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VISITA PASTORALE A MESSINA E A REGGIO CALABRIA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I SACERDOTI, LE RELIGIOSE E
I MEMBRI DEL SINODO DIOCESANO

Santuario della Madonna di Tindari (Messina) - Domenica, 12 giugno 1988

 

Cari fratelli e sorelle!

1. La comunione di fede e di amore, che lega questa Chiesa particolare di Patti alla Chiesa di Roma, ci porta oggi a vivere un momento di intima fraternità sotto lo sguardo della Madonna di Tindari, madre nostra e fiducia nostra.

Oggi qui la Chiesa si rende visibile: e in questo Santuario, mediante il mio ministero, è lo stesso Pietro che, in un certo senso, si fa a voi vicino con il suo carisma di pastore e maestro universale.

Saluto il vostro Vescovo, monsignor Carmelo Ferraro, saluto il Cardinale Arcivescovo di Palermo, legato al Congresso eucaristico, come anche tutti gli altri Vescovi presenti. Saluto i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i laici, in particolare i membri del Sinodo diocesano, che state celebrando. È bello vedere sacerdoti, religiosi e laici insieme, in comunione con il Vescovo, per l’attuazione del Regno di Dio, sotto la guida di Maria.

2. So che il vostro Sinodo nasce dall’esigenza di ripensare tutta la pastorale della diocesi, orientandola unitariamente verso una meta comune: la restaurazione e la santificazione della famiglia.

Nella famiglia voi avete ravvisato il centro unificatore della vita pastorale. In essa troverete raccolti, nelle varie età e condizioni di vita, tutti i soggetti che compongono il Popolo di Dio.

Desidero incoraggiare questa scelta, esortandovi a fare ogni sforzo perché la pastorale della famiglia di affermi e si sviluppi. Dedicatevi ad essa come ad un settore veramente prioritario della vita ecclesiale, nella certezza che l’evangelizzazione, in futuro dipenderà in gran parte dalla vitalità cristiana della “Chiesa domestica”. “È questo il compito sacerdotale che la famiglia cristiana può e deve esercitare in intima unione con tutta la Chiesa, attraverso le realtà quotidiane della vita coniugale e familiare: in tal modo la famiglia è chiamata a santificarsi ed a santificare la comunità ecclesiale e il mondo” (Familiaris Consortio, 55).

So che nel vostro ambiente la famiglia rimane un valore tenuto in alta considerazione da tutti, anche se essa non ha mancato di subire le scosse tipiche dei cambiamenti sociali della nostra epoca. I contraccolpi dell’emigrazione, della secolarizzazione, delle mutate condizioni di vita sono stati più cospicui e pericolosi specialmente là dove la parola di Dio, anima della catechesi, non è stata bene accolta nel buon terreno delle coscienze.

3. Il cammino sinodale si rivela perciò un momento tanto prezioso quanto necessario di formazione personale e di rilancio dell’attività pastorale. L’azione dello Spirito Santo, che voi costantemente invocate, potrà creare le personalità nuove, l’“uomo nuovo” e le strutture nuove che saranno necessarie per affrontare con successo le sfide degli anni futuri. Egli vi illumini per ribadire con sempre maggiore chiarezza e impegno i principi della fede nel sacramento coniugale e la coscienza morale che ravvisa nell’amore, consacrato nel rito liturgico, il simbolo reale dell’unione di Cristo con la Chiesa, tenendo lontano il vostro popolo da unioni che rifiutano, per motivi ideologici o pratici, l’impegnativa stabilità e santità del sacramento cristiano.

Si tratta dell’avvenire dei vostri figli! Dell’avvenire della Sicilia! Occorre illuminare le coscienze, favorendo l’intima consapevolezza della fede e l’unione con Cristo, mediante una proposta incisiva delle mete aperte alla spiritualità coniugale. Io dico a tutti voi: “Famiglia, diventa ciò che sei! Scopri in te stessa l’appello insopprimibile, che definisce ad un tempo la tua dignità, la tua responsabilità, la sua santità!” (Familiaris Consortio, 17).

4. Con questo invito e con questo augurio, sicuro che il cammino sinodale non mancherà di approdare a concrete prospettive pastorale ed all’elaborazione di un organico piano operativo diocesano, invoco sul vostro pastore, sui suoi collaboratori e su tutti voi abbondanti grazie e il dono della sapienza dello Spirito, mentre affido a Maria tutte le famiglie di questa diocesi!

A te, o Maria, Madonna del Tindari, affido questa Chiesa, che ti riconosce e ti invoca come Madre. Tu, che ci precedi nella peregrinazione della fede, conforta questo popolo, a te devoto, nelle difficoltà e nelle prove, affinché possa divenire per questa società un segno della costante presenza di Cristo nel mondo.

A te, Madre degli uomini, affido la Chiesa di Patti, con i suoi generosi impegni, le sue cristiane aspirazioni, i suoi timori, le sue speranze. Non lasciarle mancare la luce della vera sapienza. Guidala nella ricerca della libertà, della giustizia per tutti, della santità. Fa’ che le nuove generazioni di questa meravigliosa isola incontrino Cristo, via, verità e vita. Sostieni, o Vergine Maria, il cammino della fede di questo tuo popolo ed ottieni per tutti la grazia della salvezza eterna.

O clemente, o pia, o dolce Madre di Dio e madre nostra, Maria.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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