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CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI 24 NUOVI CARDINALI
NEL PALAZZO APOSTOLICO VATICANO

ALLOCUZIONE DI GIOVANNI PAOLO II

Martedì, 28 giugno 1988

 

Venerabili ed amati fratelli
Cardinali della santa romana Chiesa.

Tre anni sono rapidamente trascorsi da quando noi radunati in un simile Concistoro segreto trattammo la nomina e pubblica creazione di padri Cardinali della Chiesa. Così anche oggi, sotto la protezione e l’auspicio della santissima Madre di Gesù, Maria, di cui la Chiesa felicemente e con evidenti benefici spirituali celebra in tutto il mondo l’anno mariano, conveniamo per trattare la stessa cosa, in questo tempo non facile né certamente tranquillo per la comunità ecclesiale.

Mentre pensiamo con gioia a quei confratelli nostri che fra poco entreranno nel collegio cardinalizio, non possiamo allo stesso tempo non metterci davanti agli occhi i sommi apostoli Pietro e Paolo, di cui tutti domani celebreremo in comune la solennità, e non chiedere loro con preghiere e non ricevere volentieri un forte stimolo per testimoniare e confermare la nostra fedeltà al Vangelo di Cristo, alla romana Cattedra di Pietro, al solido Magistero della Chiesa universale.

Quelli che saranno fra poco creati Cardinali si uniranno con nuovi e più stretti legami non solo al successore di Pietro, ma anche a tutta la comunità dei fedeli di tutto il mondo. Infatti insieme con il romano Pontefice sarà loro compito, con la propria autorità, ponderare ed investigare i problemi, gli affari e i metodi che toccano il governo di tutta la Chiesa. In questo compito gli apostoli Pietro e Paolo forniranno loro esempi efficacissimi; essi hanno seguito Cristo che li chiamava, non se stessi, e alla fine hanno accettato e celebrato non senza una certa difficoltà umana il primo Concilio della Chiesa, cioè quello di Gerusalemme; essi hanno impegnato tutta la loro vita fino allo spargimento di sangue nell’opera estremamente importante di insegnare, santificare e governare i credenti ed i seguaci di Cristo, fino alla piena consolazione della fede ed al porto della salute entro certi e chiari confini della Chiesa e della comunità cattolica.

Parimenti gli stessi Cardinali imiteranno gli apostoli Pietro e Paolo; alcuni di essi, restando a Roma, da qui serviranno tutti i fedeli cattolici sparsi tra le genti; altri, ognuno tra il proprio gregge, come ordinari avranno cura delle Chiese particolari secondo la volontà di Cristo ed in coscienzioso rispetto verso i principi degli apostoli. Certuni ritorneranno, ferventi di nuovo entusiasmo per la fede e con un nuovo proposito di fedeltà, in città e sedi già famose per nome ed antichità; altri porteranno con sé, ora per la prima volta, alle loro comunità la dignità del nome cardinalizio. Ma tutti, uniti al pastore romano e concordi tra loro e gli altri Vescovi, si sforzeranno e continueranno a predicare il Vangelo “opportune et importune” anche per la gloria e la prosperità della Chiesa stessa.

In questo evento solenne della Chiesa, lieti della vostra presenza, venerati fratelli radunati qui in Concistoro, ci piace apporre il nostro nome in modo solenne alla costituzione apostolica dal titolo Pastor Bonus, con la quale abbiamo voluto che la Curia romana - cioè lo strumento indispensabile del nostro ministero apostolico - risponda sempre più, sia consona alla visione stessa ecclesiologica del Concilio Vaticano II e raggiunga allo stesso tempo più sicuramente i suoi fini pastorali. A questa riforma il senso collegiale ed il saggio consiglio dei padri Cardinali hanno dato un apporto notevole; essi non soltanto collegialmente in tre Concistori generali ma anche individualmente hanno dato il loro contributo importante a questo scopo; né è mancato l’aiuto dei Vescovi, i quali sono stati consultati attraverso i presidenti delle loro conferenze in questa materia, avvalendosi nel frattempo dell’aiuto di altri esperti. Così infatti portiamo a compimento quella innovazione delle leggi della Chiesa, la quale è stata introdotta dalla pubblicazione del nuovo Codice di Diritto Canonico e che ha come scopo di essere anche realizzata nella riforma del Codice di Diritto Canonico Orientale. Insieme con voi pertanto ringraziamo Dio e la beatissima Vergine Maria, come anche i santi apostoli Pietro e Paolo, per questi eventi di oggi che arrecano tanta gioia nella vita di tutta la Chiesa.

