|
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN GRUPPO DI PELLEGRINI VIETNAMITI
Domenica, 19 giugno 1988
Cari fratelli e sorelle vietnamiti.
Al termine di questa giornata così significativa per i cristiani del Vietnam,
è con gioia ed emozione che mi ritrovo con voi. Sì, con voi provo una fervente
ammirazione per i martiri che ho avuto il privilegio di inscrivere nel numero
dei santi della Chiesa universale: questi vescovi, questi preti, questi laici
che hanno testimoniato la Chiesa nel vostro Paese natale in una unione perfetta
al sacrificio redentore di Cristo. Con voi ammiro la generosità nella fede di
innumerevoli testimoni che hanno dato credibilità alla parola del Vangelo con il
dono della loro vita.
Nonostante il peso delle sofferenze patite, oso parlare di gioia e di azione
di grazia, poiché dobbiamo ringraziare il Signore per il luminoso riflesso della
sua presenza nella figura dei santi, per la grandezza del dono della fede
ricevuto e nobilmente accolto da tanti uomini e donne di cui voi siete gli
eredi.
Ammiriamo la folla immensa di coloro che “hanno lavato i loro vestiti e li
hanno purificati con il sangue dell’Agnello” (Ap 7, 14).
Ammiriamo chi si è lasciato afferrare dall’amore di Cristo, nell’adesione
totale alla sua Parola: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli
altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la
vita per i propri amici” (Gv 15, 12-13). Hanno saputo unire l’amore del
Creatore e del salvatore all’amore dei loro padri e dei loro fratelli, del loro
popolo e della loro terra.
2. Per voi, cristiani vietnamiti che vivete in tutti i continenti, i santi
martiri sono oggi più che degli esempi. Dimorano nell’amore di Cristo e sono in
comunione con tutte le membra di Cristo. Essi intercedono affinché, dalle radici
che ancora oggi vivono, fioriscano dei rami vigorosi. Sono vicini a voi
nell’unità dello Spirito. Vi domandano di restare fedeli.
Voi potete contare sull’aiuto dei vostri santi predecessori per sviluppare la
vita cristiana di cui essi hanno dato degli esempi così puri e generosi. Dal
canto vostro siate delle pietre vive nell’edificio della Chiesa. Approfondite la
vostra unione personale con Cristo nella preghiera. Vivete intensamente
l’Eucaristia. Ricorrete alla mediazione materna di Maria come coloro che, ai
tempi della persecuzione, attingevano l’energia della loro perseveranza alla
preghiera del Rosario. Approfondite il messaggio del Vangelo per saper rendere
conto della vostra fede. Scoprite senza sosta la bellezza del dono che Dio fa
nel sacramento della Riconciliazione. Sappiate perdonare come i martiri ci hanno
insegnato.
Fate sbocciare in voi la grazia del Battesimo. Aiutate i vostri bimbi a
vivere pienamente la condizione di figli di Dio. Quando si fa sentire la
chiamata a dare di più, non desistete, costruite famiglie generose nel dare la
vita, o accettate il grande servizio del sacerdozio o della vita consacrata.
So che per molti di voi l’esperienza dell’esilio e della separazione hanno
rafforzato una vera solidarietà fraterna. In questo voi imitate l’inesauribile
carità dei santi che noi oggi onoriamo; si sono dedicati senza limiti al
servizio della comunità intera, visitavano i prigionieri, soccorrevano i poveri,
accoglievano gli orfani. Molti tra di loro si sono dedicati all’educazione dei
giovani. Molti hanno contribuito decisamente allo studio della dottrina della
fede e hanno fatto sì che potesse essere accessibile nel contesto della vostra
ricca cultura. Tutti questi compiti sono vostri, oggi; nel perseguirli in
spirito di fede e d’amore voi edificate la Chiesa e rispondete alla vostra
vocazione cristiana.
3. Cari amici, vorrei chiedervi ancora di essere, come i gloriosi testimoni
che oggi veneriamo, annunciatori instancabili del Vangelo. I vostri fratelli
aspettano, spesso nelle difficoltà della loro condizione di emigrati, di
ascoltare il messaggio salvifico di Cristo. Egli vi sollecita ad essere gli
evangelizzatori del Vietnam della diaspora. Non dubito che voi lo desideriate e
vi incoraggio a sviluppare ancora di più, laddove vivete, la vitalità della
comunità ecclesiale.
E non solo i vostri compatrioti contano sulla vostra testimonianza di fede.
Nei Paesi che vi accolgono voi condividete l’esistenza di società che si sono
spesso allontanate dalle loro radici cristiane, voi vi imbattete in molti uomini
e donne che ignorano la buona novella. Le vostre zelanti comunità, forgiate
nella prova, hanno ora il compito di diffondere la luce che loro è stata donata.
È un’eredità che avete ricevuto, spesso attraverso i figli delle nazioni dove
attualmente risiedete; fate la vostra parte nell’indispensabile apostolato dei
nostri tempi; unitevi alle parrocchie o ai movimenti della Chiesa a voi vicini,
Così voi manifesterete la vostra riconoscenza per i doni che avete ricevuto.
4. Cristiani generosi, testimoni attivi gli uni nei confronti degli altri,
voi conservate in fondo al cuore, io lo so, una grande fedeltà nei confronti del
vostro Paese, il Vietnam, dei vostri genitori e fratelli da cui siete stati
separati. Ho detto questa mattina quanto io stesso mi senta vicino nell’affetto
alla Chiesa del Vietnam e alla vostra nazione. Ci tengo a ribadirlo con calore
durante questo incontro.
Le distanze non scalfiscono la comunione ecclesiale. Moltissimi tra di voi
hanno ricevuto il battesimo, si sono sposati, siete entrati nella vita
religiosa, avete iniziato il sacerdozio nelle parrocchie, nelle comunità e nelle
diocesi del vostro Paese. Siate fedeli a queste profonde radici. Siate vicini
nel profondo ai pastori e ai fedeli che nel vostro Paese sono oggi la Chiesa di
Cristo. I più giovani tra di voi manterranno - ne sono sicuro -, un
atteggiamento rispettoso verso chi, nel vostro Paese, vive la stessa esperienza
di fede e mantiene viva la venerabile tradizione che questo buon popolo saprà
non disperdere.
5. Cari figli e figlie del Vietnam, san Domenico Xuyen, sacerdote e religioso
dell’ordine domenicano, non rinunciò mai di invocare l’aiuto della Madre del
Salvatore pregandola con il rosario. Si sa anche che, nella prova, ripeteva
instancabilmente: “L’uomo saggio, ricco di fede e di speranza, non teme la
spada”. Oggi trovate presso di lui e presso gli altri martiri la stessa
ricchezza di fede e la stessa forza per la speranza. La bella fraternità che qui
formate è già un segno felice e confortante.
Affinché la speranza sostenga tutti gli eredi dei santi martiri, noi li
invochiamo con ardore. Che vi accompagnino lungo le strade che percorrete e vi
sostengano nella fede. Che la Vergine Maria vegli sui figli e le figlie del
Vietnam. Che Dio misericordioso vi conservi uniti nel suo amore. Che egli vi
colmi di benedizioni.
© Copyright 1988 - Libreria
Editrice Vaticana
|