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VISITA PASTORALE A CIVITA CASTELLANA

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
DAVANTI AL SANTUARIO DI SANTA MARIA «AD RUPES»

Castel Sant’Elia - Festa di San Giuseppe Artigiano
Domenica, 1° maggio 1988

 

Illustri Signori
Cari Fratelli e Sorelle.

1. Con animo lieto rivolgo nella gioia del Cristo risorto il mio saluto a tutti voi, che mi accogliete all’inizio di questo pellegrinaggio al secolare Santuario della Madonna “ad Rupes”.

Saluto monsignor Marcello Rosina attento pastore della diocesi di Civita Castellana. Con lui porgo il mio cordiale saluto a voi sacerdoti e religiosi e, in particolare, a voi Padri della Congregazione di san Michele Arcangelo. Miei cari connazionali, apprezzo molto il fatto che da alcuni anni abbiate assunto, con zelo e generosità, la cura pastorale di questa Pontificia Basilica Minore. In tal modo consentite ai fedeli, che cercano il conforto della Vergine, di accedere ad un suo tempio, dove, oltre alla protezione ed al soccorso della Madre celeste, possono ricevere in dono la grazia dei sacramenti e prudenti consigli di vita spirituale.

Un saluto rispettoso rivolgo, poi, alle autorità civili e militari, mentre vivamente ringrazio lei, signor sindaco di Castel Sant’Elia, per le cortesi parole che mi ha rivolto.

Con la mia venuta in questa splendida Valle Suppentonia, intendo offrire anche all’intera popolazione, che si distingue per operosità e senso civico, un segno di stima profonda.

A questo attestato di considerazione unisco l’auspicio che la collaborazione per il bene comune cresca sempre più tra di voi, abitanti di una terra nobile per storia antica e ricca di moderna laboriosità, e l’invito a guardare ai principi evangelici come universale fonte di luce e di forza.

2. Rivolgo, infine, a voi, cari fratelli e sorelle della diocesi di Civita Castellana, il saluto più affettuoso, mentre vi esorto a far vostro l’amore che la Madonna ebbe per il Signore, per la Chiesa e per l’umanità. In questo modo il servizio alla vita personale e comunitaria, in cui il cristiano deve distinguersi, darà sempre il primato alla carità, la quale conferisce pienezza di senso e di valore ad ogni altra virtù.

Miei cari, come suggerisce l’immagine della Madonna “ad Rupes”, la quale contempla in atteggiamento orante il Bambino Gesù che sta sulle sue ginocchia, vi invito ad essere, come lei, perseveranti nella preghiera, per chiedere a Dio che realizzi in voi il vostro essere di cristiani e faccia giungere a compimento il provvido disegno, per il quale vi ha creati e chiamati.

Sono prospettive grandi, come grande è l’affetto di pastore che vi porto e che mi spinge a proporvele, per ravvivare la vostra fede ed aprire il vostro cuore a propositi generosi.

Accogliete i suggerimenti che lo Spirito del Cristo risorto fa echeggiare nei vostri animi ed impegnatevi ad attuarli con un comportamento delicato e sollecito.

Se in atteggiamento di preghiera vi porrete come Maria santissima alla sequela di Gesù, egli, il vivente, vi condurrà lungo la via della perfezione cristiana, che non di rado è “via crucis”, via segnata dalla croce, ma al cui termine splende la luce radiosa della risurrezione.

Su questo cammino, dietro i passi del Cristo, vi accompagni sempre la Vergine Madre e vi sostenga la mia benedizione apostolica, che di vero cuore imparto a ciascuno e ciascuna di voi.


Nella grotta dell’apparizione il Papa, in ginocchio,
rivolge alla Madonna “ad Rupes”, la seguente preghiera per l’Anno Mariano
.
 

 

Madre del Redentore,
in quest’anno a te dedicato
esultanti ti proclamiamo beata.
Dio Padre ti ha scelta prima della creazione del mondo
per attuare il suo provvidenziale disegno di salvezza.
Tu hai creduto al suo amore
e obbedito alla sua parola.
Il Figlio di Dio ti ha voluta sua Madre,
quando si fece uomo per salvare l’uomo.
Tu l’hai accolto con pronta obbedienza
e cuore indiviso.
Lo Spirito Santo ti ha amata
come sua mistica sposa
e ti ha colmata di doni singolari,
tu ti sei lasciata docilmente plasmare
dalla sua azione nascosta e potente.
Alla vigilia del terzo millennio cristiano,
a te affidiamo la Chiesa,
che ti riconosce e ti invoca come Madre.
Tu,
che sulla terra l’hai preceduta
nella peregrinazione della fede,
confortala nelle difficoltà e nelle prove,
e fa’ che nel mondo sia sempre più efficacemente segno
e strumento dell’intima unione con Dio
e dell’unità di tutto il genere umano.
A te, Madre dei cristiani,
affidiamo in modo speciale i popoli che celebrano,
nel corso di quest’anno mariano,
il sesto centenario
o il millennio della loro adesione al Vangelo.
La loro lunga storia è segnata profondamente
dalla devozione verso di te.
Volgi ad essi il tuo sguardo amorevole;
da’ forza a quanti soffrono per la fede.
A te, Madre degli uomini e delle nazioni,
fiduciosi affidiamo l’umanità intera con i suoi timori
e le sue speranze.
Non lasciarle mancare la luce della vera sapienza.
Guidala nella ricerca della libertà
e della giustizia per tutti.
Indirizza i suoi passi sulla via della pace.
Fa’ che tutti incontrino Cristo, via, verità e vita.
Sostieni, o Vergine Maria, il nostro cammino di fede
e ottienici la grazia della salvezza eterna.
O clemente, o pia, o dolce Madre di Dio e madre nostra,
Maria!

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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