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DISCORDO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN «COLLOQUIO»
PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI

Sabato, 19 novembre 1988

 

Signor Cardinale,
cari fratelli nell’episcopato,
cari amici.

1. Sono lieto, ricevendovi qui, di potervi ringraziare per la ricerca interdisciplinare per la quale vi siete riuniti a Roma. Un simile lavoro è una testimonianza di fede nella potenza e nella provvidenza di Dio.

La presenza del Vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Jean Sahuquet - con il predecessore monsignor Henri Donze - mi ricorda il pellegrinaggio alla grotta di Massabielle che ho potuto compiere anch’io per la festa dell’Assunzione del 1983, unendomi così alla folla di fedeli che pregano fervidamente l’Immacolata Concezione, la madre del Salvatore, facendo un’esperienza spirituale spesso decisiva per la loro vita.

È per me una gioia salutare i membri del Comitato medico internazionale di Lourdes, come anche i teologi e i canonisti, riuniti con i responsabili e il Consiglio medico della Congregazione per le cause dei santi. Desidero ringraziare in modo speciale i promotori di questo incontro che sarà veramente utile per la Chiesa.

2. Il tema del vostro colloquio è la constatazione di fatti o di guarigioni straordinarie, inspiegabili secondo i criteri scientifici e quindi aperti alla possibilità di un intervento divino. Nel cuore e nello spirito di uomini sottoposti alle prove più dolorose e disperate, simili fatti possono manifestare l’onnipotente aiuto divino, in momenti in cui egli è il solo loro soccorso, la sola speranza, la sola consolazione.

Le guarigioni, i doni straordinari, sono numerosi. Non tutti sono conosciuti, meno ancora sono verificati nel quadro di una seria perizia e successivamente riconosciuti autentici dalla Chiesa. Ma questi segni possono essere dei richiami, dei messaggi che mostrano che Dio è amore. Hanno provocato delle conversioni, hanno sollecitato molte persone a vivere un dono di sè più sincero e generoso, di solito nella discrezione.

3. Quando vengono constatati in condizioni rigorose, poi riconosciuti ufficialmente dall’autorità ecclesiale, simili fatti sono come un sigillo divino che conferma la santità di un servo di Dio di cui si è invocata l’intercessione, un segno di Dio che suscita e legittima il culto che gli viene reso e dà garanzia all’insegnamento fornito dalla sua vita, la sua testimonianza e le sue azioni.

Per le cause dei santi, i miracoli hanno un significato molto importante: fanno, in un certo senso, sentire la “voce di Dio” nel discernimento della Chiesa per la beatificazione o la canonizzazione di un servo di Dio. Illuminano e confermano il giudizio che impegna l’autorità di Pietro e della Chiesa. Di qui l’importanza dei fatti da voi studiati.

4. A Lourdes, viene invocata la mediazione di Maria per ottenere la grazia della guarigione. Quando viene accordata, è un segno di Dio stesso, un dono del Figlio di Dio, Figlio di Maria, un dono della misericordia che ha la sua origine nel Padre. Lo Spirito consolatore attesta nella gioia la presenza dell’amore divino, e testimonia la potente intercessione di Maria. Ogni guarigione inspiegabile dal punto di vista medico, debitamente constatata a Lourdes, poi riconosciuta come miracolo dall’autorità ecclesiale competente, contiene un messaggio, un invito a vivere più cristianamente, una illuminazione sulla funzione di Maria, Vergine Immacolata, madre della Chiesa e Regina della pace.

Per coloro che hanno la responsabilità pastorale dei santuari di Lourdes, un’attenzione speciale ai miracoli è una responsabilità e una missione. Da molto tempo, la collaborazione dei medici è stata preziosa per aiutare il discernimento, secondo il loro specifico ambito di competenza. Con i progressi della scienza, certi fatti si comprendono meglio; ma numerose guarigioni costituiscono una realtà spiegabile solo nell’ordine della fede, che l’esame scientifico non può negare a priori e deve quindi rispettare, proprio nel suo ordine.

5. Pare che oggi la pedagogia divina illumini gli uomini con interventi più spirituali e interiori, e che i fatti di carattere corporale divengano più rari. Resta il fatto che Dio concede sempre doni inattesi e profondi, rispondendo alle invocazioni fatte nella fede e nella carità, fiduciose nella potenza del suo amore più grande di tutto.

La vostra ricerca comune prenderà in considerazione gli interventi divini constatabili, nel contesto scientifico che presuppone ed esige il loro esame, ma anche alla luce della fede nell’onnipotente misericordia divina.

A questa luce rivelata si pone la vostra ricerca ed è necessario valutare i lavori di cui avete ricevuto la missione. Vi incoraggio a continuarli secondo le esigenze della vostra scienza e anche nel rispetto della grandezza di Dio, santo e forte.

Invoco su di voi l’aiuto di Dio e a tutti voi, ai vostri cari, ai vostri amici e collaboratori imparto la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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