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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AGLI ALLIEVI VIGILI VOLONTARI AUSILIARI DELLA SCUOLA ANTINCENDI
DI ROMA-CAPANNELLE
Cortile di San Damaso - Venerdì, 17
giugno 1988
1. Vi saluto tutti cordialmente, carissimi giovani allievi vigili volontari
ausiliari della Scuola Centrale Antincendi di Roma-Capannelle.
Saluto, con voi, gli ufficiali, i superiori e gli istruttori, il cappellano
capo, monsignor Gino Di Ciocco, e i vostri familiari.
Ringrazio tutti per questa visita, che mi consente di riflettere insieme con
voi sulla futura missione che vi attende nella società.
Voi già conoscete quale impegnativo programma vi attende, e come esso sia
improntato all’ideale dell’aiuto al prossimo, talora anche in condizioni di
rischio, per proteggere le persone in pericolo, e i beni pubblici e privati da
tutte quelle minacce che possono scaturire tanto dalla violenza del fuoco,
quanto da altre calamità.
La storia della vostra organizzazione è piena di valorose testimonianze:
desidero esprimere il mio compiacimento sia per il costante servizio che essa
rende al Paese, sia per l’aggiornamento che la distingue.
2. Durante il corso che state concludendo certamente avrete curato la
preparazione tecnica e avrete sviluppato le qualità necessarie per essere vigili
esperti e pronti. A voi infatti si richiede che siate uomini coraggiosi, capaci
di esercizi fisici ardui e talvolta anche rischiosi. Vi si domanda di avere
sempre presenza di spirito, prontezza di riflessi e di azione, tempestività di
decisione, chiara cognizione dei fenomeni sui quali dovrete intervenire, anche
in circostanze di particolare complessità.
Nel compiere il vostro tirocinio avrete anche compreso ed apprezzato, quasi
scoprendola giorno dopo giorno, in tanti esempi offerti alla vostra
considerazione, quale sia la radice umana e spirituale che sostiene il servizio.
Essa nasce dalla formazione della vostra coscienza ai valori della fraternità
sociale. Scaturisce dalla maturazione del sentimento dell’amore cristiano.
Cristo ha insegnato ad amare il prossimo fino al sacrificio della propria vita.
3. Fate di questo amore, di questa solidarietà cristiana il vanto e la regola
del vostro comportamento, qualunque sia il luogo in cui presterete in seguito la
vostra opera. La professione del vigile del fuoco si tradurrà, così, in una
costante testimonianza di vita e si arricchirà nel desiderio di promuovere senza
sosta il bene di tutti, tanto a livello individuale che sociale. Il sentimento
della solidarietà possa infondere nel vostro animo fiducia, sicurezza, conforto
anche nelle situazioni più difficili e nelle circostanze più imprevedibili.
Vi esorto, altresì, a non dimenticarvi della preghiera, anzi a farne un punto
qualificante della vostra vita. Camminate alla divina presenza, e guardate al
Cristo, il buon samaritano che soffre e che invoca aiuto.
Vi assista la Vergine, Madre del Redentore e aiuto dei cristiani.
Con tali auspici imparto volentieri a tutti voi la benedizione apostolica,
che volentieri estendo alle vostre famiglie ed alle persone care.
© Copyright 1988 - Libreria
Editrice Vaticana
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