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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II A S.E. IL SIGNOR SÉBASTIAN NTAHUGA,
NUOVO AMBASCIATORE DEL BURUNDI PRESSO LA SANTA SEDE
Venerdì, 18 novembre 1988
Signor
ambasciatore.
Con gioia
ricevo oggi in Vaticano l’eccellenza vostra in qualità di ambasciatore
straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Burundi presso la Santa
Sede.
La
ringrazio dei voti trasmessi da parte di sua eccellenza il maggiore Pierre
Buyoya, Presidente della Repubblica del Burundi. La prego di trasmettergli, da
parte mia, i miei ossequi deferenti e cordiali, assicurandolo della mia
preghiera per la sua persona, per i suoi collaboratori nel governo della nazione
burundese e infine per il popolo burundese, cui esprimo tutto il mio affetto.
La sua
presenza qui in qualità di diplomatico testimonia l’apertura del suo Paese alle
tematiche di ordine spirituale e religioso: me ne rallegro vivamente e sono
certo che la sua missione, oggi inaugurata, contribuirà a rinsaldare il rapporto
con la Santa Sede.
Con parole
cortesi, lei ha ricordato l’impegno della Santa Sede per incoraggiare le
iniziative che vanno incontro alle profonde preoccupazioni di ogni essere umano
e cercano di stabilire tra gli uomini maggiore libertà, giustizia e pace. Il suo
Paese condivide il desiderio di promuovere questi ideali attraverso l’impegno
comune dei suoi figli e delle sue figlie, nel rispetto della dignità e dei
diritti di ciascuno. Conosco le gravi difficoltà conosciute dalla nazione nel
passato - e ancora recentemente -, ma so anche che i burundesi e i loro
governanti sono fermamente decisi a fare di tutto per superarle. Certamente il
suo popolo non manca nè di risorse nè di energia morale per una riconciliazione
fraterna e una partecipazione comune di tutta la popolazione all’edificazione di
un avvenire sereno. In quest’opera di ampio respiro, potete contare sul sostegno
e l’incoraggiamento della Chiesa, e in particolare della Santa Sede, oltre che -
lo spero vivamente - sulla simpatia e l’aiuto della comunità internazionale.
Desidero
cogliere l’occasione di questo incontro per inviare, per suo tramite, un
pensiero particolarmente affettuoso alla comunità cattolica del Burundi, ancora
giovane ma già così vigorosa e ricca di promesse. Grande è stato ed è ancora il
suo contributo all’opera di promozione dello sviluppo integrale del suo popolo.
Con grande soddisfazione ho appreso delle decisioni con cui il nuovo governo ha
non solo ristabilito la Chiesa nei suoi diritti, in piena libertà di culto e di
azione pastorale, ma anche ha ripreso un dialogo e una collaborazione positivi
per il Paese. Desidero ripeterle, signor ambasciatore, che i cattolici burundesi
sono desiderosi di prodigarsi per lo sviluppo nazionale, sono pronti a prestare
la loro collaborazione costruttiva, leale e disinteressata. Sotto la guida dei
loro Vescovi si impegneranno a continuare, con slancio rinnovato, il loro
contributo all’unità e al progresso umano armonioso, in particolare nella
solidarietà con quanti soffrono e nella lotta contro la povertà. Nel rispetto
integrale della vita, essi desiderano edificare sempre più saldamente le
strutture familiari, che restano il fondamento obbligato della costruzione di
una nazione. Essi si impegneranno con cura particolare nella formazione dei
giovani ai valori di giustizia, di pace e di fraternità, che hanno la loro
sorgente nel Vangelo.
Sia sempre
più il Burundi - secondo la sua saggezza tradizionale - un Paese di accoglienza,
di dialogo e di reciproca assistenza: un Paese che vive in pace e che
contribuisce alla pace nel continente africano e in tutta la comunità delle
nazioni!
Al momento
di cominciare la sua missione, le offro i miei migliori auguri per il felice
svolgimento del suo compito. Le assicuro che qui troverà sempre una attenta
accoglienza e una cordiale comprensione.
Sull’eccellenza vostra, sul signor Presidente della Repubblica, sul governo e il
popolo del Burundi, invoco copiose benedizioni divine.
© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana
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