”. Questa parte della preghiera io elevo, cari
fratelli, con voi; lo faccio spesso, ogni giorno, e specialmente oggi, chiedendo
che venga il Regno di Dio in tutto il mondo, tra tutti i popoli e nazioni di
questa terra, e in modo particolare nella mia terra natale.
© Copyright 1988 - Libreria
Editrice Vaticana
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