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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DEL CAPITOLO GENERALE DEI FRATELLI
DELL
ISTRUZIONE CRISTIANA DI PLOËRMEL

Venerdì, 25 marzo 1988

 

Caro fratello superiore generale,
Cari fratelli delegati del Capitolo generale.

1. Nell’accogliervi ho la lieta impressione di contemplare più di centosessanta anni di storia dell’istruzione e della evangelizzazione dei bambini e degli adolescenti. Una volta di più, la Chiesa ringrazia vivamente i fratelli di Ploërmel. Nel mistero dell’al di là, i vostri beneamati fondatori, gli abati Jean-Marie de La Mennaie e Gabriel Deshayes, gioiscono della vitalità del loro istituto. Certo, sono al corrente delle vostre preoccupazioni per le vocazioni. So anche che l’Africa è per voi fonte di speranza: i rami dell’istituto trapiantati da poco in Uganda, in Rwanda, in Zaire hanno già portato buoni frutti. Felice di ricevervi tutti, vorrei salutare in particolare il caro fratello Bernard Gaudeul, appena eletto Superiore generale, rinnovando la vostra fiducia. Gli assicuro la mia fervente preghiera per lo svolgimento fruttuoso del suo ministero di servizio e di autorità. Caro fratello Bernard, conosco il suo paese di origine, Cancale, nella baia di Mont-Saint-Michel; so che lei può contare sull’intercessione della sua ammirevole concittadina, la beata Jeanne Jugan, che veglierà su di lei.

2. Nel corso di questo Capitolo generale, ormai compiuto, vi siete occupati con molta attenzione della vostra Regola, esaminata in precedenza e approvata nel 1983 dalla Congregazione per i religiosi. È vero che i testi bene esprimono il vostro proprio carisma, tuttavia c’è sempre modo di approfondire il senso spirituale, al fine di rinnovare giorno dopo giorno la vostra maniera di viverlo.

Questo dono particolare, ricevuto dai fondatori, è la ricerca ardente e l’incontro profondo con il Signore Gesù, contemplato, pregato, amato senza misura. Così, e soltanto così, i fratelli scopriranno la via da Cristo indicata e sulla quale chiama tutte le vostre comunità e lo stesso istituto a seguirlo.

3. Questa forma di santificazione, personale e comunitaria, sempre meglio vissuta, vi rende capaci di dare una fulgida testimonianza che sia di richiamo a quanti vi vedono vivere da uomini di preghiera e di vita interiore. Nell’umiltà e nell’entusiasmo, condividete l’amore di Gesù Cristo, la ricchezza di fede, di speranza e di carità teologali concretamente vissute con tutti i giovani affidati alle vostre cure, con i loro genitori, con i laici che hanno deciso in coscienza di collaborare al progetto educativo delle vostre scuole e dei vostri collegi. Voi contribuite così alla vitalità e alla santificazione del Popolo di Dio, secondo la forma originale ispirata dallo Spirito Santo ai vostri fondatori. Il Signore ci ha misteriosamente chiamati per la più bella delle opere: preparare i giovani ad affrontare il loro avvenire e le molteplici necessità della società in riferimento costante con il messaggio evangelico, che è sempre attuale, inesauribile e vivificante.

4. Testimoni del Regno di Dio grazie alla vostra consacrazione religiosa, voi vivete questa donazione radicale nel vostro compito di insegnanti ed educatori. Il vostro istituto è stato suscitato nella Chiesa per questa missione di primaria importanza: far conoscere Cristo e la buona novella per mezzo della scuola. Il nostro tempo, caratterizzato da importanti trasformazioni socio-culturali, richiede con urgenza una evangelizzazione dell’intelligenza a ogni grado del sapere. Per questo, senza lasciarvi sfiorare dal minimo dubbio, dovete restare rigorosamente fedeli al vostro carisma, come anche a quel prudente e audace senso di adattamento alle condizioni di vita e alle culture in cui si esercita il vostro apostolato. La Chiesa si aspetta da voi che siate fermamente fedeli alla vostra missione educativa, nei Paesi di vecchia civiltà cristiana come anche nelle regioni in cui il cristianesimo ha una storia molta più recente.

5. In più di centocinquant’anni, i fratelli di Ploërmel hanno affrontato con coraggio esemplare i problemi dell’apostolato missionario in situazioni molto difficili. Oggi, la Chiesa vi chiama a raccogliere le stesse sfide in contesti diversi. Penso al materialismo pratico, riduttivo e invadente. Penso alle situazioni socio-politiche di oppressione. Cari fratelli, con il potente aiuto del Signore, e grazie a una formazione teologica, spirituale, intellettuale e tecnologica di alto livello, sarete in grado di rispondere ai profondi bisogni dei giovani, a quanto essi attendono da voi, talvolta inconsapevolmente, nella catechesi e nella vita spirituale, come anche nel campo della cultura umana in tutte le sue forme.

6. Infine, la vostra alta missione di educazione e di santificazione deve realizzarsi in un forte spirito di perfetta comunione tra voi e con tutto il Popolo di Dio. Conosco l’indefettibile fedeltà del vostro istituto alla Sede di Pietro e al magistero dei Papi. È una precisa eredità dei vostri fondatori. Vi incoraggio vivamente e con fiducia a sviluppare ancora la vostra reale collaborazione con le conferenze episcopali e i Pastori delle diocesi o delle parrocchie che vi hanno chiamato, con i laici cristiani, giovani e adulti. Questo “sensus Ecclesiae” sarà sempre la vostra grande forza e il segno indiscutibile del vostro impegno ecclesiale per gli uomini del nostro tempo.

Al termine di questo incontro, invoco sovrabbondanti benedizioni divine su tutta la Congregazione, sui responsabili, sui fratelli anziani o malati, su quanti seguono le vocazioni, su tutti i laici che collaborano alla vostra splendida opera, su tutti i giovani e le loro famiglie. Affido tutti alla materna protezione della Madre di Cristo Redentore.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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