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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI CARABINIERI ITALIANI

Giovedì, 5 maggio 1988

 

Carissimi Carabinieri in servizio e in congedo,
cari fratelli e sorelle!

1. Desidero esprimervi anzitutto la mia gioia per questo incontro, che si svolge in occasione del raduno nazionale dell’associazione della vostra Arma, ed esprimo a tutti la mia stima per l’opera che avete e state tuttora compiendo a favore dell’ordine pubblico e del civile progresso della nazione.

Saluto l’Ordinario militare, monsignor Gaetano Bonicelli, il generale comandante Roberto Jucci, i cappellani, i signori ufficiali e sottufficiali in servizio e in congedo, i membri della presidenza dell’Associazione nazionale Carabinieri e tutti i soci provenienti dal servizio permanente, continuativo e di complemento, con i loro familiari ed amici.

2. Voi siete uomini d’ordine, educati ad una severa disciplina: è infatti ben noto l’intimo ed austero sentimento del dovere che vi caratterizza. Sia che abbiate indossato la divisa per tutta la vita, o soltanto per il periodo di servizio militare di leva, siete tutti accomunati da uno spirito che va ben oltre il tempo passato nelle file dell’Arma e che si sintetizza nel vostro motto: “Nei secoli fedele”.

Fedeli a che cosa? Fedeli anzitutto alla Legge divina scritta nel cuore di ogni essere umano; e fedeli poi alle leggi che regolano la comunità nazionale. Fedeli, e quindi pronti a difenderle anche con la vita, come avete tante volte provato, per consentire a tutti di vivere nella giustizia e nella pace. Questa è la vostra esemplare tradizione, che ha sfidato il tempo e il succedersi di tante vicende storiche.

E se questa è una fedeltà condivisa da tutti coloro che si sono impegnati nell’Arma con solenne giuramento, lo è ancor di più da quelli tra loro che sono credenti. Essi trovano il loro campo di impegno là dove la Provvidenza li ha posti, per ordinare e trasformare il mondo non secondo mode passeggere o interessi di parte, ma secondo gli eterni valori posti dal Creatore a fondamento della vita e della pace: la verità e la libertà, la solidarietà e la giustizia.

3. Chi è fedele a Dio, lo è anche agli uomini. Come è bello pensare che, attraverso la disciplina del vostro servizio, potete raggiungere una maturità umana e cristiana che diventa anche nella vita civile una garanzia di ordine e di moralità! È maturo colui che sa assumere le sue responsabilità.

Troppo spesso la mentalità corrente tende a scaricare le responsabilità sugli altri o sulla società. Siate fieri di vivere in tutte le sue espressioni la responsabilità personale a cui si richiama da ben 174 anni il vostro regolamento. E non abbiate paura delle difficoltà.

Purtroppo, proprio per il servizio che svolgete, voi siete non di rado oggetto dell’odio e della violenza di chi non accetta le regole della civile convivenza. I frequenti ed anche recentissimi episodi di terrorismo e le numerose vittime che l’Arma ha dovuto registrare nel corso degli anni, dimostrano quanto sia rischiosa la vostra professione.

Mentre faccio eco, anche in questa circostanza, alla comune deplorazione per ogni atto criminoso, violento, terroristico, desidero ricordarne con affettuosa riconoscenza tutte le vittime. Queste aggressioni non sono rivolte soltanto contro di voi, cari Carabinieri, ma contro la coscienza di tutti i cittadini onesti. Voi, che sapete di interpretare il sentimento della parte migliore della nazione, non vi lasciate intimidire da tali fatti, ma perseverate nel vostro impegno a servizio della giustizia. È con la forza della giustizia, senza cedimenti all’odio o al rancore, che voi potete sostenere la speranza di tutti i cittadini ed incoraggiare l’insopprimibile esigenza dell’ordine e della pace civile.

4. Siate pertanto generosi nel promuovere il bene con la forza del bene. È questo il suggerimento dell’apostolo Paolo, il quale raccomandava. “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male (Rm 12, 21). Il vostro compito fondamentale sta nell’incoraggiare tante energie positive ed esprimervi con pienezza e generosità. Siate testimoni del precetto di Cristo di amare ogni uomo come fratello.

Nell’anno dedicato alla Madonna e in questo mese che in particolare vede rifiorire la devozione alla Madre celeste, vi affido a lei, cari Carabinieri, ben conoscendo la devozione che nutrite verso la “Virgo Fidelis”.

Ella può comprendere le vostre difficoltà e sostenervi nell’impegno di superarle. Continuate ad invocarla con le parole della vostra bella preghiera, affinché in ogni circostanza accompagni la vostra vigilanza, sostenga il vostro sacrificio, infiammi la vostra devozione.

E perché possiate sempre testimoniare con fedeltà l’amore a Dio e ai fratelli, invoco sopra di voi, sulle vostre famiglie, sul vostro impegno di cristiani e di servitori della patria, la benedizione del Signore.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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