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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI PARLAMENTARI EUROPEI

Giovedì, 26 maggio 1988

 

Signor Presidente,
signore e signori.

Sono lieto di accogliervi in occasione della sessione della commissione energia, ricerca e tecnologia del Parlamento europeo, in corso a Roma.

Nel campo così ampio di vostra competenza, dovete trattare questioni che interessano la Chiesa direttamente, perché toccano l’essere stesso dell’uomo, la sua capacità di procreazione. Le ricerche portate avanti nel campo della biologia umana, certe pratiche, sviluppate a volte senza calcolarne sufficientemente le implicazioni di ordine etico, non mancano di sollecitare la riflessione di responsabili politici quali voi siete.

La necessaria brevità nel nostro incontro non mi consente di addentrarmi nell’analisi di queste preoccupazioni. Ma voi siete al corrente del fatto che la Santa Sede ha di recente precisato la posizione della Chiesa, in particolare sul rispetto della vita umana fin dalla sua origine. È auspicabile che i giudizi e le azioni dei responsabili nella società tengano conto delle esigenze di carattere morale e spirituale che i cristiani sono tenuti a manifestare e difendere.

Vorrei inoltre sottolineare ancora che è importante affrontare i problemi dell’energia, della ricerca scientifica e della tecnologia a partire dalla Comunità dei Paesi che il vostro Parlamento rappresenta. Perché simili questioni non possono più essere trattate in modo soddisfacente al di fuori di una ampia collaborazione internazionale.

Signore e signori, formulo voti perché il vostro lavoro abbia un proficuo successo. E, nell’attesa di rendervi visita a Strasburgo, vi ringrazio di essere venuti qui. Prego Iddio che vi riempia dei suoi doni.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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