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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
NELLA RICORRENZA DEL BIMILLENARIO
DELLA FONDAZIONE DI STRASBURGO

Domenica, 9 ottobre 1988

 

Signor sindaco,
cari cittadini di Strasburgo.

1. Eccovi alla scadenza del bimillenario della vostra città, che anticipa di poco il bimillenario della storia cristiana. Più di nove secoli dopo il viaggio in Alsazia del mio predecessore san Leone IX, originario di questa provincia, sono felice di essere fra voi. Vi ringrazio dell’accoglienza meravigliosa che mi avete riservato. Vorrei esprimere la mia particolare gratitudine al vostro sindaco, il signor senatore Marcel Rudloff che, con la municipalità e tutte le autorità mi dà il benvenuto in questa città con una delicatezza ed una generosità che mi toccano profondamente. Così, mi sento associato alla vostra festa familiare.

Duemila anni nella storia dell’uomo hanno dato alla vostra città la sua vera ricchezza. Ad ogni generazione, tutta un’esperienza si trasmette e si rinnova allo stesso tempo. Una città è come un corpo vivente, formato dai suoi innumerevoli cittadini, celebri o anonimi. Una stessa eredità vi unisce. E, in ogni epoca, nuovi apporti vengono ricevuti e assimilati. Così l’antica “Argentoratum” riceve il messaggio del Vangelo e diviene cristiana. Nel corso delle epoche, la confluenza dell’Ill e del Reno vede giungere popoli venuti dai quattro punti cardinali. Piazzaforte sulla rocca del Reno, Strasburgo nutrì la sua vocazione di luogo d’incontro per la gente di passaggio; e, allo stesso tempo, costruì la sua autentica personalità, sorretta dalla memoria collettiva che resta viva nella comunità.

2. Le ore sono passate, gioiose o dolorose, come sul vostro celebre orologio che scandisce i giorni, con il passaggio dei portatori della lieta novella e il passaggio della morte. I giorni si susseguono qui sui ritmi del mondo, come l’orologio accorda l’ora della città sull’ora del pianeta e degli astri.

Le controversie degli imperi e dei regni non hanno risparmiato la vostra città, in ogni epoca. Ma Strasburgo ha saputo restare se stessa, come a testimoniare il bel titolo di “città libera” da essa conquistato. Essa proietta il suo spirito molto alto nel cielo, elevando questa Cattedrale, segno della sua fede e simbolo della sua unità.

La vostra Cattedrale, costruita con tutta la generosità di un popolo unito nella Chiesa, è la testimonianza del fervore dei credenti. Essa ha conosciuto anche, non possiamo dimenticarlo, il tempo delle divisioni fra i cristiani, a volte persino della negazione della fede. Questo crogiolo di prove, lungo la storia, fa risaltare più vivamente la sete di unità; prepara alla riconciliazione fra i popoli, fra fratelli, di cui la vostra città è un luogo privilegiato e questa Cattedrale un possente simbolo.

3. Dal giuramento di Strasburgo, atto di pace fra due sovrani e i loro popoli, pronunciato in lingua tedesca e in lingua romanza, voi conoscete l’incontro di due culture. Si può ammirare la fecondità che ne deriva nella vita intellettuale di questa città, nell’opera dei suoi figli, che hanno forgiato il loro proprio patrimonio culturale a contatto dei grandi spiriti attratti da un’atmosfera aperta e creativa. Teologi, spirituali, poeti, umanisti, oratori, sapienti hanno saputo entrare negli scambi di idee che attraversavano l’Europa e hanno costituito qui una pleiade prestigiosa di cui andate legittimamente fieri.

Attualmente l’Università testimonia la vitalità costante degli studi e della ricerca di alto livello. Fra gli istituti di tutte le discipline universitarie, la presenza della Facoltà di Teologia segna felicemente l’importanza della cultura religiosa nella vita intellettuale. Saluto fra voi gli insegnanti e gli studenti che contribuiscono al prestigio della vostra città, alla continuazione dell’opera dei loro illustri predecessori.

Percorrendo le vie della città, che si diramano intorno alla Cattedrale, ho potuto ammirare anche quale ricco patrimonio artistico voi tenete vivo. Nel Medioevo, ai tempi del Rinascimento, nelle epoche classiche, costruttori ed artisti hanno dato a Strasburgo una fisionomia accattivante. I suoi monumenti e i suoi palazzi riflettono il meglio di una cultura e di un’arte di vivere. E adesso, voi continuate a costruire, a sviluppare la produzione artistica, la tradizione musicale alla quale tenete tanto. Che tutti coloro che sono all’opera siano consapevoli di lavorare affinché la città intera rimanga un corpo vivente!

4. Cari amici di Strasburgo, il vostro bimillenario vi permette di ravvivare la memoria comune, di riaccendere il ricordo dei grandi momenti del vostro passato, di celebrare gli uomini e le donne che hanno lasciato la loro impronta nella vostra storia. Condivido la vostra riconoscenza verso coloro che hanno costruito la città e forgiato la sua personalità.

Un passato tanto ricco, un’esperienza tanto diversa, il ricordo dei tempi difficili, tutto ciò vi impone dei doveri. Dovete vegliare affinché ciascuno di voi non resti indifeso o isolato, escluso dalla prosperità della città. Dovete mostrarvi fedeli alla vocazione di Strasburgo, crocevia d’Europa, centro attivo di scambi economici, culturali, spirituali. È in questo senso che faccio i miei auguri alla vostra città, nel cuore di questo continente che spera di fondare la sua unità sull’esperienza e la vitalità di fucine generose come la vostra.

Voi alsaziani avete la fortuna di essere un tale ponte. Che questo destino vi venga conservato! Dio protegga questa città.

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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