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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DELEGATI DEL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

Sabato, 21 maggio 1988

 

Carissimi fratelli!

1. Ben volentieri ho accolto il vostro desiderio per questo incontro, in occasione del convegno col quale celebrate il 60° anniversario della fondazione del vostro movimento e il 20° dell’inizio della sua attività missionaria, in risposta ai suggerimenti che avete trovato nell’enciclica Populorum Progressio del mio predecessore Paolo VI.

Il successo della vostra iniziativa missionaria è testimoniato dalla presenza del movimento in ben 500 centri missionari appartenenti ad una cinquantina di nazioni dell’Asia, Africa ed America Latina, ed un segno tangibile di ciò è dato dalla presenza, qui tra noi, di delegati provenienti da quei Paesi.

L’impegno che vi siete assunto in tal senso è molto encomiabile, perché risponde con generosità cristiana ed aderenza alle attuali esortazioni del Magistero ecclesiastico a quel grave ed urgente problema sociale ed umano, che è dato dall’esistenza, oggi nel mondo, di ben più di quaranta milioni di non-vedenti, spesso in condizioni di miseria e di penosa emarginazione.

Il vostro lavoro rappresenta un importante aspetto di quella “opzione preferenziale per i poveri”, alla quale ho più volte richiamato, e che ho ricordato ancora di recente nella enciclica Sollicitudo Rei Socialis (cf. Sollecitudo Rei Socialis, 42).

2. Nella consapevolezza dei valori dell’”interdipendenza” e della “solidarietà” internazionali, sui quali pure mi sono fermato nella mia enciclica, i vostri intenti e le vostre realizzazioni non si limitano ad ua semplice assistenza materiale, che talvolta è la più urgente, ma mirano ad un’elevazione integrale della personalità del non-vedente, al fine di liberarla da ogni condizione di inferiorità o di emarginazione, e di condurla a sentirsi, a pieno titolo, parte attiva del gruppo o della società, nella quale vive.

La vostra attività, pertanto, è particolarmente orientata a favorire e ad organizzare l’edificazione o il potenziamento delle strutture scolastico-educative, offrendo così un esempio di dedizione alla vera promozione umana, e costituendo uno stimolo ed un incoraggiamento per le altre realtà ecclesiali o civili che operano nel medesimo settore.

Per questi motivi colgo quest’occasione per esprimervi le mie felicitazioni per il vostro apostolato, il quale, manifestandosi in varie opere attraverso la testimonianza di un amore sincero e disinteressato per i sofferenti, ha tutti i titoli della più convincente credibilità.

Perché in fondo, il senso ultimo del vostro agire e del vostro offrirvi sta proprio qui: non solo nell’elevare fisicamente e culturalmente la persona umana, ma come discepoli di Cristo, nel dare una testimonianza di fede al fine di aiutare gli uomini ad entrare nel Regno di Dio. Voi promuovete la dignità umana per condurre gli uomini alla condizione di figli di Dio.

3. Quello che io mi auguro, è che il vostro movimento, con l’aiuto del Signore e l’intercessione della Madonna, che invochiamo in modo speciale in quest’anno a lei dedicato, possa continuare su questa linea, arricchirsi di nuove forze e nuovi collaboratori, così da poter estendere ancor più la sua azione benefica e la sua testimonianza cristiana.

Possa la vostra voce - alla quale unisco la mia - far sentire con ancor maggiore autorevolezza ed efficacia all’opinione pubblica e soprattutto alla politica mondiale l’urgenza del problema di tanti milioni di nostri fratelli privi di un bene così prezioso, e che pure possono e devono - se opportunamente aiutati - mettere a servizio del bene comune le ben più preziose qualità morali e spirituali, che hanno ricevuto da Dio. Possano - soprattutto molti giovani, vedenti o non-vedenti - sentirsi interpellati dalla vostra testimonianza a cooperare con generosità ed entusiasmo col vostro Movimento, nella gioiosa certezza di trovare così una singolare opportunità di dare pienamente senso alla loro vita.

Auguro inoltre, in particolare, un buon successo ai lavori del presente convegno: nel clima dell’amicizia fraterna si consolidi la vostra collaborazione reciproca, si rafforzi la vostra comunione ecclesiale, aumenti la vostra generosità ispirata all’esempio del Redentore.

Con tali sentimenti ed auspici, vi benedico tutti, dirigenti e soci, insieme con le vostre famiglie, i vostri cari e tutti coloro ai quali portate il segno della vostra carità cristiana.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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