Ci affligge tuttavia moltissimo la notizia, già da voi tutti risaputa, che uno dei nostri fratelli nell’episcopato, dopo parecchi anni ormai, durante i quali aveva negato alla Santa Sede la dovuta obbedienza e, colpito dalla pena della sospensione, sembrava sul punto di chiedere un accordo, procederà presto ad ordinazioni di Vescovi senza il mandato apostolico, e romperà così l’unità della Chiesa inducendo non pochi suoi seguaci ad una pericolosa situazione di scisma. Poiché ora sembra che né la volontà né il proposito di questo nostro fratello possano più essere revocati, altro non possiamo fare che invocare la bontà del nostro Salvatore, perché illumini coloro che, mentre affermano di dover difendere la vera dottrina della fede contro le sue deformazioni, abbandonano la comunione con il successore di Pietro e sono pronti a separarsi dall’unità del gregge di Cristo, affidato all’apostolo Pietro. Noi li preghiamo e li esortiamo con tutto il cuore a rimanere nella casa del Padre e a comprendere che ogni verità di fede e ogni retto modo di vivere trova il suo posto nella Chiesa, e che nulla si sostenga in essa, che sia contrario alla fede.

Ci sono molte dimore anche in questa terrena casa di Dio, che è la Chiesa di Cristo in questo mondo. Speriamo ardentemente che, nel corso di quest’anno mariano, per le preghiere della stessa beatissima Vergine, Dio onnipotente, la cui bontà non conosce limiti, ci mostri le vie con le quali si possano evitare mali maggiori e ritrovare una nuova unità.

Ma, premesso tutto questo per dovere, ci è ormai gradito, senza indugiare, fare i nomi di quei singoli ministri e fedeli pastori, che ci è parso giusto ascrivere nell’albo dei Cardinali, in segno di onore.

Purtroppo, come tutti voi già avete saputo con grande tristezza, il Signore Dio, per un misterioso disegno della sua Provvidenza, nel frattempo ha richiamato a sé Hans Urs von Balthasar, uomo insigne e stimatissimo teologo, che molto volentieri oggi avremmo veduto annoverato tra i Cardinali e colmato delle nostre congratulazioni e segni di stima. A noi strappato da una morte improvvisa, raccomandiamolo dunque alla bontà del misericordioso Redentore, perché in cambio dei suoi meriti terreni, del suo lungo curricolo di studi sacri e di insegnamento, in cambio di questa stessa dignità cardinalizia da lui perduta, gli conceda i premi del cielo, migliori, più ricchi e più certi.

Ora tuttavia ho il grandissimo piacere di pronunciare i nomi dei Cardinali:

Eduardo Martinez Somalo, Arcivescovo titolare di Tagora, sostituto della Segreteria di Stato.
Achille Silvestrini, Arcivescovo titolare di Novaliciana, segretario del Consiglio per gli AA. PP. della Chiesa.
Angelo Felici, Arcivescovo titolare di Cesariana, nunzio apostolico in Francia.
Paul Gregoire, Arcivescovo di Montreal.
Anthony Padiyara, Arcivescovo di Ernakulam dei Siro Malabaresi.
José Freire Falcào, Arcivescovo di Brasilia.
Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli.
Alexandre José Maria dos Santos, Arcivescovo di Maputo.
Giovanni Canestri, Arcivescovo di Genova-Bobbio.
Antonio Maria Javierre Ortas, Arcivescovo titolare di Meta, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica.
Simon Ignatius Pimenta, Arcivescovo di Bombay.
Mario Revollo Bravo, Arcivescovo di Bogotà.
Edward Bede Clancy, Arcivescovo di Sydney.
Lucas Moreira Neves, Arcivescovo di Sào Salvador da Bahia.
James Aloysius Hickey, Arcivescovo di Washington.
Edmund Casimir Szoka, Arcivescovo di Detroit.
László Paskai, Arcivescovo di Esztergon.
Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo di Garoua.
Hans Hermann Groër, Arcivescovo di Wien.
Jacques Martin Arcivescovo titolare di Neapoli di Palestina, prefetto emerito della Casa Pontificia.
Franz Hengsbach, Vescovo di Essen.
Vincentas Sladkevicius, Vescovo titolare di Abora, amministratore apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” di Kaisiadoys.
Jean Margeot, Vescovo di Port-Louis (Mauritius).
John Baptist Wu Cheng-Chung, Vescovo di Hong-Kong.

Inoltre con l’autorità di Dio onnipotente e dei santi apostoli Pietro e Paolo e nostra creiamo e dichiariamo solennemente Cardinali di santa romana Chiesa tutti quelli di cui abbiamo pronunciato i nomi. Di essi inoltre apparterranno all’Ordine dei Cardinali Diaconi:

Eduardo Martinez Somalo;
Achille Silvestrini;
Angelo Felici;
Antonio Maria Javierre Ortas;
Giacomo Martin.

Vogliamo invece che i restanti appartengano all’Ordine dei Presbiteri, con le dispense, deroghe e clausole necessarie ed opportune. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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